TGIF – Book Whispers #57: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Questa settimana non è stata delle migliori, tra dolore ai denti e raffreddore non so più cosa aspettarmi dalla vita. Per fortuna c’è la lettura e dunque eccomi con i consigli di questa settimana. Pronti per il Book Whispers?

Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

Ricorda il tuo nome di Nicola Valentini

Pagine: 332

Al termine della Seconda guerra mondiale, due ebrei feriti sono ricoverati nella stessa clinica. Uno ha perso la memoria, l’altro l’uso delle gambe. Durante la degenza, tra i due si instaura una profonda complicità e insieme decidono di vendicarsi dei gerarchi nazisti di Buchenwald, in particolar modo dell’ufficiale Eike Aumann. I loro movimenti attirano però le attenzioni del comandante della polizia militare americana Berger e di un altro ebreo deportato, ormai noto come il Cacciatore di nazisti. Il destino dei quattro uomini si compirà al termine delle rispettive ricerche, quando giungeranno nel covo di Aumann.

“Il mio nome? Che importanza ha? Io stesso non sono nemmeno più sicuro che sia quello vero,  l’ho dimenticato per troppo tempo, perchè a Buchenwald, come in tutti gli altri campi, era obbligatorio dimenticarselo”.

Ci ho pensato leggendolo la prima volta e continuo a pensarlo dopo il percorso a tappe che lo ha visto protagonista: il romanzo di Nicola Valentini non sembra per niente un debutto, il suo stile è incisivo, a tratti evocativo, ma scorrevole, è riuscito a mescolare con maestria gli elementi che amo del thriller con un background storico che non lascia indifferente nessuno. Ed è questo il punto. Per il tipo di storia che ha scelto di raccontare poteva rischiare che i due elementi, la parte storica e il thriller, si prendessero a pugni lungo la narrazione, ho detto poteva ma non è stato così, l’autore infatti ha saputo usare a suo vantaggio le parole, quasi come se lo facesse da anni, restando però equilibrato.

Perché non dimentichiamoci che questo è pur sempre un thriller. Qui si presenta in diverse sfumature, a volte è un po’ più psicologico mentre altre volte puro, grezzo, crea tensione e al tempo stesso frenesia nello scoprire come andrà avanti la storia. La voce di Nicola Valentiniè potente, sembra quasi che gridi in maniera silenziosa e il suo messaggio arrivi comunque a destinazione, invoglia a scoprire il suo romanzo viaggiando indietro nel tempo fino al 1945, l’anno in cui tutto è finito. 

I cuscini magici di Evghenios Trivizàs

Pagine: 72
Nel regno del malvagio Arraffone I sono vietati i divertimenti, le feste di compleanno, persino il singhiozzo. I suoi sudditi hanno perso anche la capacità di sognare e, con questa, la forza per ribellarsi. Solo il maestro Andonis e la sua classe potrebbero vincere il tiranno al suo stesso gioco… Una fiaba sul potere dei sogni e sulla libertà.

Evghenios Trivizàs, infatti, ne “I cuscini magici” ci racconta la triste storia del regno di Uranopoli, dove il sovrano, Arraffone I, si diletta a scrivere leggi terribile ed odiose per il gusto di vedere i suoi sudditi soffrire. Poco a poco li annulla, li priva di sogni e speranze e li catapulta in una dimensione grigia, dove non c’è spazio per l’allegria. 

Gli incubi diventano il pane quotidiano del popolo, che anche ad occhi chiusi non riesce a intravedere un domani migliore e in questo clima di gelo una classe cerca di riportare i colori indietro, di fermare l’avanzare del grigio e di riavere ciò di cui il re ha privato tutti: sogni e libertà.

È incredibile il modo in cui Evghenios Trivizàs riesce a raccontare questo genere di storia,la facilità con cui compone una parodia del mondo reale, che viene stravolto e colorato dalla fantasia di una classe di bambini, che sanno come riportare nella vita di ognuno di noi la felicità e la gioia ed è per questo motivo che importante insegnare loro a non smettere mai di sognare. È vero, quando si cresce il mondo diventa un percorso ad ostacoli nel quale siamo noi stessi che ci intralciamo con tutte le nostre regole e la nostra società che diventa pian piano più claustrofobica di una cella con catene.

L’uomo nell’ombra di Daniel Cole

Pagine: 400

«Mi chiamo Emily Baxter e quello che mi aspetta è un compito impossibile, un enigma che sfida qualsiasi comprensione. Sono una detective di New Scotland Yard, sono fatta per questo lavoro. O così ho sempre creduto. Ma fermare questi omicidi sembra qualcosa al di là delle mie forze, e perfino di quelle dell’FBI e della CIA. Tutto per un semplice fatto: non muoiono solo le vittime, muoiono ogni volta anche gli assassini. Sempre in coppia, omicidio e suicidio. Qui a Londra, ma anche oltre oceano, a New York. C’è soltanto un aspetto che può aiutarmi a trovare chi tira i fili nell’ombra. Ma è anche ciò che più mi terrorizza. Perché, per quanto possano sembrare distanti, questi omicidi hanno una cosa in comune. Quella cosa ha un nome: il mio. Quella cosa sono io.»

“Dopo che il caso Ragdoll era stato chiuso, e Baxter era riuscita a staccare quel tanto che bastava a elaborare ciò che era successo, era andata a parlare con una specialista. L’aveva sempre considerata una via di fuga adatta a persone più deboli di lei, persone incapaci di affrontare le difficoltà della vita di  tutti i giorni, ma si era sbagliata. Era stato molto più facile buttare fuori ciò che aveva dentro con un perfetto sconosciuto che con qualcuno che la conosceva, che poteva giudicarla o avere delle aspettative”.

Lo stile resta indiscusso. Daniel Cole si riconferma una voce potente nell’ambito del thriller, capace di costruire delle solide fondamenta per la sua storia per far sì che poi tutte le informazioni che ci fornisce vadano pian piano a realizzare l’immagine di quello che è l’omicidio e quindi la soluzione del caso. L’autore non affretta i tempi semmai li diluisce, centellina ogni indizio per fare in modo che non arriviamo subito alla soluzione ma che ci godiamo il viaggio scoprendola poco alla volta, il che afferma nuovamente quello che già pensavo, ovvero che è uno scrittore da tenere sotto controllo. 

L’indagine è squisita. Una prelibatezza per chi come me adora le storie complesse, quelle dove ci si sofferma anche sui puntini, invogliando chi legge ad essere “parte attiva” della narrazione, senza mai annoiare, ma spingendo a riflettere, a cercare il dettaglio sfuggente e comprendere la logica dietro il crimine. In poche parole è un ritorno con i fiocchi, un’esplosione di sangue che non fa altro che ribadire la maestria con la quale Daniel Cole riesce a caratterizzare i suoi personaggi, sempre più tangibili e vividi.

“L’uomo nell’ombra” è un riflesso senza specchio che evoca i nostri più terribili incubi, ma lo fa con la forza e l’impeto di un cazzotto dritto in faccia che ci si becca da svegli.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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