L’ultima estate e altri scritti di Cesarina Vighy | Recensione di Sandy

“Più si cresce, meno si capisce: solo lampi nel buio, brandelli di realtà, stracci di verità strappati coi denti.

IL ROMANZO

Acquistalo subito: L’ultima estate e altri scritti

Editore: Fazi Editore
Collana: Le Strade
Data di uscita: 7 Settembre
Prezzo: € 18,50
Pagine: 300

Premio Campiello opera prima nel 2009 e finalista al Premio Strega nello stesso anno, L’ultima estate esce ora in edizione rinnovata, arricchita di poesie e testi inediti, a ricordare la figura di Cesarina Vighy che esordì all’età di 73 anni e già malatissima di Sla proprio con questo sorprendente romanzo. Con grande leggerezza e ironia, L’ultima estate narra le vicissitudini di una donna nell’imminenza della morte, nel ricordo, straziante, di un’intera vita.
Cesarina Vighy nata a Venezia ma romana d’adozione, dopo il successo de L’ultima estate (Premio Campiello Opera Prima, Premio Cesare De Lollis e finalista al Premio Strega nel 2009), è morta il 1° maggio del 2010, appena due giorni dopo la pubblicazione di Scendo. Buon proseguimento, un addio in forma epistolare costruito con un corpus di email realmente spedite a familiari e amici.

Let’s talk about “L’ultima estate e altri scritti”

“Camminare eretti e parlare, due facoltà che hanno fatto della scimmia un uomo: io le sto perdendo entrambe. Restano l’inutile pollice sovrapponibile e l’insopportabile coscienza di me.”

Oggi sbarca nelle nostre librerie “L’ultima estate e altri scritti” di Cesarina Vighy, in una versione rinnovata, contenente poesie e alcune produzioni del tutto inedite, che Fazi Editore ha scelto di accompagnare anche con fotografie per regalare una visione più ampia sulla vita letteraria di una grande scrittrice italiana.

La scrittrice da anni lottava contro la SLA e ha trovato la forza di combatterla anche grazie alla scrittura, che nelle mani giuste diventa un potente mezzo di comunicazione per esternare, in questo caso, non solo l’essenza della vita stessa ma anche lo spegnersi della ragione con la conseguente consapevolezza di non essere più in grado di badare a sé stessi. Nel 2009 debutta con “L’ultima estate”, romanzo chiaramente autobiografico. La protagonista è la signora Z, anche lei gravemente malata. La vita scorre come un fiume in piena attraverso gli occhi di Zeta e nonostante la sua ora sia vicina, i ricordi riaffiorano e si fondono con il suo presente, mostrando come sia sottile la linea che separa la vita dalla morte. Il tempo, il suo tempo, viene dettato dai farmaci che assume e si confondono con i ricordi che lei stessa continua a visualizzare nella sua mente. Il suo presente la spaventa, l’idea di non poter fare altro che vedere spegnersi la scintilla che un tempo alimentava il suo sguardo, la porta a fare i conti con sé stessa e con ciò che ci sarà dopo, quando la sua ragione verrà annullata del tutto e non ci sarà altro che silenzio all’orizzonte.

“Fatevi venire o, se lo avete già, coltivate il senso dell’umorismo. C’è tanto da ridere al mondo.”

Cesarina Vighy riesce a far sorridere, seppur in maniera malinconica, chi legge. Ogni componimento letterario esorta a non fermarsi di fronte a niente, ad essere temerari e cercare la verità nella verità. Il tempo, come lei stessa ci insegna, non è molto ed è per questo che bisogna viverlo a pieno, non smettendo mai di sognare o di essere curiosi. La curiosità è il motore della ragione e spinge chi si lascia sopraffare da essa ad indagare e stare costantemente allerta ai cambiamenti, “la porta aperta alla vita”.

Fazi Editore ricuce la sua vita attraverso le sue composizioni, sistemando ogni tassello con cura in un’opera piena di storia e tormento, il percorso di una donna, che pur andando alla deriva dipinge uno splendido quadro di una vita ricca di dettagli, dove ogni elemento è fine a sé stesso, ma che se si guarda con attenzione ci si rende conto che tutto riporta alla medesima conclusione: la morte.

“La mano che ha paura di mentire,
la mano che spergiuro non vuol fare,
la mano che carezza senza amore,
la mano che non vuol dire d’amare.”

Quello descritto in “L’ultima estate e altri scritti” è un viaggio tra le pieghe del tempo, che mutano e si scontrano durante il percorso della vita di Cesarina Vighy. Devo essere onesta, non mi aspettavo di essere trascinata dal suo stile e dalle sue parole. Non conoscendo l’autrice, ho preso la raccolta per com’era: un nuovo viaggio da compiere, ma devo dire che alla fine questo percorso si è rivelato carico di significato, portandomi a riflettere su molte, moltissime cose. Non è solo la morte a cui bisogna prestare attenzione, quella è solo la fine del viaggio, è il mentre che conta e la maniera in cui si vive.

“L’ultima estate e altri scritti” è uno scrigno da aprire con attenzione, custodirlo con cura, poichè racchiude l’immenso in uno spazio tanto ristretto. Un’intera esistenza si trasforma e si evolve davanti agli occhi di chi legge “e il naufragar m’è dolce in questo mare”.

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