The whispering room: Stray Dogs di Sofia Montanari

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare. Apprendi dagli audaci, dai forti, da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto. Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba. Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
(Pablo Neruda)

 

Editore: Pubgold
Pagine: 432
Prezzo: 13,60 € cartaceo; 2,99 € ebook
Acquistalo subitoStray Dogs

Jack è un ispanico con problemi di droga, noto alle forze dell’ordine per il suo passato costellato di reati minori; Nancy è un’emarginata, costretta a dar fondo alle proprie risorse per sopravvivere ad un mondo che la rifiuta con tutte le sue forze; Nemo è stato privato della propria identità da una misteriosa organizzazione, ed è determinato a fare luce sul suo passato. Grotteschi, “sbagliati”, politicamente scorretti, per la società non sono altro che scomode zavorre, cani randagi da debellare al più presto. In guerra contro tutto e tutti, compresi loro stessi. Sullo sfondo di un’America decimata da un virus letale, le loro vicende si intrecciano in un legame inestricabile, saldato dalla volontà reciproca non solo di sopravvivere, ma di farlo in grande stile. Il declino della razza umana pare offrire loro una possibilità di riscatto, ma ben presto si renderanno conto che nulla è facile da conquistare, se non la morte, e che il gioco letale in cui sono coinvolti è molto più vasto e intricato di quanto non possano immaginare, governato da regole spietate. Solo i più forti possono sperare di vedere un’altra alba, ma in questo nuovo mondo in cui a dominare sono la crudeltà e le proprie capacità di adattamento, persino coltivare la speranza potrebbe essere rischioso…

  • Come è nata l’idea di Stray Dogs?

Stray Dogs nasce principalmente dalla mia volontà di creare una storia “politicamente scorretta”, di dare un habitat a tutti quei personaggi negativi a cui solitamente viene relegato un ruolo secondario (o che finiscono, poi, per convertirsi). Volevo sostenere la mia teoria secondo la quale un improvviso sfaldamento delle strutture sociali porterebbe ad una feroce anarchia. Non dimentichiamo poi che viviamo in un periodo di incertezze, in cui il genere distopico si sta affermando sempre di più, come sintomo di una società che guarda al futuro con un certo timore. Così sono partita da una causa scatenante – e probabile, oserei dire – come il diffondersi di un’epidemia per delineare da lì un mondo intero. La via del nucleare, un modo raso al suolo dalla guerra mi stuzzicava, ma alla fine ho preferito optare per uno stravolgimento meno incisivo dal punto di vista ambientale; infatti, un altro concetto che tento di esprimere è la reale portata dell’attività umana sull’ecosistema: se la razza umana dovesse sparire da un momento all’altro – o regredire ad uno stadio quasi animalesco, come nel romanzo – il mondo continuerebbe ad esistere indisturbato. Magari impiegherebbe diversi anni per liberarsi delle tracce del nostro passaggio, ma alla fine ce la farebbe senza troppi problemi.

 

  • C’è un episodio che ti si è delineato prima degli altri?

Non un episodio particolare, ma i momenti che i tre protagonisti condividono. Mi piace immaginarli in contesti quotidiani, pur con le liti che sorgerebbero per incompatibilità caratteriale. Posso però dire che quello che preferisco è l’incontro/scontro tra Jack e Nancy, ossia il momento in cui tutto ha inizio; un avvenimento apparentemente di poca importanza che ha il potere di dare il via ad un vero “effetto domino”.

 

  • A quale dei tuoi personaggi sei più legata?

Sono legata ai miei protagonisti, è come se fossero dei figli, quindi non posso fare preferenze. Mi piacciono tutti, ognuno per motivi diversi: Jack mi fa divertire, con lui sembra che tutto sia possibile; Nancy mi fa emozionare; Nemo mi offre la sfida di dover pensare sempre a trecentosessanta gradi. Tendo a lasciar loro una certa libertà, così quando raggiungono qualche progresso sono doppiamente contenta, sia per la sorpresa sia nel vederli crescere ed imparare. Mi dicono che ne parlo come persone reali: è così che li percepisco, perché conviviamo da anni, li conosco come le mie tasche (o quasi, c’è sempre un certo margine di imprevedibilità, trattandosi di loro).

 

  • C’è qualche curiosità che non hai scritto nel romanzo e vuoi condividere con i tuoi lettori?

In realtà spero di riuscire ad inserire un po’ tutti i retroscena che ho in mente, anche se in maniera accennata. Può capitare che voglia dar spazio a personaggi nati come secondari, cosa che non sempre mi riesce per questioni di spazio. Mi piacerebbe offrire anche uno sguardo sul resto del mondo, discostandomi da quella che è la normale ambientazione della Pista per focalizzarmi sulle vicissitudini degli “altri”. Sto progettando di inserire qualcosa del genere, più avanti, perlopiù accenni. Per tutto il resto ci sono gli spin-off!

 

  • Quale messaggio vorresti arrivasse a chi legge il tuo libro?

Innanzitutto, vorrei che i miei lettori si divertano, che soffrano e gioiscano assieme ai miei personaggi. Vorrei farli vivere per un po’ sulla Pista, fargli sentire il vento sulla pelle, la fame, il caldo l’immensità delle notti stellate. Prima di tutto, vorrei che giungesse un messaggio epidermico, sensoriale, che riporti il lettore ad uno stadio istintivo. A livello di morale, invece, ci sono diversi messaggi e chiavi di lettura: forse il più importante rimane quello che funge un po’ da monito, verso un epilogo di questo genere. Il che suona un po’ come: “Goditi le tue comodità della vita moderna, abbraccia i tuoi cari, sii gentile, goditi la tua piccola felicità, perché potresti vederti scivolare tutto quanto tra le dita quando meno te lo aspetti”.

 

  • Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente la mia priorità è portare a compimento la saga inaugurata da Stray Dogs. È un’opera che si sta preannunciando impegnativa, ma non intendo mollare. Non so ancora quanto sarà consistente, ma ho già fissato i punti fondamentali e – ovviamente – ho deciso il finale. Dopo Stray Dogs mi piacerebbe dedicarmi al genere horror, una delle mie grandi passioni. Non escludo di poter tornare comunque sulla Pista per qualche capatina, sia sotto forma di spin-off che per qualcosa di più sostanzioso.

 

 

May the Force be with you!
Precedente Let’s talk about: Io ti salverò di Émilie Frèche Successivo Chi cerca trova – Day #33: Sulla giusta rotta