TGIF – Book Whispers #63: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Anche questa settimana volge al termine. Devo dire che a differenza di marzo aprile si sta riprendendo alla grande, ecco perchè oggi vi lascio i miei consigli di questa settimana. Pronti per il Book Whispers?

Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton

Pagine:526

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio.
Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre.
Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. 

“Evelyn aveva ragione, la verità non è sempre benevola, ma nessuno dovrebbe scoprire il proprio vero io in questo modo, come un uomo che brancola nelle tenebre e s’imbatte in una casa abbandonata”.

Stuart Turton è riuscito a sorprendermi. Parliamo di un romanzo di 500 pagine, con uno stile descrittivo e che deve riuscire a mantenere alto l’interesse di chi legge, quindi anche se all’inizio ho faticato ad entrare nel meccanismo della storia, lo scoprire poco a poco la storia e la sua complessità mi ha permesso di proseguire la lettura senza troppi problemi, sempre più incuriosita di sapere come sarebbe andata a finire. Mi ha ricordato un po’ quanto ami giocare a Cluedo aggiungendo quel brivido tipico del thriller, in questo senso posso dire che l’autore è riuscito a combinare magnificamente il giallo con la sua sfumatura più tetra. 

Questa è una lettura che per gli appassionati del genere è una chicca da non lasciarsi sfuggire, che va assaporata poco a poco, apprezzando ogni singolo dettaglio che non fa altro che arricchire una storia intricata, complessa e che si è rivelata essere un’esperienza pari a una escape room, un brutto sogno ad occhi aperti dal quale si cerca di svegliarsi in continuazione con scarsi risultati. Detto questo, dietro il velo di mistero si nasconde una storia vecchia come il mondo, una storia di vendetta, avidità e drammi familiari che ha fatto scoppiare quella magica bolla in cui Stuart Turton mi aveva rinchiusa, che mi ha portata alla realtà, ad apprezzare l’enigma da lui costruito e a godere dell’intricato intreccio che rappresenta il grande gioco di ruoli messo in scena per questo delitto.

Murderabilia di Álvaro Ortiz

Pagine: 112

Il debutto in Italia di Álvaro Ortiz è una storia sorprendente: Malmö Rodríguez è un ragazzo senza arte né parte che vive con i genitori. Un giorno lo zio muore, solo, in casa propria, e Malmö prende con sé i gatti del parente. Il fatto che poi decida di venderli a un collezionista di memorabilia legate a morti violente o misteriose è l’inizio di una storia che lo stesso Malmö, aspirante scrittore, non avrebbe mai saputo immaginare o prevedere. Un libro ironicamente in bilico tra quotidianità e assurdo, con colpi di scena sorprendenti e uno stile narrativo davvero unico in Europa, che ha fatto di Ortiz uno dei massimi esponenti del fumetto spagnolo moderno.

“E cosa scrivi?”
“Per il momento nulla. Ma voglio scrivere un romanzo.”
“Un romanzo! Roba seria…”

Álvaro Ortiz è riuscito a costruire un mistero intrigante che scorre attraverso le sue tavole, in maniera spontanea e con quel tratto distintivo e personale che richiama un po’ il disegno stilizzato da cartone animato, un disegno dalle linee pulite, i colori piatti e una forte carica espressiva. È proprio attraverso questa che ci racconta la storia Malmö Rodríguez, un giovane ventitreenne che vive ancora con i suoi genitori, senza alcun briciolo di vitalità in corpo, ma con un’ambizione: scrivere un romanzo, senza averci mai neanche provato.

Sotto questo punto di vista si può dire che Murderabilia è un fumetto di contrasti, lo dimostrano i disegni, la logica interna dei personaggi e il modo in cui Ortiz ha scelto di caratterizzarli, ma allo stesso tempo insegna anche il valore di una storia, che sia essa macabra o divertente, fantasiosa o reale. In questo frangente, Malmö, ma anche noi, impariamo che il valore di qualcosa deriva non soltanto dalla sua rarità o dalla sua fattura, ma anche dalla storia che porta con sè, di quella che gli è stata costruita attorno e tutto questo gli fornisce un’identità unica che trasforma anche un comune spillo in un vero e proprio tesoro.

L’alchimista di Venezia di G. L. Barone

Pagine: 336

Venezia, 1761. Un ricco membro del Maggior Consiglio muore cadendo nel Canal Grande dalla finestra del suo palazzo. Tutto sembra far pensare a un omicidio passionale e il possibile colpevole è subito identificato dalle temute magistrature veneziane: Eliardo de Broglie, uno spiantato truffatore che, millantando di saper trasformare il piombo in oro, aveva circuito la moglie del defunto. Il giovane, fiutando il pericolo, riesce a fuggire grazie alla protezione di un’enigmatica nobildonna francese, Annika Stéphanie Brûlart, contessa d’Aumale. Ma l’aiuto ricevuto ha un caro prezzo: la donna affida a Eliardo la missione di recuperare un misterioso manufatto alchemico che le è stato sottratto. Solo dopo aver accettato, l’alchimista si rende conto che l’incarico è estremamente pericoloso. Tallonato dagli inquisitori e da un gruppo di mercanti ottomani, comincerà una caccia al tesoro che lo porterà a scoprire un’inaspettata verità. Un segreto antico, che dalla Magna Grecia è arrivato fino alle stanze del doge…

“Non avete capito nulla, mio caro amico. Il futuro è futuro. È già scritto”.

La pietra e Archita sono la chiave per riuscire a mettere le mani su “Il libro del destino”, un volume che contiene ventitré postulati matematici che risalgono a più di duemila anni fa e che a quanto si vocifera serva a predire il futuro, ma per poterlo decifrare occorre uno strano marchingegno. Visto da questo punto di vista quello che si presenta al lettore è un grande enigma che non aspetta di essere decifrato e in cui Barone è riuscito ad incastrare ogni singolo tassello del puzzle per permette a chi osserva di godere del panorama ricostruito alla fine.

“L’alchimista di Venezia” è quindi una storia dentro la storia, un viaggio incredibile dove una pietra e i numeri tracciano il percorso sulla mappa che ci condurrà a scoprire il vero tesoro che si cela alla fine di questo romanzo.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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