The whispering room: Il peso delle parole di Olimpia E. Petruzzella

 

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Editore: Dark Zone
Genere: Narrativa
Pagine: ***
Prezzo: 14.90 €
Acquistalo subito: Il peso delle parole

Un ex violinista che detesta la musica classica, una giovane editor divorziata che si sente sempre inadeguata e non sa cosa vuole dalla vita, un attore gay e viziato che cerca di rovinare il matrimonio del suo migliore amico, famoso sceneggiatore, anch’egli gay e in crisi col marito. A legare queste vicende è
Diana, giovane sceneggiatrice che, nonostante la sua esuberanza e i modi franchi e gentili, non riesce a lasciarsi andare del tutto nelle relazioni con gli altri. Il bullismo psicologico che ha subito al liceo le ha, infatti, lasciato addosso un senso di disagio da cui non riesce a liberarsi.

 

 

  • Come è nata l’idea di Il peso delle parole?

Ciao! Innanzitutto grazie per lo spazio che mi state dedicando. È un onore per me! Il Peso delle Parole nasce dalla volontà di raccontare un’amicizia tra uomo e donna che, pur presentando alcuni di quelli che vengono considerati dei cliché romantici (ad esempio, i due si ritrovano a condividere un appartamento e all’inizio non si sopportano e battibeccano in continuazione), in realtà rimane solo un’amicizia. E non perché ci sia qualcosa di non detto tra loro, è solo che non si piacciono in quel senso.

Proprio per questo ho creato il personaggio di Diana, migliore amica di lei e interesse amoroso di lui. Solo che poi Diana ha preso sempre più spazio e ha portato con sé altri personaggi. Così è diventato un romanzo corale, le cui vicende sono legate proprio da lei. Anche se, la relazione amicale tra i due conviventi, ovvero il nucleo iniziale, è comunque rimasto.

Il fatto è che, scrivendo, mi sono resa conto che quello che volevo raccontare davvero erano più storie collegate tra di loro. Ed è quello che ho fatto.

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

Sì. La discussione tra Sean e Vanessa (i due che si ritrovano a condividere un appartamento) sull’essere gentiluomini e su Jane Austen, che hanno al loro primo incontro, quando Vanessa va a vedere la casa.

È proprio da qui che è partita tutta la storia, da questa scena.

  • A quale dei tuoi personaggi sei più legata?

Questa è una domanda scorretta, ma siccome sono una madre degenere, dico che i miei figli preferiti sono Logan e Mark. Non riesco a scegliere tra di loro. Sono molto diversi l’uno dall’altro. Logan è spavaldo, sfacciato, eccessivo, dedito al sesso e all’alcol. È stato divertente scrivere di lui e allo stesso tempo triste, perché c’è molto altro se si scava un po’ più in profondità.

Mark, invece, cerca di fare la cosa più giusta per sé e per gli altri e invece finisce solo per combinare un casino (un po’) inutile, perché non vuole affrontare la cosa di petto. Ma è fallibile proprio perché è un personaggio molto umano.

  • C’è qualche curiosità che non hai scritto nel romanzo e vuoi condividere con i tuoi lettori?

Diana ha l’abitudine di portare le unghie lunghe perché odiava doverle tagliere corte quando studiava pianoforte. Lo so che non sembra un’informazione rilevante, ma la dice lunga sul suo carattere!

  • Quale messaggio vorresti arrivasse a chi legge il tuo libro?

Che i problemi relazionali esistono e non vanno presi sottogamba perché spesso sono espressione di un disagio di cui non ci rendiamo conto o di cui non abbiamo idea (se guardiamo la persona dall’esterno). Che non siamo tutti uguali e che la diversità va rispettata, qualunque forma abbia. Che prima di giudicare qualcuno e il suo comportamento, magari dobbiamo fermarci un attimo a riflettere sul fatto che non ne conosciamo le motivazioni. Perché anche le cose apparentemente inspiegabili possono avere un senso, basta cambiare prospettiva.

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Attualmente sto scrivendo un nuovo romanzo, un romance questa volta. Inoltre sto collaborando a vari progetti di scrittura: una sitcom, una serie di monologhi a tematica LGBT, una text!story (ovvero una storia fatta solo da messaggi) e un altro progetto che per il momento è top secret!

 

 

May the Force be with you!
Precedente Chi cerca trova – Day #41: L'isola dei caratteri mobili Successivo Let’s talk about: Il Caso Demichellis di Francisco Marín