Tea Time: Il mantello dell’invisibilità di Ge Fei (Fazi Editore)

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È l’ora del tè e oggi il mio pasticcino è niente poco di meno de “Il mantello dell’invisibilità” di Ge Fei, romanzo ironico e a tratti imprevedibile, pubblicato da  Fazi Editore con la traduzione di Barbara Leonesi e Caterina Viglione.

Data di uscita: 5 Marzo

Acquistalo subito: Il mantello dell’invisibilità

Editore: Fazi Editore
Collana: Le strade
Traduzione: Barbara Leonesi, Caterina Viglione
Genere: Narrativa
Pagine: 144
Prezzo: € 9,99 (E-book) |€ 18,00 (cartaceo) 

Il signor Cui vive nella Pechino contemporanea, città governata da forze più potenti e terribili della malavita, dove imperano l’egoismo, il brutale senso della competizione e la disperata corsa all’arrampicata sociale del capitalismo più sfrenato. Qui tutti fanno del loro meglio per salire la scala del successo; Cui, al contrario, è un perdente. Alle soglie della mezza età, senza figli e con poca iniziativa, divorziato ma ancora innamorato dell’ex moglie che lo ha lasciato per un uomo in carriera, vive in periferia a casa della sorella – ma il marito di lei lo vuole fuori dai piedi –, in un appartamento segnato da una crepa nel muro dalla quale entra il vento del Nord. Si guadagna modestamente da vivere assemblando impianti audio personalizzati per ricchi audiofili (o sedicenti tali): gente che non ha nessun senso del valore della musica e del lavoro artigianale, ma spende cifre da capogiro per mettersi in mostra e ascoltare le ultime canzoni pop cinesi. Cui prova disprezzo per i suoi clienti e per se stesso, e le uniche cose che gli piacciono davvero sono la musica classica e gli altoparlanti vintage. Finché un vecchio amico gli procura un ingaggio speciale: un individuo losco ma molto danaroso vuole l’impianto acustico migliore del mondo. Un po’ rischioso, certo, ma basterà non fare troppe domande. È forse arrivata, per questo perdente, l’occasione giusta?

Mi mancava la mia ora del tè con un bel libro ad accompagnarmi. Aprile è stato folle, imprevedibile, una giostra continua di emozioni e anche di una porzione di vita vissuta tra il giubbotto invernale e quello più leggero. In questa “lotta” continua per la sopravvivenza si fa spazio una lettura peculiare: Il mantello dell’invisibilità di Ge Fei.

Ge Fei è lo pseudonimo di Liu Yong, docente universitario, che si è subito contraddistinto per il suo stile originale e quel pizzico di ironia che mi ha portata ad incuriosirmi perché “Il mantello dell’invisibilità”, un po’ come “La mia Ingeborg”, sono due romanzi che mi hanno spiazzata, questo per la sua vena cinica e l’altro per il suo lato crudo.

Sulla vena ironica, infatti, conosciamo più da vicino uno sfortunato “audiofilo”, che si occupa di riparare impianti audio. È così bravo nel suo lavoro da non lasciare dubbi neanche alla sua ex moglie: quando si tratta di suono è lui l’uomo giusto, un uomo qualunque dal volto comune che nessuno però sembra considerare.

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Dal titolo, “Il mantello dell’invisibilità”, ci si rende conto che il vero fascino di questo romanzo è lo stile con il quale viene raccontato: frizzante e movimentato da rendere la storia di impianti audio, musica e cultura un vero piacere per chi legge. Sarà pure uno sfigato per molti, ma la verità è che un protagonista del genere riesce a contrapporsi alla perfezione a un sistema già ben oleato, dove le persone sono disposti a qualunque cosa pur di scalare la vetta del successo.

Lui, invece, un granello di sabbia nel deserto continua a svolgere con passione il suo lavoro non pretendendo di più di ciò che gli spetta. Un fesso per chiunque, uno dei pochi ancora ad avere una bussola morale, forse. Legato al suo passato travagliato, a un matrimonio finito male e alla sua passione per il suono, la vita del nostro insolito protagonista cambia nel momento in cui gli viene affidato il compito di assemblare o meglio trovare un impianto audio pazzesco, un’impresa titanica persino per lui.

Questo è un difetto comune degli audiofili: essere ancora dei sognatori. Cui spera ancora nel ritorno di fiamma con la sua ex moglie e ingenuamente si fida dei loschi individui per cui occasionalmente lavora solo perché danno la loro parola. Aspetta, impaziente, corrodendosi per l’attesa ma senza fare nulla affinché la sua situazione cambi del tutto. 

Ge Fei è semplicemente geniale quando si tratta di stravolgere la vita del suo piccolo protagonista, che in balia degli eventi va nel panico, in questo è fin troppo umano e al tempo stesso ingenuo quando si tratta di denaro. Lo vediamo camminare sul figlio del rasoio mentre il contesto sociale appare sempre più vivido, ma un po’ come una buona musica di sottofondo ci si focalizza sui pensieri e sul rumore di fondo mentre si assiste al declino del povero Cui.

Il mantello dell’invisibilità non è un romanzo perfetto, ma apre una finestra in una Cina in continua evoluzione dove un piccolo artigiano agli occhi di tutti è un signor nessuno che prova a sopravvivere facendo sempre scelte sbagliate, dannandosi fino alla fine quando si rende conto che è troppo tardi e le sue ore sono contate.

Il pasticcino era d’obbligo, per la seconda volta mi sono ritrovata tra le mani un romanzo che, seppur breve, è riuscito a tenermi compagnia nelle giornate frenetiche. Assolutamente consigliato a chi cerca qualcosa di diverso e unica nel suo genere.

«Di sicuro in questo mondo c’è qualcosa che non va.»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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