Toussaint: Inganno a Mosca di Francesca Rossi | Recensione di Deborah

 

INGANNO A MOSCA

 

Lo Shaykh Sulayman al-Kabir l’aveva portat ai confini dei deserto, nella vasta e selvaggia Penisola araba, davanti a un fiammeggiante tramonto che già partoriva una notte feconda di stelle.

 

COLLANA: InNoir
SERIE: Toussaint (vol. 1)
GENEREInvestigativo, Detective delle Donne, Romance
PREZZO€ 3,99
PREZZO Cartaceo: € 11,60
PAGINE: 270

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Trama:

La principessa Toussaint Mervat al-Kabir ha abbandonato da anni la vita nel regno di Durat, incastonato tra le dune del deserto nella Penisola Araba. Si è ribellata a un matrimonio imposto e alla famiglia per inseguire un sogno di libertà che l’ha portata fino a Parigi, nel celebre quartiere di Montmartre. A costo di grandi sacrifici è diventata una giornalista, una scrittrice e una nota conduttrice televisiva impegnata in prima linea in favore dei diritti delle donne di tutto il mondo. I suoi reportage e le sue inchieste le hanno fatto guadagnare l’appellativo di “detective delle donne”. Nel suo nome c’è l’essenza araba e quella europea, quest’ultima bizzarro dono di una madre dal carattere non convenzionale. La vita di Toussaint Mervat, però, è costellata anche da grandi dolori, come la mancanza d’amore e la misteriosa morte del suo amato fratello, che le ha lasciato in eredità una nipote vivace e intelligente, la principessa Hanan. Quando Valentine, l’amica del cuore di sua nipote, scompare misteriosamente durante un viaggio a Mosca, forse caduta nella ragnatela della tratta delle bianche, Toussaint e Hanan partono alla volta della Russia, per risolvere l’intricato enigma. Scopriranno una crudele realtà, nascosta sotto la patina dorata della ricchezza e del lusso sfrenato. Inaspettatamente la vicenda di Valentine rappresenta per Toussaint la possibilità di fare un passo in più verso la soluzione del mistero che avvolge la fine di suo fratello e, forse, di trovare l’amore vero. Toussaint. Inganno a Mosca è il primo romanzo, autoconclusivo, della serie dedicata alla detective delle donne.

 

Recensione

Benvenuti lettori,

oggi parliamo del primo volume della saga Toussaint scritto da Francesca Rossi, il capitolo è Inganno a Mosca, edito da Genesis Publishing. Un giallo incentrato sulla tematica femminile, una tematica forte ed interessante. Siete pronti a scoprirne di più?

 

I dottori le hanno consigliato di rimanere sotto osservazione almeno una notte, ma sai quanto è testarda mia nipote!

 

Write, wrote, written – Lo stile di scrittura

L’autrice mi ha trasportata all’interno della storia, tra gli intrighi e la mala vita di Mosca, coinvolgendomi molto. Il romanzo è scritto e strutturato molto bene. I fatti suscitano la curiosità e l’attenzione del lettore, lo invogliano a proseguire e a venire a capo dell’enigma. La soluzione del giallo non è molto complessa infatti ho inquadrato subito il furfante, ma il vero fulcro del romanzo ho trovato sia la tematica relativa alla violenza e allo sfruttamento delle donne. Un argomento delicato, mi ha mostrato un grande problema che stenterei a credere possa essere messo in atto nell’epoca in cui viviamo, invece l’uomo non si ferma dall’affossare il proprio simile.

 

Tese la mano con foga, allo stesso modo in cui un lanciatore di coltelli tira l’arma verso il bersaglio umano.

 

Conosciamo la Principessa Toussaint Mervat al-Kabir, una donna di successo e carattere, sfuggita alle imposizioni del proprio paese, il regno di Durat, per vivere nella moderna Parigi. Toussaint è un personaggio di spicco che non mi ha lasciata indifferente, un carattere forte e risoluto, ma allo stesso tempo dotata di una grande sensibilità. Toussaint e la nipote Hanan sono giornaliste che elaborano delle inchieste e piccole investigazioni riguardo crimini e gialli riguardanti le donne. Con il loro lavoro cercano di aiutare le donna vittime di soprusi e violenze, è un argomento molto sensibile trattato davvero bene dall’autrice. Dopo aver conosciuto le protagoniste, qualcosa sul loro passato e presente, scopriamo un fatto preoccupante su cui verterà il romanzo.

 

 

La ragazza scosse la testa, ultimo gesto di coraggio che ancora il suo corpo le consentiva di fare.

 

La migliore amica di Hanan, Valerie, risulta non raggiungibile da qualche giorno, proprio la sera stessa del suo viaggio a Mosca con il fidanzato russo. La mamma della ragazza è molto preoccupata e chiede aiuto alle principesse per cercare di rintracciare la figlia. Toussaint e Hanan decidono di partire per Mosca ed iniziare ad investigare sull’apparente scomparsa di Valerie. Intanto le ore di silenzio dalle ultime notizie della ragazza sono sempre di più, e il rischio che sia stata rapita da malavitosi coinvolti nella vendita di giovani è sempre più alta.

 

Tu sai che io credo nel destino, ma credo anche nel libero arbitrio. Il mio è un fatalismo calcolato.

 

Arrivate nella grande città Russa, dopo essersi sistemate le due Principesse iniziano subito ad architettare una strategia per muoversi senza destare sospetti. Iniziano con lo stilare una lista di locali frequentati da ricchi, da europei e possibilmente invischiati con la malavita. La prima incursione in uno di essi non è un successo, vengono accompagnate all’uscita senza informazioni. Devono muoversi con più cautela se vogliono scoprire qualcosa. Intanto Toussaint coinvolge l’ambasciatore francese, un uomo influente che è innamorato di lei, riuscirà ad aiutarle?

 

Si muoveva come una gatta vicinissima alla preda, silenziosa e lucida, in attesa di sferrare l’attacco mortale.

 

La polizia speciale Russa ha forti sospetti che Valerie sia stata rapita da un’organizzazione criminale che vende all’asta giovani ragazze. Piano piano Toussaint e Hanan si avvicinano sempre di più a snodare la matassa del gioco perverso. Nel mentre Hanan si innamora di un ricco giovanotto russo conosciuto per caso all’aeroporto al loro arrivo, sarà davvero un caso l’incontro? Per investigare e ritrovare la sua migliore amica, Hanan decide di uscire con il ragazzo, mettendosi però in grave pericolo.

 

Adesso persino la mente aveva deciso di rallentare il flusso dei ricordi, abbandonandosi pian piano al silenzio della rassegnazione.

 

Toussaint ha tanto da perdere, proprio per questo non deve commettere errori o passi falsi. Hanan e Valerie sono in grave pericolo, probabilmente per colpa degli stessi criminali appartenenti ad una particolare mafia Russa. Il capo della polizia speciale non vuole che la Principessa corra rischi partecipando all’asta ma Toussaint è risoluta, avrebbe fatto di tutto per portare le sue due ragazza a casa sane e salve. Non ci sarebbe stato nessun modo per escluderla, così insieme a lei le forze dell’ordine organizzano un piano molto rischioso. Riuscirà la Principessa a salvare i suoi cari?

 

Lo sguardo della Principessa si perso nel passato e la sabbia che i jinn dispettosi sparpagliano sui ricordi, affinché oscuri i volti, voci, gesti e parole, venne soffiata via dal respiro di Allah, consentendo alla memoria di riemergere.

 

Lettori, l’avventura oscura della Principessa Toussaint e della nipote Hanan mi ha tenuto con il fiato sospeso, sopratutto perché la tematica dietro la vicenda stessa è davvero orribile e porta molto a riflettere. Il personaggio di Toussaint mi ha colpito tantissimo e lo porterò con me come esempio, non vedo l’ora di leggere ancora su di lei. Ho trovato molto interessante la scelta del’autrice di avere come protagonista una donna araba; il romanzo mi è piaciuto molto, nel complesso mi ha lasciato un piacevole ricordo.

 

 

Al prossimo romanzo!

May the Force be with you!
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