The whispering room: Io mi libro di Alessandro Pagani

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Editore: 96, Rue De La Fontaine
Data di uscita: ***
Pagine: 78
Prezzo: 10.00 €
Acquistalo subitoIo mi libro
Io mi libro” è una raccolta di 500 frasi umoristiche tra giochi di parole, doppi sensi e freddure, rivolta a far emergere in chiave goliardica, grottesca e satirica le leggerezze dell’animo umano. Ogni nostra azione, atteggiamento o comportamento si può prestare a diverse sfaccettature emblematiche. Nel contesto di quest’opera, l’autore ha cercato di cogliere gli aspetti più imbarazzanti e comici che possono nascere durante il lavoro, nel tempo libero, e più in generale durante ogni situazione paradossale che ognuno di noi, spesso a propria insaputa, può all’improvviso affrontare: momenti generati dal ‘teatro dell’assurdo’ o da presunte coincidenze derivate dall’ambiguità d’una parola, o dal fraintendimento di una frase.Rifacendosi a maestri dell’umorismo quali Marcello Marchesi, Achille Campanile e Giovannino Guareschi, “Io mi libro” è una ginnastica per la mente ed un’esplorazione del linguaggio italiano in un caleidoscopio di lettere che si scambiano e si combinano tra di loro come in un gioco enigmistico, oltre un piacevole riflettersi – dentro una prospettiva meno cupa – all’interno di un puzzle ritmico pieno di significati allegorici. Una ventata di nuovo per stemperare l’eccessiva serietà con cui l’uomo ha vincolato la proprio esistenza, a dispetto del lato più ‘brioso’ e brillante che ognuno di noi invece porta dentro.

  • Come è nata l’idea di Io mi libro?

Fin da piccolo ho sempre amato l’umorismo, la satira e l’ironia. Trovo chi sia in possesso di queste qualità un magnifico inventore di sorrisi, rari e preziosi nei momenti di abbandono e di sconforto, durante le difficili circostanze che possono accompagnare le nostre esistenze. Riferendomi a maestri della comicità italiana del passato, ho iniziato a giocare con le parole, all’inizio sotto forma di prosa, in seguito elaborando frasi, slogan e battute su vari temi che ci troviamo ad affrontare durante la nostra quotidianità fatta di ore di lavoro, di affetti familiari, di rapporti d’amicizia e d’amore, e più in generale in occasione di circostanze dove ognuno di noi può ritrovarsi personaggio principale o spettatore di situazioni paradossali, momenti irreali o scenari grotteschi. Così ho ripreso alcune frasi già uscite nel 2015 contenute nel piccolo libretto auto pubblicato dal titolo “Le domande improponibili”, modificandole ed aggiungendone altre, ed arrivando ad un totale di 500, che fanno tutte parte di “Io mi libro”. Nei giochi di parole nascosti tra le frasi del libro, perchè ogni termine si presti ad usi diversi e maggiormente suggestivi, il fattore enigmistico ha avuto molta importanza. E’ in questi casi che sfruttare al massimo l’accezione di ogni vocabolo diventa necessario, per andare oltre il valore intrinseco d’ogni parola. Oltre alle 500 frasi, in appendice all’opera, ho aggiunto un breve racconto di un mio sogno dal titolo “Breve raccorto onirico”.

  • C’è un episodio che le si è delineato prima degli altri?

 “Io mi libro” è una raccolta di frasi ed aforismi, quindi non esiste un episodio    ma ben 500, seppure brevissimi ed immediati. Nel racconto, invece, il mio incontro in aria con il gabbiano Jonathan Livingstone ha un forte impatto evocativo, perchè come quel gabbiano, l’uomo si trova completamente immerso nella libertà più assoluta agognata da sempre grazie alla             realizzazione del sogno divenuto realtà: quello di librarsi in volo.

 

  • A quale dei suoi personaggi è più legato?

            A tutti coloro che si ritrovano, senza sapere perchè, di fronte a contesti surreali come accade ai personaggi del libro, protagonisti di una tragicomica verità, a cui viene data la possibilità di ridere della propria condizione inconsueta per esorcizzare un momento paradossale avvenuto, o che che sta   accadendo, durante la loro esistenza. Perchè non sempre siamo artefici dei nostri accadimenti, a volte le circostanze diventano coincidenze. E viceversa.

 

  • C’è qualche curiosità che non ha scritto nel romanzo e vuole condividere con i suoi lettori?

 In “Breve raccorto onirico” avrei voluto parlare di mia sorella Daniela, purtroppo precocemente scomparsa a soli 22 anni. Poi ho cambiato idea, perchè non so se lei avrebbe voluto che lo facessi: il rispetto e l’amicizia che ci  hanno tenuti legati, sebbene per poco, fa di lei e del suo ricordo intangibile un sentimento ancora troppo intimo per deciderne quando e come parlarne dentro un libro che a lei potrebbe non appartenere. E comunque, si tratta di un dolore per me ancora così forte da non riuscire a realizzare nessun tipo di scrittura che possa giustificare una fine così prematura ed ingiusta. Nonostante almeno qui, per un attimo e grazie alla vostra disponibilità, riesco richiamarla alla memoria..

 

  • Quale messaggio vorrebbe arrivasse a chi legge il suo libro?

Vorrei che le persone ridessero di più, ritengo che sdrammatizzare le situazioni apparentemente senza via d’uscita aiuti a risolverle. Fare leva sui   propri difetti e sulle propre paure per esorcizzarle, è segno di maturità, per questo proclamo l’autoironia, che se usata in modo intelligente, ci aiuta a relazionarci meglio con gli altri.

 

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Vorrei scrivere altre 500 frasi umoristiche, stavolta coinvolgendo personaggi    famosi e di fantasia, città e luoghi. E pubblicare alcune vecchie poesie che   scrissi durante la mia adolescenza, per capire se quel ragazzo un pò sognatore di tanti anni fa è lo stesso che adesso si guarda indietro e sorride con un pò di malinconia.

 

 

May the Force be with you!
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