Tea Time: La spada e il rosario di Adriana Assini (Scrittura & Scritture)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

E per concludere la settimana non c’è niente di meglio di un tè in compagnia di Adriana Assini e il suo romanzo “La spada e il rosario. Gian Luca Squarcialupo e la congiura dei Beati Paoli “, edito da Scrittura & Scritture.

Data di uscita: 14 Febbraio

Acquistalo subito: La spada e il rosario

Editore: Scrittura & Scritture 
Collana: Voci
Genere: Romanzo storico
Pagine: 224
Prezzo: € 14,00

È il 1516 e a Palermo governano gli spagnoli. Malgrado i soprusi del viceré Moncada e dei suoi complici, la vita sembra scorrere tranquilla, tra indolenza, bellezza e rassegnazione. Ma l’apparenza inganna. Un gruppo di mercanti, capeggiati dall’intraprendente Gian Luca Squarcialupo, sull’orlo della bancarotta, trama per riportare un regnicolo sul trono e cambiare una buona volta lo stato deprecabile delle cose. Attraente e risoluto quanto irragionevole, Gian Luca ha fegato da vendere ma le contraddizioni non gli mancano, neppure in amore, visto che s’è sposato per convenienza ma si danna l’anima per la moglie di un altro. Quando Ferdinando il Cattolico tira le cuoia, e dalle lontane Fiandre gli subentra il nipote Carlo, anche nella città delle zagare circola aria nuova: è il momento di fomentare una rivolta popolare per ottenere pane e giustizia per tutti. Lo Squarcialupo conosce a uno a uno i suoi perfidi avversari, però non s’accorge delle insidie che si nascondono proprio sotto i suoi passi, nelle viscere profonde della terra, dove uomini loschi avvolti nel mistero decidono nell’ombra le sorti del Regno. Armati di lame e di rosari, sono i Beati Paoli.

Una tazza fumante di tè nero ai frutti di bosco per accompagnare una delle voci più eleganti del nostro tempo, sto parlando di Adriana Assini e della sua prosa suggestiva in grado di aprire una finestra nel passato affinché i suoi lettori osservino ciò che è stato senza doversi muovere dalla poltrona, diventando parte degli eventi che hanno fatto la storia o che in alcuni casi il tempo ha messo da parte.

Con il suo modo di raccontare riesce a dare lustro a personaggi o tragedie di un certo spessore focalizzandosi sul corso degli eventi, provando a costruire base solide per tracciare un percorso ben preciso, trasportando chi legge in città che, in secoli differenti, risplendono di colori sgargianti e vibrano di vita e sembra quasi possibile camminare sulle loro strade e godere di panorami straordinari, dipinti in maniera così abile da risultare realistici.

Nella Palermo del XVI secolo de “La spada e il rosario. Gian Luca Squarcialupo e la congiura dei Beati Paoli ” emerge il malcontento popolare derivato dal regno sanguisuga spagnolo in cui Hugo de Moncada , viceré, favoriva i nobili anziché il popolo, contribuendo a rendere i suoi sudditi infelici e colmi di rabbia, creando una totale sfiducia nei confronti della corona. Questo clima di malessere ha acceso la scintilla del rinnovamento, il desiderio di sradicare qualunque ramo marcio avvinghiato alla libertà, un’impeto che porta alla legittima difesa dei propri diritti in un tempo in cui se non si era di sangue reale o appartenente alla nobiltà significava praticamente non averne.

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Gian Luca Squarcialupo è quella scintilla, la cui voce sembra più forte delle altre e poco importa che sia un uomo fatto di contrasti, si è trovato nel momento giusto al posto giusto e la folla vede nel suo desiderio di rivoluzione un capo del malcontento, facendone una sorta di leader e allo stesso tempo un capro espiatorio. Squarcialupo è quella figura che è riuscita a fomentare il popolo, inglobando nella sua rivolta anche vari ceti sociali, inclusi borghesi e signorie, pronti a dare la propria vita pur di riuscire a liberarsi dall’oppressione spagnola.

Da quello che la storia ci racconta però l’epilogo ha avuto una tragica e sanguinolenta fine eppure Adriana Assini tratteggia un profilo affascinante di questo personaggio, rendendolo una persona capace di rinunciare alla propria felicità per anteporre ad essa i propri interessi, ma nel momento in cui era necessario agire lui era lì a fianco degli altri stravolgendo la propria vita al punto che se si guardava indietro non era in grado di riconoscersi. È sicuramente un percorso che l’ha cambiato, l’amore che ha messo da parte e gli ideali di un domani più luminoso hanno alimentato il fuoco dentro il suo animo che però non è bastato ad estinguere anni e anni di tenebre.

Quello di cui Squarcialupo non si era reso conto però è che la vera minaccia non era solo in superficie ma si nascondeva nelle viscere della terra ad osservare da dietro le quinte gli avvenimenti storici, decidendo quali potevano essere le future minacce eliminandole prima che diventassero troppo scomode. Purtroppo per lui i Beati Paoli avevano visto in lui una potenziale minaccia che poteva scuotere le fondamenta della società dell’epoca. Niccolò da Noto, colui che ci viene presentato nella storia appartiene alla “setta”, nella sua voce non c’è empatia, ma soltanto un forte senso del dovere nei confronti dell’ordine, che sembra aver abbandonato la retta via, sporcandosi le mani con il sangue di coloro che avrebbero dovuto proteggere, il che rende chiaro il titolo del romanzo: La spada e il rosario.

Tutto questo mi ha fatto riflettere sulla vera natura del presunto ordine di cui si sa poco e niente in realtà e che all’interno del romanzo sembra quasi aver smarrito la strada, finendo col diventare quasi un’organizzazione criminale. Sangue o fede? Qual era il vero scopo di questa setta e come ha fatto a cadere in un baratro così profondo da far perdere le sue tracce nella storia? Queste sono tutte domande a cui Adriana Assini mi fa pensare all’interno della sua opera, facendo crescere una voglia smisurata di documentarmi in merito a qualcosa che non conoscevo e che devo dire si è rivelata veramente interessante, così come la rivolta stessa, un paragrafo importante della storia che ha visto cadere uomini che si battevano per cambiare la propria condizione.

“La spada e il rosario. Gian Luca Squarcialupo e la congiura dei Beati Paoli “ è come una rivolta scoppiata per difendere i propri diritti, feroce, fulminea e inaspettata, ma allo stesso tempo viene sedata con la stessa velocità con la quale è cominciata.

«Tu vedi l’albero ma non il bosco».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Scrittura & Scritture per la copia omaggio.

  

 

 

May the Force be with you!
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