The Whispering room: E alla fine c’è la vita di Davide Rossi

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

La nostra rubrica The Whispering Room è in piena attività, oggi conosciamo E alla fine c’è la vita di Davide Rossi. Non perdetevi la piccola intervista con l’autore!

 

 

Editore: Apollo Edizioni
Data di uscita: aprile 2018
Pagine: 174
Prezzo: 9.00 €

 

Marika è ben vestita, elegante, pronta per andare alla festa. Si profuma mentre si guarda allo specchio in bagno. Controlla che il vestito sia a posto un’ultima volta ed esce dalla stanza. Va al computer e scrive su Facebook: “Stasera grande serata”. Va sulla pagina del suo ex ragazzo e trova delle foto di lui con Agnese. Scuote la testa, incredula, e chiude furiosamente il computer. Il cellulare sul comodino vibra. Lo prende e risponde…

 

 

#Bottaerisposta

 

 

Come è nata l’idea di E alla fine c’è la vita?

L’idea originale nasce dalla lettura dell’opera di B.E. Ellis “Le regole dell’attrazione” , in cui
l’autore ci narra le vicende di alcuni studenti americani, tossici e materiali, presi più da se stessi
e dai vizi, piuttosto che dallo studio. La vita, la frequentazione dell’università, i dubbi di
quell’età, le incertezze e lo scoramento, mi hanno portato a remuginare ciò che avevo letto
tempo prima e mi hanno spinto a ideare il racconto. Da lì a scrivere l’opera il passo è stato breve

 

 

C’è un episodio che le si è delineato prima degli altri?

Marco è stato il primo protagonista ideato, quello che tuttora mi pare il più rappresentativo,
anche perchè è il più accattivante, seducente, è il lato affascinante del male. Gli altri sono
arrivati a cascata, tutti molto diversi per “drammi” interiori, eppure così simili per estetica e
desideri.

 

Ci racconti qualcosa riguardo i protagonisti della storia.

Marco è un ragazzo perennemente alla ricerca dell’innamoramento, dell’illusione. Estroverso,
audace, un po’ tossico e alcolizzato, passa le sue serate fra una sbronza e l’altra con gli amici di
sempre, Oliviero e Alfonso. Marianna è una ragazza estremamente complicata. Ama il sesso e le
avventure, anche se in realtà sogna l’amore. Griffata, alla continua ricerca dell’estetica, è spesso
accompagnata nelle sue scorribande dall’amica Rosanna. C’è Marika, una ragazza spagnola,
arrivata a Pavia con il progetto Erasmus. Semplice, una studentessa modello, si farà travolgere dagli
eventi. Infine Mario, uno studente normale, al quale però la vita ha riservato una brutta sorpresa.

 

 

A quale dei suoi personaggi è più legato?

Sono legato a tutti in maniera differente, perchè ognuno di loro, in piccolissima parte, ha
ereditato qualcosa da me. Sono figli di un processo creativo durato diverso tempo, a cui ho
dedicato energie e risorse, non riesco a priviligiare un personaggio a un altro.

 

 

C’è qualche curiosità che non ha scritto nel romanzo e vuole condividere con i suoi lettori?

Il romanzo in origine si chiamava “E le stelle ci guardano dall’alto”, omaggio a un film di diversi
anni fa che narrava la vita dura di alcuni minatori inglesi. A un certo punto del libro i mie
protagonisti, in luoghi differenti, si trovano contemporaneamente a guardare il film alla televisione.
Un modo come un altro per sentirsi meglio, per distrarsi, o forse per compatirsi ulteriormente. Quel
momento serviva a citare il titolo del romanzo. Alla fine, però, questo è cambiato, mentre la scena
ho deciso di mantenerla, perchè la giudico esplicativa della condizione e delle sensazioni dei
ragazzi.

 

Quale messaggio vorrebbe arrivasse a chi legge il suo libro?

La disillusione di una generazione, la loro rabbia. Spero che arrivi il loro urlo di impotenza nei
confronti degli “altri” che li emarginano e costringono a cambiare, a conformarsi a una società
piatta, dove l’estetica e il benessere rappresentano gli unici valori. Le loro vie di fuga, alcol e
droga, sono un affascinante escamotage, che come tale andrà a deragliare, obbligandoli a
ricostruire dalle macerie le loro esistenze.

 

 

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

A breve ho in programma altre date dove racconterò il libro. Seguirà un po’ di riposo dalla
creatività, e infine spero di tornare il prima possibile con il nuovo romanzo.

 

#Conosciamol’autore

 

Davide Rossi è nato il 18 gennaio 1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina. Nonostante gli studi di natura  prettamente scientifica, continua  a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età:  il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione  naturale e una di queste, scritta a sei mani, risulta nel film “Benvenuti a  casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film). Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. “E alla fine c’è la vita” nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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