TGIF – Book Whispers #38: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Tirando le somme, questa settimana, si è divisa fra un romanzo per ragazzi e un bellissimo giallo storico. Prima Anna Vivarelli e poi Lorenzo Beccati. Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

La terra sotto i piedi di Anna Vivarelli

Pagine: 144
Venezia, XVIII secolo. Samuel è un orfano del ghetto. All’ennesima lamentela per i suoi furtarelli al
mercato, il rabbino Abrabanel lo spedisce a casa del ricco commerciante Badoer per fare compagnia al figlio Ludovico, affetto da una strana malattia. Ben presto, però, Samuel scopre che il suo compito è anche un altro: durante le lezioni, a ogni comportamento sbagliato, è lui a subire le punizioni corporali al posto di Ludovico, di rango troppo alto per riceverle direttamente. Whipping boys, così venivano chiamati i ragazzi come Samuel. Lui, tuttavia, non reagisce alle umiliazioni che il precettore gli infligge, e riesce perfino a creare un legame con Ludovico grazie agli scacchi. Ma quando la posta in gioco si fa troppo alta, Samuel è costretto a fuggire. E saranno proprio gli scacchi a indicargli la via da seguire oltre le mura del ghetto di Venezia, verso un mondo ancora tutto da scoprire.

“Ragazzo, gli scacchi non si imparano, si vivono.”

Con uno stile semplice ma allo stesso tempo ricercato l’autrice dipinge la vita di un orfano ebreo in una Venezia del XVIII secolo colma di pregiudizi e stereotipi in cui era la massima aspirazione per qualcuno come Samuel era diventare un Whipping boy, un ragazzo tuttofare da sfruttare fino all’osso. Ma anche come spesso siano i pregiudizi ad alimentare i giudizi delle persone, etichettando il malcapitato di turno prima ancora che questo possa mostrarsi per ciò che è in realtà. Come spesso accade con gli errori dei padri ereditati dai figli, anche qui è Samuel a dover subire la sorte di chi viene messo al margine della società.

Questo è uno di quei libri che ci insegna ad aprire la mente, contemplare possibilità che un tempo non ritenevamo plausibili e oltre questo ci regala una storia difficile ma allo stesso tempo avvincente come una partita a scacchi.

 

L’ombra di Pietra di Lorenzo Beccati

Pagine: 287

Genova 1606. Una spaventosa figura vestita di nero, il volto nascosto dietro una maschera da rapace, si muove nelle tenebre e miete vittime utilizzando uno strano micidiale cappio. Negli stessi giorni il pittore fiammingo Rubens, ospite presso palazzo Doria, scompare nel nulla, facendo temere il peggio. Se l’indagine ufficiale sul feroce assassino è affidata al Bargello e ai suoi birri, che brancolano nel buio, quella sull’artista richiede rapidità e discrezione, per evitare imbarazzi a una delle famiglie più potenti della città. Ecco perché delle ricerche viene incaricata dal Doge, e in gran segreto, la persona più scaltra in circolazione, ma anche la più pericolosa: una donna che non ha paura di niente. È Pietra, la rabdomante: la sua intelligenza le ha procurato molti nemici, ma è a lei che tutti si rivolgono per risolvere i misteri più intricati. Un pomeriggio Pietra trova sulla porta di casa una vecchia dall’aspetto miserevole, che sostiene di essere sua madre, la stessa che l’ha abbandonata in fasce. Pietra non è pronta ad aprirle il suo cuore, ma una tempesta di emozioni sta per abbattersi su tutto.

Il nome di quel portento era Pietra, e la bambina conservava un segreto: aveva trovato l’acqua per caso passeggiando di notte contro le regole delle suore.

In un susseguirsi di misteri che Pietra tenta di svelare, la suspense divora colui che legge, sempre pronto ad aspettarsi che qualcosa venga fuori dall’oscurità e si scagli contro la protagonista.

Alcune volte bisogna pretendere qualcosa in più da un romanzo al quale teniamo mentre altre volte, basta lasciarsi andare, lasciarsi sorprendere da una storia ben costruita, dove si vede che c’è stata una ricerca di fondo e ciò nonostante non ha appesantito la lettura perché come ben sappiamo un giallo storico deve essere orientato più verso l’intrattenimento del lettore che verso il nozionismo. Lorenzo Beccati è riuscito a costruire una storia intensa, misteriosa e allo stesso tempo accattivante. Questo è uno di quei romanzi che una volta iniziati difficilmente si lasciano da parte, entrano in testa e affondano le radici in maniera così profonda da diventare indimenticabili.

“L’ombra di Pietra” è un giallo storico che ci catapulta in una Genova lontana e con gli occhi del passato ci spinge ad intraprendere un cammino nella densa nebbia del mistero, avvolti fra le spire di terribili enigmi

 

Per questo appuntamento è tutto!
Alla prossima!

May the Force be with you!
Precedente The whispering room: La via del silenzio di Salvatore Lecce e Cataldo Cazzato Successivo Old but gold: Il Testamento di Magdalen Blair di Aleister Crowley