TGIF – Book Whispers #36: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

È venerdì e questo significa che io Sara di Bookspedia siamo pronte a condividere con voi i nostri romanzi preferiti. Questa è stata una settimana pessima per me, sia a livello fisico che psicologico. Oggi vi consiglio due romanzi, invece che i soliti tre. Da una parte abbiamo una perla del mio genere preferito mentre dall’altra l’eccezione, un young adult che mi ha particolarmente colpita.

La metà che manca di Graham Jackson

Pagine: 319
La metà che manca inizia quando ancora non c’è niente a mancare e non ci sono frammenti da rimettere insieme. Il 23 ottobre del 1993 Zoe e Dominic Marshall sono ancora convinti che i casi che risolvono sul campo li immunizzino dal diventare dei bersagli. Ma che succede quando, improvvisamente, si viene travolti dal peggiore degli incubi? Ciò che si annida dentro un crimine innesca un processo che trasforma normalità in mostruosità, mostruosità in normalità. Si può evitare il caos? Si può evitare di annegare nel senso di colpa, cedendo alla disperazione o, peggio, alla follia?«Anna!? ANNA!»Zoe non gli aveva detto che un nome breve l’avrebbe aiutato a non soffocare nel caso in cui la sua bambina fosse scomparsa. È un nome che nasce con lo scopo di essere gridato nei corridoio di una scuola ormai deserta. Dove sei, Anna?

E allora ho capito che se dovesse accadere che il tempo farà scendere un velo sui nostri ricordi, io darò il tuo nome a tutte le cose belle che vedrò. Sarai la risata più dolce che si alzerà tra la folla. I tuoi occhi avranno il colore più intenso tra quelli su cui i miei si poseranno negli anni a venire.

La piccola Anna Marshall scompare un autunno del 1993, lasciando i suoi genitori nel panico. Nessuno che fine abbia fatto, se sia stata rapita o se si sia allontanata da scuola di sua spontanea volontà, magari per un gioco o per inseguire un animaletto. L’unica certezza è che non c’è più, e ciò che univa i suoi genitori sembra essere svanito con lei. Comincia quella delicata fase in cui interrogatori, agenti di polizia e notiziari, invadono la quiete della famiglia, ricordando ogni singolo istante della tragedia, fino al momento in cui Anna viene ritrovata ma non come avrebbero sperato che fosse.

Graham Jackson dipinge in maniera eccezionale il dramma familiare che vivono i protagonisti di questa storia, anche quando a un anno di distanza le cose non migliorano, ma continuano a scivolare sempre più in basso e non c’è modo di risalire. Altro punto a suo favore sono i rapporti della polizia che descrivono in maniera concreta il caso, sembra di avere fra le mani una sceneggiatura vera e propria a cui manca solo di vedere la luce per diventare un buon film.

Sono sempre pignola in fatto di thriller perché è uno dei miei generi preferiti e dei più venduti al mondo, questo significa che fra la miriade di proposte ce ne sono moltissime da filtrare, ma una volta smaltito il superfluo ci si ritrova fra le mani romanzi come questo, che meritano l’attenzione del grande pubblico.  

Lo stile dell’autore è diretto, fa quasi sembrare facile il suo mestiere, come se questa storia si fosse scritta da sé. È un romanzo che scorre veloce, ma senza affrettare i tempi della storia, si evolve, e con essa anche i suoi personaggi, questo permette a chi legge di calarsi a fondo nella narrazione entrando a far parte per davvero di questo gioco di ruoli.

Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven

Pagine: 398

È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d’altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d’incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.

Posso farti una domanda?
Secondo te esiste un giorno perfetto? Un giorno perfetto, dall’inizio alla fine.
Un giorno in cui non succede niente di tragico, o di triste, o di ordinario. Secondo te, esiste?
– Non lo so…
– Te ne è mi capitato uno?
– No.
– Nemmeno a me. Ma lo sto cercando.

“E vissero felici e contenti”. Questa volta non succede. Più che “felici e contenti”, io direi semplicemente che vissero, i ricordi che si sono creati e le avventure vissute riecheggeranno nella mente, come immagini indelebili che non lasceranno mai la sua memoria.

Sono d’accordo quando Violet dice che non importa ciò che la vita si prende ma quello che lascia indietro; ogni qualvolta che qualcuno si toglie la vita lascia un vuoto incolmabile dietro, dove è l’assenza a ferire. I ricordi felici, la vita insieme, spesso non bastano, quando qualcuno se ne va è difficile anche ricominciare.

Penso che il giorno perfetto possa esistere solo se non si pensa al significato letterale del termine, ma se invece si dà valore anche solo alle piccole cose che possono renderlo reale.

Quando ho cominciato questo viaggio intenso insieme a Violet e Finch non mi aspettavo niente di più di una bella lettura e invece mi sono ritrovata a vestire i panni di Theodore e ogni sua parola suonava così vera, forse perché siamo simili, abbiamo vissuto esperienze simili o forse semplicemente perché è caratterizzato così bene da renderlo tangibile. In ogni caso, come prima lettura, questo è un romanzo che mi ha dato veramente tanto e allo stesso tempo mi ha tolto qualcosa, quel macigno che continuo a trascinarmi dietro si è fatto più leggero.

 “Raccontami di un giorno perfetto” è un grido per tutti coloro che si sentono o si sono sentiti soli per dire che non lo sono affatto. Anche nella situazione più disperata o quando tutto sembra farsi nero, prima o poi arriva un raggio di luce ad illuminare le tenebre. Sembrerà scontato ma è così. Ma è anche l’invito a non tenersi tutto dentro per evitare che un carico eccessivo di emozioni esploda all’improvviso, tramutandosi in qualcosa di ingestibile.

 

Per questo appuntamento è tutto. Ricordatevi di passare da Sara di Bookspedia per scoprire i suoi consigli!

May the Force be with you!
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