Il sigillo di Enrico IV di Tiziana Silvestrin | Recensione di Sandy

Il sigillo di Enrico IV di Tiziana Silvestrin

«La ricerca di sfide sempre più alte, il pericolo che fiutava come un cane affamato di cibo, le incredibili messe in scena erano ormai diventato parte di lei, erano il suo demone.»
Un ringraziamento alla casa editrice per avermi gentilmente spedito la copia.

Dettagli:

Acquistalo subito: Il sigillo di Enrico IV

  • Data di uscita: 30 marzo 2017
  • Genere: Giallo Storico
  • Collana: Catrame
  • Editore: Scrittura & Scritture
  • Pagine: 336
  • Prezzo cartaceo: € 15,00

Il Libro – Trama:

A Mantova è aria di Pasqua e in quel 1596 i riti e le processioni sono più intensi: si crede, infatti, che la città sia preda del demonio. Il ritrovamento dei resti di un rito satanico ha impaurito i cittadini e reso furioso il duca Vincenzo Gonzaga.
Al capitano di giustizia Biagio dell’Orso, per niente incline alle superstizioni, l’incarico di trovare chi ha dato inizio a tutto questo e perché. Gli indizi lo porteranno prima a Cremona, dove qualcuno ha acquistato un libro di magia nera, poi a Torino, all’inseguimento di un conte. Ma allontanarsi da Mantova, stavolta, per Biagio è più difficile: Rosa è appena arrivata in città, un pittore l’ha scelta come modella per un misterioso dipinto per un altrettanto misterioso committente. Da Mantova parte anche una delegazione con a capo il vescovo di Mantova, Francesco Gonzaga, e l’arcivescovo di Firenze, Alessandro de’ Medici. Sono diretti a Parigi, ma lo scopo della loro missione è avvolto dal mistero, così come lo scrigno che il Medici tiene gelosamente tra le mani al momento della partenza.
Un capitolo importante della saga gonzaghesca, in cui si fondono passioni e intrighi, alleanze e tradimenti.
Il respiro di una grande epoca storica, le splendide corti d’Europa, Mantova in primis, fra arte, intrighi, forza e passioni. Atmosfere capaci di far vibrare l’anima del lettore.

Let’s talk about “Il sigillo di Enrico IV”

Dopo una settimana infernale finalmente un po’ di respiro. Non c’è modo migliore per ricaricare le batterie che condividere con voi la mia ultima lettura. Se mi seguite da un po’ la casa editrice Scrittura & Scritture dovrebbe suonarvi familiare.

“Il sigillo di Enrico IV” è il quarto volume della saga con il capitano Biagio dell’Orso protagonista. Uomo tutto d’un pezzo, che si serve della ragione per spiegare fatti apparentemente surreali.

Mantova. 1596. Un fatto insolito accade. La basilica di Sant’Andrea è in fiamme. Un simbolo fa la sua comparsa alla base dell’edificio, un pentacolo viene ritrovato tra le macerie. Verrebbe da chiedersi se non sia un triste scherzo del destino o l’opera di qualche setta religiosa smaniosa di dare il benservito agli abitanti della città.

Sotto il ducato di Federico II di Gonzaga, Biagio dell’Orso viene incaricato di occuparsi del caso. Il capitano appena rientrato da un lungo viaggio comincia ad indagare, sottoponendo al suo occhio attento ogni singolo indizio che gli capita a tiro. La città è in preda al panico, il demonio ha colpito e ogni abitante non si sente al sicuro. Dal canto suo Biagio non è di certo uno che si lascia abbindolare da stupide credenze. Per questo, munito di intelletto e voglia di risolvere il mistero, si avventurerà in un viaggio inaspettato, colmo di insidie e scioccanti rivelazioni. Come se non bastasse, la scomparsa di due ragazze comincia ad insinuare in lui un sospetto. Che ci sia un collegamento tra i due casi?

Gli indizi portano a Cremona, dove una figura misteriosa ha da poco acquistato un libro di magia oscura e si sposta velocemente a Torino, dove il capitano si metterà sulle tracce di un conte la cui identità è avvolta nel mistero. Allontanarsi da Mantova però significa rischiare e sfortunatamente per Biagio, la sua adorata Rosa, viene contattata per posare come modella per un dipinto commissionato da un misterioso committente, il che turba l’uomo perchè non vorrebbe vedere la sua donna “privata” della sua intimità e bellezza ad egli riservata.
Nel frattempo, dalla stessa città, parte la delegazione dell’arcivescovo Francesco Gonzaga e Alessandro de Medici, la loro missione risulta essere top secret. Un indizio chiave è lo scrigno gelosamente custodito tra le mani di Alessandro. 

La figura di Enrico IV viene spogliata dal mito di cui oggi siamo a conoscenza, ai nostri occhi è più umano di quanto si possa pensare. Ogni presa di posizione serviva a mantenere un equilibrio volto a migliorare la società, nonostante derivasse da scelte imposte o dettate dalla necessità per poter continuare a governare. Diventa fondamentale quindi dire che Biagio ed Enrico siano due uomini opposti. Da una parte abbiamo il capitano tutto d’un pezzo e difensore della giustizia mentre dall’altro un uomo colmo di passioni, più umano rispetto alla figura storica che ci propinano a scuola.

Sicuramente questo è il genere più difficile da scrivere perchè oltre a sapersi giostrare tra le righe bisogna anche essere accurati nelle nozioni storiche, che devono essere esatte e verificate. Non è un genere da prendere sottogamba perchè, pur essendo storico, bisogna renderlo anche intrigante agli occhi del lettore. In questo Tiziana Silvestrin è stata audace, non solo ha dimostrato di conoscere la storia, ma il suo stile ha reso la lettura assai piacevole. Non è da tutti coniugare la propria abilità letteraria e passione per la storia non sfociando nel saggio storico o nel banale, riuscendo però a smuovere il cuore delle persone.

Risulta semplice immedesimarsi in ogni personaggio, nonostante ci siano secoli di distanza tra i fatti descritti e la nostra epoca. È affascinante percepire il trascorrere del tempo attraverso le righe di questo capitolo, che diventano echi di cambiamento non solo della società ma anche della mentalità e struttura psicologica delle persone.

Promosso a pieni voti!

 

 

Note sull’autrice – Tiziana Silvestrin:

Tiziana Silvestrin vive e lavora a Mantova. Entrata a far parte di una compagnia di teatro amatoriale, inizia a scrivere commedie. Alla passione per la recitazione e per la lettura, si aggiunge la curiosità per la storia. Quando, con un racconto, vince un premio letterario, le viene il sospetto che forse può mettere a frutto le sue ricerche per scrivere gialli storici. Così, mescolando fantasia, storia, personaggi reali e non, ha scritto I leoni d’Europa (2009) e Le righe nere della vendetta (2011), e Un sicario alla corte dei Gonzaga (2014). Tutti pubblicati da Scrittura & Scritture.

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