TGIF – Book Whispers #34: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

È venerdì e questo significa che io Sara di Bookspedia siamo pronte a condividere con voi i nostri romanzi preferiti. Le mie scelte di questa settimana, come al solito, sono diverse fra di loro. Due romanzi e un manga, finalmente una fetta di me che mi rappresenta e che celo dietro le quinte.

Uzumaki. Spirale #1 di Junji Ito

Pagine: 336
Nella piccola cittadina di Kurouzu, un giorno cominciano a verificarsi degli strani fenomeni: il vento crea mulinelli, gli steli delle piante si attorcigliano, il fumo delle cremazioni disegna nel cielo motivi a spirale.
Anche le persone subiscono improvvisi mutamenti: i capelli si arricciano, i corpi si avvitano su se stessi, qualcuno si trasforma in una chiocciola.
Per sfuggire a questa sinistra maledizione, la giovane studentessa Kirie Goshima decide di abbandonare il paese. Ma ci riuscirà?

“Sai, Goshima, ho l’impressione che nelle spirali ci sia qualcosa di miracoloso. No, non è solo un’impressione… sono sicuro che le spirali nascondano una forza misteriosa!

Basti prendere “Uzumaki” per capire come storie e immagini raggiungano un equilibrio perfetto, senza mai appesantire il lettore. Fuggire quindi è inutile. Una volta aperto questo manga la fine è ormai decretata. Il mangaka risucchia i suoi lettori all’interno di una storia agghiacciante, avvolta dal mistero che culmina il suo apice in situazioni di pura violenza, dove il contrasto fra mistero e horror si fonde egregiamente per dare vita a episodi surreali e violenti, che scaturiscono da situazioni che potrei dire “comuni”: un uomo fissato con le spirali finisce per trasformarsi in una di esse o una peculiare cicatrice sulla fronte di una ragazza risucchia chiunque, inclusa sé stessa. E la domanda resta sempre la stessa: com’è possibile?

Io ti salverò di Émilie Frèche

Pagine: 276

Da quando non ha più notizie di sua figlia, Laurence tiene un diario. Solo la scrittura le impedisce di soccombere al dolore che la consuma, alla collera che prova verso se stessa per non aver capito niente, per non essersi accorta di quello che stava succedendo nella vita e nella mente di sua figlia Éléa, che a soli sedici anni è partita per la Siria, reclutata dall’ Isis . Éléa non era un’adolescente problematica, non frequentava cattive compagnie, aveva un buon rapporto con i genitori, che l’hanno cresciuta nel nome della libertà e dell’apertura mentale. Mai si sarebbero immaginati che il fondamentalismo islamico fosse da includere nella lista dei pericoli da temere per i propri figli. Mai avrebbero pensato che il carattere idealista e sognatore di Éléa potesse renderla preda della rete insidiosa che l’Isis tesse su internet: con falsi profili Facebook inneggianti alla pace, o con video che ipnotizzano le menti tramite una retorica perversa e bugiarda. Alle pagine dolenti e coraggiose di Laurence si alternano quelle del diario di Éléa, scritte un anno prima ma trovate dalla madre solo ora. Leggerle è scoprire come una ragazza così solare e «normale» abbia potuto barattare sogni, amicizie e amore con la manipolazione, la sottomissione, l’estremismo, fino a ripudiare – al limite dell’odio – la sua vita, il suo mondo, la sua famiglia. Con una narrazione a più voci, intensa e travolgente, Émilie Frèche ci cala nel cuore di un tema drammaticamente attuale, e sempre più vicino a noi: la radicalizzazione islamica di giovani occidentali. Restituendoci il punto di vista solitamente trascurato dalla cronaca: il lato più intimo e toccante di questo dramma. Dove spicca, su tutto, l’amore inesauribile di una madre, disposta a qualunque cosa pur di salvare sua figlia.

Avremmo dovuto inserirti in una storia, una tradizione, dirti da dove venivi davvero. Non l’abbiamo fatto perché pensavamo che la libertà fosse l’unica cosa importante, è che se tu fossi stata una donna libera la tua vita non sarebbe stata per forza un successo ma, perlomeno, quella che tu avresti scelto. Questo ci sembrava fondamentale, solo che la libertà non è necessariamente un’esperienza felice.

Questa è una storia che aiuta a riflettere per come è stata costruita, un documentario dal quale prendere ambe le parti e capire i diversi punti di vista, di chi viene manipolato e chi cerca di tirarlo fuori dalla sua condizione. Come impatto emotivo non lascia indifferente nessuno, sia per tematica che per emotività. Devo dire che mi ha sorpreso l’equilibrio raggiunto dall’autrice. Mostra il dolore e allo stesso tempo aiuta a comprendere, ad andare oltre i semplici fatti raccontati dai media.

Bisogna fare attenzione ad ogni passo perché si rischia di esplodere. Leggere “Io ti salverò” è esattamente questo, muoversi con attenzione, calcolando ogni passo e facendo attenzione a ciò che si dice, si fa o si pensa, perché basta una parola sbagliata per perdere la concentrazione e lasciarsi cadere. Io ho mollato la presa, mi sono lasciata travolgere dal fiume di emozioni che questo romanzo porta con sé e ho provato sulla mia pelle cosa vuol dire non riuscire a frenarsi.

La moglie innocente di Amy Lloyd

Pagine: 336
Vent’anni fa, Dennis Danson fu arrestato e condannato per l’omicidio di una ragazza nella Contea di Red River, in Florida.
Ora, dopo tanto tempo, sul web si sta diffondendo a macchia d’olio un documentario che rimette in discussione le indagini. Il popolo della rete invoca la liberazione dell’uomo, accusato ingiustamente.
A chilometri e chilometri di distanza, in Inghilterra, Samantha è ossessionata dalla storia di Dennis. Gli scrive delle lettere e si lascia sedurre dal suo fascino e dalla sua gentilezza. Tanto da decidere di abbandonare la sua vecchia vita per sposarlo e lottare ufficialmente per il suo rilascio. Eppure, quando la campagna ha successo e Dennis viene liberato, Samantha inizia a notare piccoli dettagli che le fanno temere di non aver mai compreso veramente l’uomo che ha sposato.
Davvero può essere sicura che sia innocente?

“Per loro, aveva pensato, Dennis non era una persona vera. Non straziava loro il cuore come a lei. E poi c’era il classico cinismo british, la velenosa freddezza che alla fine l’aveva spinta a prendere le distanze dal gruppo. Si sentiva meglio in mezzo a chi soffriva quanto lei e voleva fare qualcosa di concreto.”

Questo è un thriller psicologico che esplora a 360 gradi la psicologia di Samantha, mostrandola in tutta la sua vulnerabilità e paura, ma è attraverso il suo occhio e i dialoghi che riusciamo a cogliere qualcosa di più nello sfuggente Dennis, una figura che si muove in maniera anomala sulla scena, gridando quasi ai quattro venti di avere qualcosa da nascondere. È nei dettagli che affonda il dubbio l’autrice. Di questo esordio ho apprezzato senza dubbio la prima parte, quella che semina il dubbio e mostra l’aspetto surreale della vicenda. Come sempre questo genere scorre in maniera fluida, rallentando in seguito e subito dopo esplodendo nella resa dei conti.

“La moglie innocente” è un campo minato, dove ogni passo è pericoloso sia per i protagonisti che per i lettori, trascinando tutti in un gioco in cui è difficile capire se tutto ciò che vediamo è vero o pura finzione.

Per questo appuntamento è tutto. Ricordatevi di passare da Sara di Bookspedia per scoprire i suoi consigli!

May the Force be with you!
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