The whispering room: Il Divino Sequel di Dario Rivarossa

 

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

 

Editore: Terebinto Edizioni
Data di uscita: ***
Prezzo: € 15,00
Pagine: 195
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Sono gli ultimi giorni di scuola al collegio di Urbino (anno 1867) e Zvanì, come i suoi compagni, attende solo l’inizio delle vacanze estive. Invece, avventuratosi col suo amico William nella soffitta del collegio – tra statue mutile e vecchi arredi natalizi –, si imbatterà proprio in quei giorni in una sorprendente scoperta. Un antico manoscritto che si presta alle ipotesi più fantasiose dei due ragazzi. I due amici si rivedranno solo molti anni dopo, da adulti. William decide di indagare ancora su quel documento che sembra rivelare un messaggio nascosto all’interno della Divina Commedia. Per questo, sulle tracce di Dante e di Virgilio, chiede l’aiuto del suo vecchio compagno di collegio, Zvanì, meglio noto come Giovanni Pascoli…

 

  • Come è nata lʼidea di Il Divino Sequel?

Leggendo e rileggendo le opere di Giovanni Pascoli, sia in poesia che in prosa. Lʼidea è venuta fuori mettendo insieme i pezzi delle cose che dice Pascoli riguardo a Dante, in diverse sue opere poco conosciute o addirittura dimenticate.

 

  • Cʼè un episodio che le si è delineato prima degli altri?

Lʼilluminazione :-) è stata provocata da quel brano che adesso costituisce il punto di arrivo delle rivelazioni su Dante contenute nel romanzo. Quindi purtroppo qui non posso rivelarlo, sennò spoilero!

 

  • A quale dei suoi personaggi è più legato?

A Pascoli stesso, sicuramente. Come letterato e come persona.

 

  • Cʼè qualche curiosità che non ha scritto nel romanzo e vuole condividere con i suoi lettori?

Il Divino Sequel è stato scritto 10 anni fa, in un clima euforico per una certa promessa editoriale che poi non venne mantenuta – si è realizzata adesso grazie allʼeditore Il Terebinto, che ringrazio di cuore. Fatto sta che a un certo punto nel romanzo i due misteriosi amici di Pascoli, William e Sophia, annunciano di avere avuto una figlia, Swany. Beh, doveva essere la protagonista del sequel del Sequel.

 

  • Quale messaggio vorrebbe arrivasse a chi legge il suo libro?

Anzitutto, che è ora di smetterla di interpretare la Divina Commedia come si fa “ufficialmente” a scuola dal Risorgimento in poi. Una visione parzialissima, discutibilissima, e per di più chiusa a qualunque ipotesi alternativa. Perfino Pascoli, che era un gigante della cultura, venne sbeffeggiato per aver “osato” seguire un percorso personale nella comprensione di Dante, anziché accodarsi a tutti gli altri. E poi, nella vita di Pascoli (in parte romanzata, ma in parte autentica) mi pare che emergano preziosi insegnamenti. Forse non troppo allegri, ma proprio per questo preziosi.

 

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

In questi dieci anni ho scritto sempre meno e tradotto sempre di più. Ora vorrei riuscire a sviluppare unʼaltra mia passione, che ventʼanni fa avrebbe dovuto diventare il mio mestiere: quello di illustratore. Che poi è un altro modo di “tradurre”, più liberamente e per immagini. La gallery, se interessa, è allʼindirizzo https://www.flickr.com/photos/iltassista

 

 

May the Force be with you!
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