TGIF – Book Whispers #72: I libri consigliati di questa settimana

Giuro solennemente di avere buoni consigli…

La settimana appena trascorsa è stata ricca di impegni per questo motivo vi porto oggi i consigli, sperando di incuriosirvi un po’. Abbiamo tre opere differenti dalle storie intense. Pronti per il Book Whispers?

Ar-Men. L’inferno degli inferni di Emmanuel Lepage

Pagine: 96

Germain, uno dei guardiani di Ar-Men, solitario e temerario, nell’Inferno degli inferni ha trovato il suo posto fra la furia delle onde e le lunghe guardie notturne; qui può convivere con i suoi fantasmi tra ricordi, storie e leggende. E quando la porta del faro cede durante una tempesta che allaga la torre, sotto l’intonaco scrostato dai muri Germain trova un tesoro: delle scritte lasciate lì da qualcuno: frasi, una storia, la storia di Moïzez, un ragazzo sopravvissuto a un naufragio sull’Île de Sein che prese poi parte ai lavori di costruzione del faro. Emmanuel Lepage combina finzione e documentario, epico quanto intimo.

«Il mare è gonfio. Il vento fischia sotto le porte. Il faro russa come un’immensa canna d’organo.»

Una costruzione titanica diventa un simbolo in cui la storia si scontra tra gli scogli, riporta alla luce dall’intonaco scrostato ciò che è stato, la vita di chi ha vissuto ad Ar-Men, come ad esempio il giovane Moïzez, naufragato sull’Île de Sein, uno di coloro che ha partecipato alla costruzione del faro, uno dei primi ad aver capito la sua importanza. Attraverso le storie di Germain la figura di  Moïzez prende di nuovo vita, ci porta a scoprire le origini e allo stesso tempo la storia stessa, quasi come se non fossero soltanto i fatti cronologici ad essere importanti, ma anche ciò che c’è tra le pieghe del tempo, quei piccoli particolari che arricchiscono un fumetto come questo, donandogli quello spessore che lo rende una storia davvero unico e senza pari.

La prima cosa che mi ha colpito leggendo “Ar-Men” sono stati i disegni, la vastità dei luoghi in cui è possibile perdersi e la espressività con la quale la storia umana è stata raccontata, quasi come se fosse un documentario su carta che testimonia gli eventi non solo dal punto di vista storico, ma anche da quello emotivo di chi ha vissuto questi avvenimenti.

Ar-Men è un luogo in cui le storie si infrangono come onde sugli scogli, dando vita a tanti piccoli aneddoti che una volta calmata la burrasca diventano la leggenda di un luogo circondato dalla tragedia e dello sforzo degli uomini che lottano per impedire che questo accada. 

Piccole anime folli di Mirko Rauso

Pagine: 288

Nel piccolo paese di San Rodi, i mesi scorrono con estrema lentezza. Quattro ragazzini di quindici anni, ognuno con un problema che si porta dentro e una condizione familiare disastrosa, fanno parte del gruppo dei Cacciatori Solitari. Agli occhi di tutti sono dei perdenti, degli emarginati, ma aver fatto squadra li rende più coraggiosi. Sfrecciando in bicicletta tra i boschi circostanti, si sentono degli eroi: catturano ogni tipo di animale e, per dimostrarsi «uomini veri», arrivano perfino a torturare e ammazzare cani, galline e volpi. Ma le dinamiche di quel gruppo nascondo risvolti sconvolgenti. Un giorno, infatti, spinti dalle manipolazioni e dalla pazzia del loro carismatico capo, Fermo, decideranno di compiere la Caccia Suprema, quella di un essere umano. Da allora, da quel primo omicidio, si scatena una spirale di violenza sempre più grande, sempre più terribile, che piano piano coinvolgerà l’intera comunità, rivelando scenari inquietanti, fino alla comparsa di un altro Mostro, un terrificante serial killer. Quali sorti toccheranno agli abitanti di San Rodi?

«Il corpo che possedeva era semplicemente un guscio che gli serviva a nascondere tutto ciò che si portavano dentro. E dentro aveva alcune idee decisamente malsane.»

San Rodi mostra il suo vero volto quando il sangue viene versato per mano dei Cacciatori, gesto che li perseguiterà per sempre perché è stato come aprire il vaso di Pandora e scoprire l’orrore, la violenza e il caos, tre ingredienti che si sparpagliano stradina dopo stradina, casa dopo casa, generando un circolo vizioso che chiederà altro sangue e altro ancora. 

“Piccole anime folli” è un romanzo crudo, violento, la dimostrazione che usare la violenza per rispondere alla violenza non porta niente di buono, alcune volte divampa come un’incendio e brucia ogni cosa.

La casa del manoscritto maledetto di Claudio Aita

Pagine: 352
Geremia Solaris ha cinquant’anni ma non ha ancora rimesso in sesto la sua vita: si attribuisce la colpa per la morte della moglie, non riesce a pubblicare il suo romanzo e la bottiglia di Chianti è l’unica amica fedele che gli è rimasta. Un giorno incontra un avvocato che intende assumerlo per conto di un uomo misterioso. Incuriosito, Geremia lo segue in una villa nel circondario di Firenze e qui incontra il conte Guidi, prossimo a morire, ma deciso a ritrovare suo figlio, sparito in circostanze misteriose. Il conte sostiene che è stato ammaliato da una giovane donna, che deve averlo indotto a svuotare il conto in banca e fuggire. Ma la presenza di Geremia è cruciale perché nell’appartamento dell’uomo è stato rinvenuto il Libro delle Evocazioni, un antico manoscritto di magia nera. Il conte teme che l’incolumità di suo figlio sia a rischio e vuole ricorrere alle abilità di Geremia per ritrovarlo. Lo ritiene, infatti, l’unico in grado di decifrare l’antico volume. Quello che Geremia non sa è che accettare significherebbe, una volta ancora, mettere la sua vita in grave pericolo.
«Non avrebbe saputo darsi una spiegazione, ma c’era qualcosa che non gli piaceva di quel luogo. Una sensazione, soltanto. Eppure, da tempo aveva imparato a fidarsi del suo istinto. E quel nome scritto sull’insegna, poi, avrebbe dovuto dirgli qualcosa. Ma cosa?»

Questa volta per Geremia si tratta di affrontare se stesso e il suo dolore, toccare il fondo e risalire per apprezzare, per quanto sia difficile crederlo, la vita che ha ancora da vivere. Ingarbugliato in una situazione di sofferenza assoluta, rabbia e frustrazione in cui è difficile scorgere uno spiraglio Geremia ci catapulta in una storia in cui ogni cosa viene messa in discussione, dalla fede stessa al modo in cui l’umanità vi si approccia, ma non è qui che finisce tutto, perchè il bene e il male sono due forze equilibrate fra loro e l’una non può esistere senza l’altra così come il mondo non potrebbe esistere senza una delle due. 

Ricercare quindi la verità non è necessariamente un male perchè è solo mettendo in discussione ogni cosa che si potrà essere arricchiti da ciò che si scopre lungo il percorso e questo Claudio Aita ce lo dimostra con una storia che oltre a catturare per il suo fascino, lancia un potente messaggio, invoglia chi legge a non accettare mai ciò che non può essere discusso o messo in discussione, perchè ogni cosa certa deriva dalla follia di un ignorante. Non posso che consigliarvelo, è un romanzo che ho apprezzato anche perchè mette in luce un personaggio caratterizzato abilmente, che mostra le sue crepe e non ha paura di superare i suoi limiti.

Per questo appuntamento è tutto! Ricordate di passare da Bookspedia per scoprire i titoli consigliati da Sara.
Alla prossima!

 

 

 

 

 

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