Tea Time: Rosso di tiro, blu d’oltremare di Adriana Assini

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Oggi parliamo anche di “Rosso di tiro, blu d’oltremare. Una storia fiamminga”, la riedizione de “La riva verde” di Adriana Assini uscito per la prima volta nel 2014 e sempre pubblicato da Scrittura & Scritture.

Data di uscita: 22 Ottobre

Acquistalo subito: Rosso di tiro, blu d’oltremare

Editore: Scrittura & Scritture 
Collana: Voci
Genere: Romanzo storico
Pagine: 272
Prezzo: € 14,00

È una luce abbagliante quella che attraversa i cieli grigi di Bruges, andando poi a planare sulle acque dei suoi cento canali, lungo le cui rive s’addensano le botteghe di eterni rivali: i tintori di robbia e quelli di guado. Il rosso e il blu.
Su quel finire del Trecento, tra le incertezze provocate dal Grande Scisma d’Occidente, sono le continue rivalità tra i mestieri unite alle lotte sociali contro il potere dominante a tenere sempre alta la tensione nella ricca e melanconica città fiamminga.
Mentre gli uomini si cimentano in proteste e guerre vere, alcune donne combattono in silenzio e senza armi ben altre battaglie: sono le dame della Compagnia della Conocchia che, in spregio dei pericoli e delle norme, s’incontrano di nascosto nelle fredde notti tra Natale e la Candelora. Si scambiano segreti e saperi, consigli e rimedi per la vita e sulla morte, ma soprattutto coltivano un grande sogno comune a tutte.

Natale è alle porte e come ogni anno si spera che anche questa volta possa portare un po’ di felicità a tutti, nonostante il periodo orribile che tutti noi stiamo attraversando, soprattutto perchè a differenza degli altri anni c’è un virus a dividerci.
Altre volte però non serve una pandemia a dividere le persone, basta anche una disputa, un rancore covato troppo a lungo o uno screzio finito male a tenere lontane le persone e questo è il caso di Robin e Rose, due amanti degni di una tragedia shakespeariana che vivono divisi a causa delle loro famiglie.

Nel romanzo di Adriana Assini questo amore tormentato diventa l’espediente narrativo per raccontare le Fiandre del tardo medioevo, un giallo storico che affonda le radici nella famosa guerra dei Cent’anni, conflitto che vede da una parte le forze della Gran Bretagna unite contro i Francesi e i loro alleati, e nello Scisma d’Occidente. In questo clima di caos ed incertezza, la rivalità dei mestieri viene a galla: Bruges, Ypres e Gand da sempre sono state il fulcro dell’industria tessile, ciò nonostante i tintori di robbia e di guado continuano a scontrarsi come se non fosse abbastanza il dover vivere schiacciati da assurde leggi.

Robin Campen e Rose Van Triele sulla Riva Verde continuano a perdersi l’un l’altro, lontani da occhi indiscreti e consapevoli che il loro amore non sarebbe stato ben visto da suo padre, un’unghia blu, Jakob van Triele, dispotico patriarca che piuttosto di vedere sua figlia in sposa a un lavoratore di robbia preferirebbe la morte, infatti Rose è promessa a un suo sottoposto, Jan “Faccia di Gatto”, ma spera ancora di poter essere lei stessa artefice della sua felicità e non viceversa.

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Per sua fortuna Rose è una delle otto dame che compongono la Compagnia della Conocchia, un circolo di donne nato dal desiderio di non piegarsi mai al volere degli altri, un luogo sicuro dove scambiarsi informazioni preziose e supportarsi a vicenda. Questa compagnia sembra quasi una società segreta, nata dall’esigenza di trovare rifugio lontano dalla crudezza del resto del mondo, un luogo tartassato dall’ignoranza e l’idiozia degli uomini che non fanno altro che odiarsi e scatenare conflitti.

La compagnia si riunisce da Natale alla Candelora sotto l’ala di Greta du Glay, saggia mercante ritenuta da molti una sorta di strega, a capo di questo circolo di cui fanno parte anche Sebile, Anne, Ysengrine, Margot, Alix ed Emmeline, oltre a Rose. Ognuna di loro ha alle spalle una storia sofferta, ognuna delle partecipanti infatti aveva ereditato un grande sapere, racchiuso nei vangeli, le pergamene sulle quali venivano annotate tutte le informazioni che i membri della congrega si scambiavano, che fossero rimedi per un malore o conoscenze arcane tutto veniva annotato e conservato, a vantaggio delle future partecipanti.

Anche questa volta Adriana Assini riesce a riportare alla luce delle donne forti, così come in molti dei suoi romanzi, nonostante siano schiacciate da un sistema maschilista tipico di un’epoca come il Medioevo, un periodo storico in cui le donne erano viste come un’appendice dell’uomo, spesso trattate come merce di scambio fra i potenti. Ma è qui che l’autrice compie il miracolo, è riuscita a raccontare di un gruppo di donne tanto forti da ribaltare il sistema, un circolo di persone determinate che si aiutano l’un l’altra, decise a non essere sottomesse dal volere altrui.

Ci troviamo in un momento delicato della storia, nel bel mezzo di una delle più atroci guerre che la storia ricordi, fra conflitti armati e dispute religiose, l’omicidio di un uomo diventa il pretesto per mettere al lavoro le fini menti che compongono la Compagnia di Conocchia, nel tentativo di salvare l’onore di un uomo innocente accusato ingiustamente. Tutto questo accade proprio nel momento in cui scoppia la rivolta scatenata dal malcontento popolare, in particolare quello dei tessitori che desideravano opporsi militarmente al governo di Louis de Male, l’autrice riesce a dipingere con vividezza il clima di malcontento dove si riesce a sentire la tensione e la sofferenza di una storia fiamminga, dove l’amore unisce e divide, due giovani si continuano a rincorrere senza però scendere mai a compromessi, tenendo saldo l’orgoglio che rischia di allontanarli ancora di più. 

Che Adriana Assini sia sempre stata in grado di creare vere e proprie esperienze visive è un dato di fatto, numerose volte mi sono ritrovata a leggere i suoi romanzi e allo stesso modo ritrovo il suo tocco di pittrice anche nella sua scrittura, due arti che con lei si fondono fino a creare immagini suggestive e precise, cariche di potenza narrativa, dove il colore e la materia diventano aggettivi per descrivere stupendi paesaggi, caratterizzare i suoi personaggi ed incorniciarli in un periodo storico ben preciso, ben studiato e storicamente affascinante.

Rosso di tiro, blu d’Oltremare. Una storia fiamminga è un dipinto di parole fatto di contrasti che poco a poco svelano un mistero, ci fanno calare nei panni di chi è stato e ha vissuto con coraggio la sua epoca, nel tentativo di non farsi mai mettere i piedi in testa da nessuno. 

«L’amore è un fiore fragile, amico mio, e appassisce presto».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Scrittura & Scritture per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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