TGIF – Book Whispers #65: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

Questa volta i consigli slittano ad oggi. Dopo una domenica trascorsa in famiglia oggi sono pronta a consigliarvi tre romanzi diversi tra di loro, ma che riescono a colpire nel segno. Pronti per il Book Whispers?

Prima di cominciare vi ricordo di passare da Sara (Bookspedia) per scoprire i suoi consigli letterari di questa settimana.

Farfariel. Il libro di Micù di Pietro Albì

Pagine:276

Canzano, Abruzzo, 1938: Micù ha dieci anni ed è rimasto zoppo a causa della poliomielite. Ogni mattina si sveglia affannato e in preda agli incubi. Diverso dagli altri, Micù cerca di trovare il suo posto in un ambiente ostile, che non capisce la sua condizione: tutti i giorni, oltre alla salute cagionevole, deve affrontare le prese in giro dei compagni, le superstizioni dei paesani e la diffidenza del padre verso la scuola. Intanto Micù cerca di aiutare l’adorato Tatà, il nonno taciturno con un ambiguo passato da migrante in Lamerica, nella sua misteriosa ricerca fatta di scavi e di ricordi sepolti. Ma l’arrivo di Farfariel, uno strano diavolo dalle intenzioni poco chiare – che ha addirittura il potere di intromettersi nella scrittura del libro che racconta la sua stessa storia! -, mischierà tutte le carte in gioco e lo costringerà ad affrontare i suoi limiti e le sue paure. Nel paesaggio contadino di un’Italia arcaica e dialettale fanno capolino gli abitanti di Canzano, in una narrazione corale e piena di vitalità. Una storia fantastica e profondamente umana, che affronta tematiche come il bullismo, il diritto allo studio, l’emigrazione, la xenofobia, la resilienza.

“E la nuova sensazione che lo attraversò era peggio della paura: un arcobaleno macabro con tutti i colori funesti della disperazione, del dolore, dello sconforto; e tutto intorno a sè fu nero, più nero di una notte senza luna e senza stelle”

Ma chi è davvero Farfariel? C’è chi direbbe l’invenzione di un folle, per Micù il riflesso cupo di un essere infernale che nel suo tormentare cela le sue vere intenzioni, quelle che si apprendono leggendo e che permettono di vederlo sotto una nuova luce, come un bardo che mette in ombra la penna dell’autore con la cupa melodia del suo mandolino

Uovonero ancora una volta dimostra le sue doti da artigiano regalando al lettore un volume curato nei minimi dettagli, arricchiti da foto e dando voce a un personaggio immaginario che nella sua storia sembra molto più reale di quanto dovrebbe essere e questo denota l’amore per la narrativa destinata non solo ai più piccoli ma anche ai più grandicelli.

“Farfariel. Il libro di Micù” è una storia raccontata a “quattro mani”, due fatte di carne e le altre fatte di superstizioni e credenze che affondano le radici nel lato oscuro della storia.

AFK di Alice Keller

Pagine: 110

Gio non esce di casa da ormai due anni. Notte e giorno, resta chiuso nella sua stanza, incollato al monitor, una partita dopo l’altra. Per i suoi genitori, Lui è il Problema. Emilia, la sorella più grande, è una diciottenne normale, nient’affatto un Problema. Eppure è lei a nascondere un segreto, capace di trascinare Gio fuori dalla sua stanza, sbalzarlo lontano dal suo mondo fatto di computer e ossessive routine.

“Mi sento vuoto come un sacco vuoto, divorato in un buco nero di giorni che neppure riesco a immaginare, e nel momento stesso in cui realizzo che non ci saranno più giorni, che non ci sarà più niente di niente di quello che conosco e che questo mi mangerà, divorerà, trascinerà in un turbine senza fondo.”

Questo è un romanzo che riesce a colpire per la sua intensità, per il modo in cui l’autrice riversa nelle pagine un punto di vista particolare, quello di Gio e del suo mondo virtuale che si scontra con quello reale, Emilia, altra voce che arricchisce l’opera, completa i vuoti lasciati dal fratello e allo stesso tempo permette di esplorare il mondo con emozioni diverse. 

AFK è un romanzo ad alta leggibilità in cui fuggire significa rimanere soffocati dai problemi, una lezione che Gio ed Emilia imparano in un percorso ad ostacoli chiamato vita. Alice Keller mette sul piatto un po’ di tutto dal rapporto problematico genitori-figli, accettazione e consapevolezza, insegnandoci che scappare dalle nostre responsabilità o dai problemi non porta a niente di buono, ma è sbagliando che si riesce a capire qual è il percorso giusto da seguire.

I gemelli di Piolenc di Sandrine Destombes

Pagine: 319

Giugno 2018. Piolenc, Francia del Sud. Nadia Vernois, undici anni, saluta le amiche all’uscita di scuola e un attimo dopo svanisce nel nulla. I sospetti delle autorità si concentrano subito su Victor Lessage, “il maledetto di Piolenc”, come è stato soprannominato da qualcuno. Vedovo, Victor è un uomo che si nutre di collera da troppo tempo, un uomo che non trova pace da trent’anni. È da giorni sotto torchio nella sala interrogatori della Gendarmeria di Orange, quando Nadia torna a casa. Ma la ricomparsa della bimba non basta a scagionarlo: particolari inquietanti non lo consentono, come il messaggio che Nadia dice di dover riferire a Victor, “Ditegli che Solène lo perdona”. Ecco, Solène lo perdona. Sua figlia. Trovata morta un giorno d’estate del 1989, dopo essere scomparsa insieme al fratello gemello, Raphaël, di cui invece non si sono più avute notizie. Un messaggio impossibile da recapitare, ma che per il commissario Julien Fabregas rappresenta l’unica traccia da seguire per risolvere le altre due sparizioni che si verificano nei giorni successivi. E che porta indietro a trent’anni prima, a quell’estate maledetta del 1989. Da quel momento, Fabregas sprofonda in un rovo di piste già battute dal suo alter ego dell’epoca, Jean Wimez, e di altre nuove, inesplorate, che allungano la lista dei sospettati. Neanche il più piccolo frammento disseminato sul sentiero degli anni potrà essere trascurato.

“Ma dove vengono sepolti quelli che erano spietati,
Picchiavano i figli,  spingevano le madri al pianto,
Gli antipatici e gli imbronciati
Che nessuno ha mai mai rimpianto?”

Questo è un romanzo che sembra di dubbio fa del mistero e del macabro i suoi ingredienti principali, creando un’atmosfera pesante, in cui è difficile muoversi e ragionare, dove non soltanto i pensieri vengono distorti ma la realtà stessa viene stravolta da una visione errata del mondo. Sebbene fosse un po’ prevedibile, è nel modo in cui Sandrine Destombes ha caratterizzato i suoi personaggi che è riuscita a creare il giusto mix di ossessione e follia, riuscendo a concretizzare una storia ben scritta che nonostante alcune pecche riesce a catturare.

“I gemelli di Piolenc” non si dimenticano, scompaiono, tornano, ma ogni volta sanno già che porteranno scompiglio nella vita di chi cercherà di venire a capo del mistero di questa città.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

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