Babadook | Recensione di Sandy

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«Se pronunci una parola o lo stai ad osservare del Babadook non ti puoi più disfare!»

Dettagli:

  • Titolo originale: The Babadook
  • Anno: 2015
  • Data di uscita: 15 luglio 2015
  • Durata: 93 minuti
  • Genere: Drammatico , Horror , Thriller
  • Regia: Jennifer Kent
  • V.M. 14 anni

Interpreti e personaggi:

  • Essie Davis: Amelia Vanek
  • Noah Wieseman: Samuel Vanek
  • Daniel Henshall: Robbie
  • Hayley McElhinney: Claire
  • Barbara West: Mrs. Gracie Roach
  • Benjamin Winspear: Oskar Vanek
  • Cathy Adamek: Prue
  • Craig Behenna: Warren

Trama:

Sei anni dopo la morte violenta del marito, Amelia è ancora in lutto. Lotta per dare un’educazione al figlio ribelle di 6 anni, Samuel, un figlio che non riesce proprio ad amare. I sogni di Samuel sono tormentati da un mostro che crede sia venuto per ucciderli entrambi. Quando l’inquietante libro di fiabe Babadook arriva in casa, Samuel è convinto che il Babadook sia la creatura che ha sempre sognato. Le sue allucinazioni diventano incontrollabili e il bambino sempre più imprevedibile e violento. Amelia, seriamente spaventata dal comportamento del figlio, è costretta a fargli assumere dei farmaci. Ma quando Amelia comincia a percepire una presenza sinistra intorno a lei, inizia ad insinuarsi nella sua mente il dubbio che la creatura su cui Samuel l’ha messa in guardia possa essere reale.

Recensione:

Questo non è un horror come tutti gli altri. Non è uno di quei film commerciali pieno di assurdi cliché che lasciano poco spazio alla trama né tanto meno uno splatter, in cui sangue e violenza regnano sovrane. Se credete che Babadook sia come tutti quei film dell’orrore ai quali siamo stati abituati siete fuori strada; come avrete capito dalla trama, si ha un ritorno in vecchio stile di un personaggio che ha terrorizzato intere generazioni di bambini: l’uomo nero.

Amelia Vanek aveva tutto quello che si poteva desiderare nella vita: una bella famiglia e un lavoro che si rispetti. Sei anni più tardi si ritrova senza nulla. Suo marito muore in un incidente e tocca a lei occuparsi del figlio Samuel, una piccola peste. Rinuncia al suo lavoro da scrittrice perché con Oskar, la sua parte creativa se ne va, lasciando spazio a una donna amareggiata, la quale non vede più un motivo valido per andare avanti. Elaborare il lutto è difficile soprattutto se non si riesce ad ammettere la perdita e lei in questo è brava. Vive una vita monotona e priva di felicità e speranza. Lavora perché lo deve fare, si occupa del figlio perché è suo compito e non perché ne abbia effettivamente voglia. È il dolore della sua perdita ad averla resa così vuota e scostante nei confronti della ed è per questo che non manifesterà mai la voglia di vivere così come il desiderio di stravolgere la propria vita. Dall’altra parte abbiamo Samuel, un bambino iperattivo, che darà filo da torcere ad Amelia. Apparentemente disturbato, è il soggetto da evitare. Sua cugina lo odia, così come la sua stessa zia, che giudica lui e la madre, guardandoli con la puzza sotto il naso e a peggiorare la situazione ci si mette anche la scuola. Per il suo comportamento viene cacciato dall’istituto, costringendo sua madre a fare dei turni impossibili per stare a casa lui e portare allo stesso tempo uno stipendio che possa sfamarli.

La fiaba della buonanotte si trasforma in un vero incubo. Un libro pop-up rosso uscito fuori dal nulla narra la storia del Babadook, questa strana creatura dalla quale non si ha scampo.

«Babadook chiudi il libro e non c’è più. Chiudi gli occhi e lui è con te, sei già morto 1, 2, 3…»

Incredibile come un libro per bambini racchiuda messaggi terrificanti che farebbero accapponare la pelle persino ai più coraggiosi degli adulti. Questa identità destinata a rubare il sonno ai Vanek si insedia lentamente nella loro vita, giocando con loro e facendoli credere che sono al sicuro, quando in realtà non lo sono mai stati. La prima a risentirne gli effetti è la stessa Amelia, che muta radicalmente, arrivando a far del male al suo stesso figlio ed è qui che arriva il colpo di scena. Proprio quando la davamo per spacciata, Amelia, si rivela una donna dall’incredibile forza. Per suo figlio farebbe di tutto ed è proprio l’amore di questa madre distrutta e disperata a liberare entrambi dalla prigionia della bestia ma come diceva lo stesso libro “del Babadook non ci si può liberare” e ai Vanek non resta che convivere con la strana creatura reclusa in cantina.

Quello che mi ha colpito maggiormente di questa pellicola è la bravura della regista nel sottolineare la psiche dei personaggi, per non parlare degli innumerevoli spaventi che mi sono presa. È stata una ventato di freschezza tra gli innumerevoli horror che stavano perdendo di significato. Lo consiglio vivamente a tutti perché è un film che merita tutti i complimenti che hanno scritto.

«Babadook è l’uomo nero che ti ruba il sonno intero.»

 

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