TGIF – Book Whispers #55: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Questa settimana non è andata come mi sarei aspettata, per fortuna ho avuto ottimi compagni di viaggio. Ecco qui i miei tre consigli della settimana. Pronti per il Book Whispers?

Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

Il peso della neve di Christian Guay-Poliquin

Pagine: 247
In seguito a un brutto incidente, un uomo si ritrova nella stanza di una casa in mezzo alla neve. Ha le gambe paralizzate ed è in balia di un vecchio che non conosce. Il misterioso signore gli cura le ferite, gli prepara da mangiare e fa quel che può per riscaldare e illuminare l’ambiente, perché l’energia elettrica è saltata a causa di un improvviso e generalizzato blackout. Ma nonostante l’apparente dedizione, il vecchio rimane un enigma per il suo paziente: potrebbe nascondere qualunque segreto, potrebbe nutrire istinti violenti, potrebbe essere capace di un gesto inconsulto. Come se non bastasse, inquietanti personaggi dai nomi biblici fanno visita ai due uomini portando viveri e notizie dal villaggio vicino, ma neanche loro sembrano persone di cui fidarsi. Con il livello della neve, sale anche la tensione. Di fatto, quella casa immersa in un mare di ghiaccio è una trappola senza uscita, proprio come lo era il labirinto per Dedalo e Icaro. Prigionieri dell’inverno spietato, delle minacce esterne, ma soprattutto l’uno dell’altro, i due possono solo sperare di procurarsi delle ali metaforiche e provare a volare. A patto che l’ambizione non si riveli una condanna. Acclamato da pubblico e critica come la nuova promessa della letteratura canadese, Christian Guay-Poliquin dà vita a un thriller psicologico che in realtà è molto di più: la storia di una guarigione ma anche di una crescita, di un rapporto tra generazioni che nasce e si evolve in modi inaspettati e in una condizione ambientale estrema; la storia dell’isolamento forzato di due persone e di un’intera comunità, che si trova a fare i conti con bisogni primari e istinti elementari; la storia dell’eterna sfida tra l’uomo e una natura selvaggia, sublime e ostile, salvifica e fatale.
“Ma la neve è invincibile. Presto, arriverà fin sotto la mia finestra. Poi, sopra. E io non vedrò più niente. È inverno. Le giornate sono corte e gelide. La neve fa paura. I grandi spazi si ritraggono”.

Christian Guay-Poliquin con uno stile suggestivo ed ammaliante crea una bolla nella quale i suoi personaggi sfiorano la morte, mentre la neve continua a cadere in quello che sembra un’inverno interminabile che porta via con sè ogni cosa, il senso del tempo, la ragione e persino la speranza. Personaggio dopo personaggio vedremo l’evolversi della condizione delicata del protagonista alla quale si intrecciano le vite di Matteo e gli altri volti che verranno a fargli visita nella piccola baita.

Questo è dunque un romanzo che parla di sopravvivenza, di riuscire a superare una situazione difficile come quella del personaggio principale, ma anche di scampare alla neve, la vera protagonista del racconto attorno alla quale si intreccia il mito di Dedalo e Icaro, tra una pagina e l’altra, dando una spinta in più all’opera.

“Il peso della neve” è così grande da schiacciare qualsiasi cosa, ma allo stesso tempo riesce ad alleggerire le questioni più pesanti della vita, soffocandole.

Madelief. I grandi, buoni giusto per farci il minestrone di Guus Kuijer

Pagine: 188
Torna Madelief, l’irresistibile ragazzina protagonista della celebre serie creata da Guus Kuijer. Questa volta, Madelief si è appena trasferita insieme alla mamma in una nuova città. Ad attenderla troverà una misteriosa casa abbandonata, il tesoro di un brigante e un nuovo amico. Le avventure della Pippi Calzelunghe olandese, raccontate con umorismo, sincerità e uno sguardo disincantato al mondo degli adulti.
“Ascolta il silenzio sgradevole attorno a lei. Non ha voglia di niente. All’improvviso non vuole più diventare grande. Sempre a guadagnare soldi. Bella roba. I grandi”.

Devo dire che uno dei punti forti di questo romanzo è lo stile di Guus Kuijer, autore pluripremiato, che con ironia e spontaneità ci racconta il mondo visto dal punto di vista di una bambina vivace, Madelief, personaggio che mette allegria con le sue rocambolesche avventure e la sua disarmante sincerità. Le illustrazioni di Valentina Freschi, invece, riescono a distillare la personalità sgargiante di Madelief dall’inizio alla fine, accompagnando la lettura con disegni dal tratto vivace e solare.

“Madelief. I grandi, buoni giusto per farci il minestrone” è senza ombra di dubbio la medicina ideale contro il malumore, ne basta anche solo un assaggio per portare via ogni tipo di tristezza.

Lasciati uccidere di Roberto Leonardi

Pagine: 468
Un bambino trova il corpo di una donna all’interno di una casa diroccata. La vittima è dentro una gabbia, ha un foro in fronte causato da un proiettile e con lei giacciono quattro rondoni morti. Il caso viene chiuso in pochissimi giorni; le prove sono schiaccianti e conducono a un solo uomo: Achille Capodacqua. Il dossier è archiviato, ma il fresco trasferimento del commissario Frau spariglia le carte. Frau vuole vederci chiaro e comincia a indagare di nascosto con l’aiuto della neoagente Lara Iannacci e dell’ispettore Svevo. Un secondo omicidio, dal modus operandi simile al primo, conferma che il vero colpevole è ancora in circolazione.
“Nel mare oscuro dei suoi pensieri galleggiavano due sfere che si dischiudevano come crisalidi, mettendo in risalto la maschera di gesso di Achille Capodacqua”.

È ciclica la visione di Leonardi, un gigantesco Ouroboros che insegue la sua stessa coda per morderla. Ci mostra vita e morte attraverso quattro stagioni, in tutte le sue sfumature, i periodi in cui è diviso l’anno, in chiave musicale e persino nel modo di interpretarle.

Il meccanismo all’inizio mi sembrava arrugginito, pesante, ma Roberto Leonardi mi ha mostrato come i suoi ingranaggi non siano affatto massicci. Alla velocità preferisce la qualità, per questo motivo ingranano lentamente ma ingranano, rivelando una storia densa, ricca di straordinari dettagli che portano il lettore a riflettere, sia sull’indagine ma anche sul senso della vita stessa.

Onestamente dalla trama non sapevo cosa aspettarmi, ma una volta intrapreso il viaggio è stato come ritrovarsi catapultati all’interno di una sinfonia e apprezzare poco a poco ogni singola nota. All’inizio ero più in sintonia con Jacopo Frau, man mano però ho imparato ad apprezzare anche Lara, un personaggio caratterizzato in maniera eccellente.

“Lasciati uccidere” è quindi un rebus la cui soluzione è tutt’altro che semplice, infatti nasconde dietro ad ogni sillaba un altro insolubile indovinello.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Tea Time: November criminals. Noi siamo il coraggio di Sam Munson Successivo Let's talk about: Loro ci salveranno di Chiara Borghi (Il Seme Bianco)