TGIF – Book Whispers #56: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Questa settimana è passata più lentamente, ma non per questo è stata meno frenetica, lo sa bene  la mia partner in crime con la quale non sono condivido le letture del genere che amo ma ogni settimana scegliamo tre titoli che hanno fatto la differenza per allungare le vostre wishlist. Pronti per il Book Whispers?

Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

Una per i Murphy di Lynda Mullaly Hunt

Pagine: 245

Carley Connors è una ragazzina fortunata. Almeno a sentire quel che dice la sua assistente sociale, la signora MacAvoy. Ma sarà vero? Carley viene da Las Vegas, un posto dove piangere è da idioti. Non piange nemmeno quando si ritrova piena di lividi nella stanza di un ospedale del Connecticut, con sua madre in corna, ma non riesce a evitare l’affido temporaneo presso una famiglia sconosciuta. I Murphy sembrano usciti da uno spot pubblicitario: ordinati, carini, perfetti. Così perfetti da sembrare finti. Carley sa che non potrà mai far parte di quel mondo, lei che i vestiti li va a “comprare” nei cassonetti dell’Esercito della Salvezza e che mangia pastina in brodo direttamente dalla lattina. Ma quella che all’inizio le sembra una prigione, poco alla volta si trasforma in una vera casa. Sarà per la gentilezza della signora Murphy, che non si arrabbia mai con lei e la fa sentire per la prima volta ascoltata, o per la simpatia dei piccoli Michael Eric e Adam. O per il fatto di fare cose normali, come andare a scuola e avere un’amica. In un posto che odora di bucato e profuma di torta alle mele e succo d’arancia a colazione, Carley impara a mangiare pollo in casseruola, a giocare ai supereroi e alle automobiline, a sapere che non sempre verrà accettata, ma può almeno provarci. E farà breccia anche nel cuore del duro Daniel, più simile a lei di quanto entrambi possano immaginare. Forse basta solo trovare il coraggio di togliere la maschera della paura per riuscire a diventare l’eroe di qualcuno.

«Sono a posto». Ma quello che sto veramente pensando è che mi sento come un uccello che sbatte le ali sott’acqua. Non ho mai avuto nessuno che si sia preso cura di me in questo modo, o che si sia preoccupato di sapere se ho bisogno di qualcosa.

Soltanto quando impariamo a conoscere appieno cosa sia la tristezza possiamo assaporare con gusto la felicità, che per quanto possa essere fugace resterà per sempre impressa nella nostra memoria. Ora che Carley ha provato con mano cosa vuol dire essere felice avrà un nuovo scopo nella sua vita, una nuova traccia da seguire, che si spera la porterà alla tanto agognata pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno.

L’autrice ha saputo mordere la carta con uno stile semplice che sa suscitare emozioni, la sua narrazione è diretta e schietta, capace di trasportare chiunque all’interno delle sue storie che sanno essere tanto toccanti quanto realistiche. Senza dubbio saper parlare di qualcosa di così complesso necessita di una grande quantità di lavoro e di una sensibilità non comune che le permette di calarsi non solo nei panni di chi subisce, ma anche in quelli di chi li aiuta a superare i momenti difficili.

Una per i Murphy è una storia capace di tirare fuori da una palude chi si trova in difficoltà, una testimonianza importante per poter capire cosa sia la vera felicità.

La ragazza che voleva salvare i libri di Klaus Hagerup e Lisa Aisato

Pagine: 50
Anna adorava i libri. Leggeva tutto il giorno. Leggeva la mattina prima di alzarsi. Leggeva la sera prima di andare a letto. Leggeva la sera dopo essere andata a letto. Quando la mamma o il papà entravano nella sua camera, faceva finta di dormire. Ma non dormiva. Leggeva sotto il piumino. Attraverso i libri si faceva centinaia di nuovi amici. E qualche nemico. Ma, si sa, così è la vita.
“Attraverso i libri si faceva centinaia di nuovi amici. E qualche nemico. Ma, si sa, così è la vita”.

Klaus Hagerup con semplicità ci regala una storia dal forte impatto emotivo, qualcosa di inaspettato che ci insegna a non temere l’ignoto. Crescere spaventa, ma quel numero che cambia non è necessariamente una cosa negativa, a volte sono i nuovi inizi a regalarci cose che non avremo mai immaginato di poter ricevere. Anna questo lo impara grazie al suo amore per la lettura perchè i libri sanno fare anche questo, hanno il potere di infonderci coraggio e ci spingono a voltare pagina, andare avanti e vedere il bicchiere mezzo pieno e non solo quello mezzo vuoto.

“La ragazza che voleva salvare i libri” è l’amica che tutti vorremmo avere a fianco, una compagna valorosa che, pagina dopo pagina, traccia il percorso mostrandoci quanto sia importante il viaggio e non la destinazione e tutto ciò che possiamo incontrare lungo la via.

Mistero in fondo al lago di Volker Klüpfel e Michael Kobr

Pagine: 346
Lo scenario è ancora quello, pascoli verdi e mucche felici. È proprio lì in mezzo che questa volta spunta il morto, un morto non proprio morto però… Così, quella che per il commissario Kluftinger doveva essere una tranquilla gita di famiglia per mostrare le bellezze naturali della regione alla nuova fidanzata giapponese del figlio, si trasforma in un nuovo caso. Che ci fa un sub riverso in una pozza di sangue nei pressi di un ameno laghetto di montagna, soprattutto in pieno inverno e soprattutto dove le immersioni sono vietate da anni? E cosa sono quei misteriosi segni tracciati nella neve lì accanto? Mentre una strana reticenza avvolge il passato del lago, Klufti riuscirà a cavarsela ancora una volta con indagini a ritroso nel tempo che lo porteranno fino alla Seconda Guerra Mondiale…
“L’inglese di Kluftinger non era niente di che, ma gli bastò per capire la frase urlata dall’anziana signora in tenuta d’ordinanza: macchina fotografica al collo, cappellino da baseball e occhiali da sole”.

Se il primo romanzo ci ha introdotti il commissario, “Mistero in fondo al lago” invece ci fa inabissare nei meandri delle sue indagini, facendoci scendere fino sul fondale di un lago pieno di segreti. Anche questa volta la scintilla della narrazione viene accesa da un frammento di vita quotidiana, che non vede protagonisti gli spätzle, bensì suo figlio Markus e una serie di portate a base di pesce crudo che faranno rimpiangere al nostro caro commissario il ripieno di cipolla del suo piatto preferito. Ma sebbene le risate non sono destinate a lasciarci lo scenario che si presenta questa volta è ben più agghiacciante. Un sommozzatore viene ritrovato riverso in una pozza di sangue sulle rive rive del lago con un misterioso disegno inciso e proprio come se fossimo dentro a un film dell’orrore niente è come appare, il presunto cadavere non è un cadavere. 

Devo dire che rispetto alla prima indagine ho trovato questo secondo romanzo più complesso, con un’indagine totalmente strutturata attorno ad un unico elemento, il lago, che diventa protagonista di qualsiasi vicenda che lo riguarda da vicino. Riuscire ad inserire tutti gli elementi intorno ad un unico pretesto narrativo non è facile, richiede organizzazione e il giusto tempismo nel fare incastrare i vari ingranaggi così che la storia non risulti soltanto un circolo vizioso. 

In entrambi i romanzi anche la famiglia ha la sua importanza, lo dimostra il fatto che non è soltanto Klufti il protagonista, ma anche sua moglie, Erika, con la quale battibecca ma non riesce a tenerle il muso a lungo, anche suo figlio, Markus, e persino la fidanzata hanno arricchito la parte di vita quotidiana del commissario, un po’ movimentata, ma pur sempre in stile Kluftinger. Stesso discorso vale per la squadra con la quale lavora, da spessore alla storia, in un caleidoscopio tutto alpino che vale la pena di essere visto almeno una volta nella vita.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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