The Fate of the Tearling di Erika Johansen | Recensione di Deborah

 

Erika Johansen ha studiato allo Swarthmore College della Pennsylvania prima di iscriversi al famoso Iowa Writers Workshop, dove si è laureata in Belle Arti. In seguito è diventata avvocato. The Queen of the Tearling è anche il suo primo romanzo. Erika vive a San Francisco, in California.

 

Questa gente è tanto fiera del proprio odio! L’odio è facile, un sentimento da pigri. È l’amore che richiede forza, che ha un prezzo da pagare! L’amore costa, è per questo che ha tanto valore!

 

Editore: Multiplayer Edizioni
Data di uscita:  11 maggio 2017
Pagine: 429
Prezzo: 19.00 €

In meno di un anno Kelsea Glynn, dall’adolescente impacciata che era, è diventata una sovrana sicura di sé. Mentre maturava nel suo ruolo di regina del Tearling, questa giovane testarda e lungimirante ha trasformato il regno intero. Nel suo tentativo di eliminare corruzione e vessazioni e riportare giustizia si è fatta numerosi nemici, in patria e nei territori confinanti: il più terribile di tutti è la Regina Rossa, che non si è fatta scrupolo di rivolgere il suo esercito contro il Tearling. Per proteggere la sua gente da un’invasione devastante, Kelsea ha compiuto una scelta incredibile: si è consegnata coi suoi zaffiri magici al nemico, lasciando il trono a Mazza Chiodata, fidato comandante della sua guardia personale, cui ha affidato il ruolo di reggente. Questi, però, non ha alcuna intenzione di arrendersi fino a quando non sarà riuscito a salvare coi suoi uomini la regina, ora prigioniera nel Mortmesne. Qui inizia il capitolo finale, nel quale il destino della regina Kelsea e dell’intero Tearling saranno finalmente rivelati!

 

La mia dipendenza da fantasy continua a diventare sempre più acuta, riuscirò a curarla? Sì, sempre con un nuovo fantasy ovviamente! Il 2020 per me si è rivelato un anno nel quale ho terminato diverse trilogie di questo genere, novembre è stato il turno della trilogia del Tearling con l’ultimo volume firmato da Erika Johansen, The Fate of the Tearling.

Avevo davvero molto timore di iniziare questo romanzo perché non avevo sentito parlare per niente bene dell’ultimo volume, le valutazioni erano inferiori rispetto a quelle dei primi due libri e dalle poche informazioni che avevo assorbito per evitare grandi spoiler questo terzo volume proprio non quadrava. Come è stata per me questa lettura? Io sinceramente ho adorato The Fate of the Tearling fino all’ultimo capitolo non compreso, ho divorato il romanzo in poco più di una settimana mentre gli altri due volumi, nonostante mi siano piaciuti moltissimo, li ho letti molto più lentamente.

 

Vi amo, mia signora. Penso di essere innamorato di voi sin dall’istante in cui mi avete offerto di aiutarmi con quella maledetta tenda. Tuttavia, durante la vostra assenza, mi sono reso conto che non è possibile amarvi e allo stesso  tempo essere una guardia della regina.

 

The Fate of the Tearling è un romanzo che scorre veloce, è intrigante e avvolgente, mi sono appassionata molto alla vicenda, un intreccio continuo e misterioso di presente e passato. Mi è piaciuto che l’autrice abbia concentrato l’attenzione sul passato, spiegandoci ancora di più i lati oscuri del Passaggio e di ciò che accadde all’utopia di William Tear. Attraverso una serie di visioni Kelsea, la protagonista, riesce a penetrare fino alle origini del Nuovo Mondo, entrando in simbiosi con Lily e Kate, due donne che hanno vissuto il Passaggio sulla propria pelle. Intrighi, misteri, magia e violenza sono fattori che sono riusciti a minare l’utopica realtà immaginata da Tear; gli errori del passato si sono trascinati per secoli e secoli contaminando irrimediabilmente il presente e il futuro. Kelsea per salvare il suo regno deve scavare a fondo, comprendere quando il Tearling e tutto il Nuovo Mondo è iniziato a marcire fino alle fondamenta e cercare di salvare il salvabile per costruire un futuro migliore per i suoi sudditi. La minaccia della Regina Rossa è sempre più opprimente, come anche e soprattutto quella dell’Orfano, mi è piaciuto come Erika Johansen ha deciso di proseguire la trama dei nemici focalizzandosi sull’antagonista comune. Kelsea per proteggere il Tearling ha scelto di consegnarsi e consegnare i suoi zaffiri magici alla sovrana malvagia del Mortmesne, la regina del Tearling affronterà un lungo periodo di prigionia nel quale avrà continue visioni del passato. L’autrice ha dato la giusta attenzione anche alle vicende dei personaggi marginali, facendoci entrare nel vivo di tutte le sue storie. I personaggi dipinti da Erika Johansen mi sono piaciuti molto, soprattutto Kelsea, la protagonista da giovane donna impacciata è diventata una regina risoluta e giusta, ha avuto una grande crescita riuscendo a essere una donna forte che combatte per i propri ideali ma allo stesso tempo una persona molto umana, ricca di paure e fragilità.

 

 

La trama non è roboante né spettacolare, nel senso che non assistiamo a battaglie o scontri epici, personalmente non ho sentito la mancanza di queste situazioni se non proprio alla fine. So che a molti non è piaciuto come si è conclusa la vicenda della Regina Rossa, a me invece sì, ho apprezzato tanto i momenti finali tra le due regine, mi è piaciuta l’umanità mostrata dalle due nonostante tutte le situazioni pregresse. Ho trovato The Fate of the Tearling estremamente scorrevole e accattivante, purtroppo comunque come forse avete già intuito c’è un grande, grandissimo “ma”. Non mi è piaciuto proprio per niente il finale, sono fortemente convinta che l’ultimo capitolo abbia rovinato l’intera saga. Caspita, se decido di leggere una trilogia di mille pagine desidero che abbia un finale positivo, purtroppo non ho condiviso per niente la scelta dell’autrice, ho avuto l’idea che questa decisione svuotasse l’intera saga di significato. Una delle prime domande che mi sono posta dopo aver chiuso il libro: “Ma che senso ha allora tutta la storia?” Speravo fortemente che ci fosse uno scontro finale con l’Orfano che mettesse fine alle violenze che infettano il Nuovo Mondo da secoli, mi sarebbe piaciuto che Kelsea avesse preso spunto dal mondo dell’ultimo capitolo per ricostruire insieme ai suoi amici e al suo popolo il Tearling.

La trilogia del Tearling mi è piaciuta tantissimo fino alla risoluzione finale, mi è piaciuta molto anche l’idea di immaginare un mondo del futuro al sapore di Medioevo; ho apprezzato tantissimo i personaggi, la protagonista e l’intera vicenda. Peccato, un grande, grandissimo peccato per la conclusione.

 

 

 

May the Force be with you!
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