The Whispering Room: Prisma di Elisa Averna

 

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Torna ospite della nostra rubrica The Whispering Room Elisa Averna, oggi scopriamo con l’autrice Prisma, un romanzo davvero molto curioso e particolare. Siete pronti per aiutare il protagonista, Freddy, a scoprire chi lo ha rinchiuso in un prisma interattivo? Non perdetevi l’intervista con l’autrice!

 

Editore: EdiKit
Data di uscita: 12 dicembre 2019
Pagine: 184
Prezzo: 12.00 €

Freddy Moore vive a New York, ha un QI sopra la media e ha sempre usato il suo intelletto per escogitare truffe. Fino a quando non è stato reclutato dall’intelligence. In una giornata come le altre si sveglia imprigionato in un prisma trasparente e infrangibile. È un ambiente claustrofobico senza alcuna apertura, grande quanto la cameretta di un bambino. Freddy non sa da chi e perché sia stato rinchiuso lì dentro, ma scopre ben presto che chi lo ha fatto vuole comunicare con lui: ogni faccia laterale del prisma è uno schermo sul quale, di tanto in tanto, viene proiettata una fase della vita di Freddy. L’unico modo per scoprire la verità, sei tu, lettore. Freddy ha solo te per capire chi lo ha chiuso lì dentro e perché. “So che i miei pensieri tu li stai leggendo. Tu, mio caro lettore, sei il mio unico legame con il mondo fuori di qui. Io posso comunicare solo con te. Posso farlo grazie a uno spazio-ponte di dialogo che termina con un libro. Io non sono allineato al tuo tempo e questo è evidente. Tu hai davanti a te un testo scritto in carta stampata o in formato elettronico, poco importa, perché in ogni caso contiene la mia storia. La tua lettura servirà a me per allinearmi al tuo tempo e quindi tornare alla mia vita nel mio mondo e a te per allenarti all’impossibile.”

 

#Bottaerisposta

 

 

  • Come è nata l’idea di Prisma?

Il nucleo narrativo di “Prisma” (un uomo chiuso in un prisma, solo con se stesso e con i suoi ricordi verso una cammino di redenzione) è nato da una pièce teatrale che avevo scritto a sedici anni. Con l’età matura, ho deciso di tirarla fuori dal cassetto e di trasformarla in un romanzo che fosse folle, fuori dalle righe e dai classici schemi narrativi, insomma un romanzo sperimentale da proporre a un editore coraggioso.

 

 

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

Il finale che, per evitare spoiler, purtroppo non posso raccontare. Però, in seconda battuta, anche un’altra scena si è presentata prepotentemente come un’immagine che rivendicava un suo posto nella storia, ossia quando Freddy ha l’opportunità di parlare con il se stesso bambino, grazie alla macchina del dottor Steinberg (macchina costruita su principi della fisica quantistica).

 

 

  • Descrivici Freddy, il protagonista della storia.

Freddy, come lo definiscono i suoi amici, è un “fottuto edonista”. In effetti, Freddy è un’egoista senza eguali che conduce una vita fatua, tra macchine e lussi di vario genere. Inoltre è un dongiovanni impenitente. Insomma ha tutti i requisiti per suscitare una forte antipatia. Freddy è stato un bambino plus dotato con il QI molto alto. Fin da ragazzino ha applicato il suo genio per congegnare truffe sempre più raffinate. Però, forse è meglio che ti faccio descrivere Freddy da Freddy stesso. Aspetta che te lo chiamo. “Freddy, vieni qui e presentati!”.

“Ti sia chiaro, io non mi definisco un delinquente, ma una persona che sa vivere in un mondo di lupi. Non mi considero né buono né cattivo. Bontà e cattiveria per me sono gli ingredienti base con cui è fatta la specie umana. C’è poi chi condisce con la dolcezza o con il perbenismo, chi con la furbizia e la scaltrezza e chi con altro. La dolcezza non fa per me. Io ho sempre preferito la stronzaggine, come i sapori forti a quelli delicati. Non sono un tipo da budino e miele, ma da peperoni e tartufi. In ogni caso, non esistono incasellamenti netti, nessuno è totalmente buono o cattivo, quindi neanch’io.” (p.14)

Freddy è dunque quello che definiremo un grande, un grandissimo str… Eppure, nel corso della storia, egli sa rimettersi in discussione con un’analisi introspettiva tale da auto-condursi a un processo catartico, che va dalla liberazione da se stesso e dai suoi eccessi fino alla redenzione.

 

 

  • Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo così particolare?

Volevo un romanzo che coinvolgesse il lettore fino a farlo diventare parte attiva nella storia, fino a regalargli un bel grattacapo da risolvere. Volevo che il romanzo fosse un concentrato di paura e di coraggio, una prova di pazienza e di affezione tra il protagonista della storia e il suo lettore.

 

 

  • Come definiresti Prisma con tre aggettivi?

Folle, interattivo e psichedelico.

 

 

  • Come mai hai scelto di ambientare il tuo romanzo a New York?

In realtà la vera ambientazione è il prisma dove Freddy è racchiuso, che potrebbe essere qualsiasi posto del mondo. New York è semplicemente la città dove Freddy, di famiglia italo-americana, si trovava a vivere prima di essere chiuso nel prisma. Volevo un personaggio forgiato dall’anima di una grande metropoli, ma che allo stesso tempo fosse legato alle sue origini italiane.

 

 

  • Quale canzone assoceresti a Prisma?

In questo caso più che una canzone assocerei a Freddy una musica elettronica dai ritmi ossessivi e martellanti, come quella del book trailer.

 

 

 

  • Quali difficoltà hai incontrato nella stesura di questo romanzo?

La difficoltà è tornare di nuovo su un lavoro che ai tempi ritenevo finito, cosa che non è mai semplice. Inventare una storia e scriverla è un attimo, renderla leggibile, pulirla dal superfluo fino a raggiungere la sua essenza è il lavoro più complicato.

 

 

  • Quale messaggio vorresti arrivasse ai tuoi lettori?

Il romanzo è dedicato a “Blue”, ossia al lettore. In apertura del romanzo si legge “A Blue, affinché creda nell’impossibile”. Quindi il messaggio è di lasciare sempre una porta aperta all’impossibile, o meglio, a ciò che comunemente riteniamo impossibile, come risolvere alcuni problemi del “pacchetto vita”. L’invito è di pensare anche a soluzioni alternative e non convenzionali, perché potrebbero rivelarsi insperabilmente giuste.

 

 

#Conosciamol’autrice

Elisa Averna nasce a Genova nel 1974. Laureata con lode in Lettere e filosofia e specializzata in Conservazione dei Beni Culturali, si occupa di progettazione museologica. Ha da sempre avuto una grande passione per la letteratura e la scrittura creativa. Ha pubblicato opere di saggistica e le seguenti opere di narrativa: Prisma, suo esordio letterario, per Edikit (2019); Chiodi di ghiaccio per Bertoni(2020); Pizzi neri e merletti grigi (2020) per Nulla Die. Sono in corso di pubblicazione L’Aquila d’Oro – Sulle tracce del Quarto Reich per Capponi Editore (2021); H.H Figlia della strada per Il Ciliegio (2021). 

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
#SEGNALAZIONI , ,

Informazioni su Deborah

Io sono Deborah, una ragazza sognatrice e fantasiosa; con una grande passione per i libri, i film e la scrittura. Sono una ragazza dinamica e attiva, ma quando sento nominare la parola “maratona” mi vedo sul divano con coperta e popcorn a guardare puntate su puntate di serie tv, o la saga completa dei film di Harry Potter!

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