Un libro per due #4: Era una moglie perfetta di A. J. Banner

“L’ultima cosa di cui ho memoria è che avevo trent’anni, e poi… la gita in barca su quest’isola, due settimane fa.”

IL ROMANZO

Acquistalo subito: Era una moglie perfetta

Editore: Newton Compton
Collana: Nuova narrativa Newton
Pagine: 288
Prezzo: € 9,90

Ha trentaquattro anni e fa la biologa marina, Kyra Winthrop. È tutto quello che sa di se stessa, perché a causa di un incidente subacqueo ha subito una forma complessa di perdita di memoria. Da quel terribile giorno Kyra vive senza un passato, eccetto pochi brevi lampi che squarciano per pochi secondi il buio totale dei ricordi. Il suo mondo si è ridotto a poche amicizie sull’isola dove vive con il devoto marito, Jacob. Ma a un certo punto Kyra comincia ad avere delle visioni – o sono ricordi? – a proposito di un matrimonio difficile, di promesse non mantenute e di ambigue relazioni con gli abitanti dell’isola, che invece è convinta siano suoi amici. Kyra cerca di sforzarsi, di ricordare di più, di scoprire il passato, e la verità che emerge piano piano da oscuri meandri della sua mente diventa un incubo terrificante.

Let’s talk about “The Twilight Wife”

“Queste isole mi ossessionano, ma non ho memoria di questa zona. E neanche della mia decisione di trasferirmi qui.”

Rieccoci io e Sara di Bookspedia con una nuova lettura. Il libro scelto è stato partorito dalla brillante penna di A.J. Banner. Se vi ricordate bene vi avevo già parlato di quest’autrice l’anno scorso durante la mia sessione infernale estiva. Per me si era rivelata una piacevole scoperta con “Un vicino di casa quasi perfetto” e ora posso senza dubbio ammettere che la scrittrice si è conquistata un posticino nel mio cuore.

“Era una moglie perfetta” è romanzo che regala una finta comfort zone, a cui eravamo già abituati dal suo primo romanzo, è questa sensazione di smarrimento mista a pace che disorienta il lettore, al punto da seguire il filo narrativo della protagonista che si racconta, almeno tenta di farlo, attraverso quei pochi ricordi che le restano. Quattro anni sono stati cancellati dalla memoria di Kyra Winthrop. Com’è possibile che la vita di una persona sfumi così, nel nulla? L’unica certezza è che ha accanto un uomo che la ama, Jacob, suo marito, sempre premuroso e pronto a sostenerla ad ogni caduta. Ma è davvero così?

“Voglio recuperare i quattro anni che ho perso. Dopo la mia guarigione in ospedale, siamo venuti qui a Mystic Island, nel nord-ovest del Pacifico, dove soffia il vento freddo dal mare.”

Kyra Winthrop ha solo 34 anni ed è una biologa marina, che per ironia della sorte, ha avuto un terribile incidente e da allora non ricorda nulla. Suo marito Jacob ha cercato in tutti i modi di aiutarla, continuando a ripeterle le cose che lei non ricorda ed è lì, in questo continuo scambio di informazioni, che A.J. Banner, insinua la pulce nell’orecchio. Quanto a fondo conosciamo chi ci è accanto?

Con maestria, perchè bisogna dirlo, questa autrice è veramente abile a creare un gioco di illusioni degne di nota, è riuscita ancora una volta a tessere una tela sottile, ma che con il procedere della lettura si inizia ad intravedere, portando il lettore a dubitare di ogni situazione. L’atteggiamento di Jacob risulta sempre più sospetto, si guarda alle spalle sempre preoccupato, è irritato, come se di lì a poco Kyra possa scoprire qualcosa che non gradirà. 

“Vorrei poter rivedere il sogno, come un film, per sapere esattamente quello che ho visto.”

Più tenta di ricordare e più i ricordi si rifiutano di emergere. C’è qualcosa che stona ma non riese a capire cosa sia, la sua vita tranquilla di punto in bianco si trasforma in un incubo. Ogni immagine la tormenta. Non sa più cosa sia reale e cosa no. Isolata dal mondo, vive una vita raccontata dalla sua anima gemella, ma ogni parola risuona sempre priva di senso. Il suo matrimonio, la sua vita, non sono altro che un film a lei sconosciuto, dove Kyra, quella Kyra, era ben diversa. Che il problema sia riconducibile solo all’incidente?

Più si addentra in questa contorta e complessa ragnatela di ricordi e più ne esce sconfitta. Le persone in città hanno un vago ricordo di lei, ma ogni tanto, tirano fuori storie di cui Kyra non sa nulla. Proprio come nei suoi sogni, la sua vita diventa l’ombra che intravede, lasciandole quella sensazione di angoscia e terrore.

“Sono felicissima, anche se le ombre sono ancora con me. Potrebbero non scomparire mai, ma ho imparato a tenerle a bada.”

A.J. Banner si riconferma essere una novità piacevole alla lettura, la sua prosa scorre fluida e il tempo pare solo un eco lontano. Senza rendersene conto si arriva alla fine e ci si domanda come sia possibile che abbia soltanto scritto due romanzi finora.

È questo suo gioco di illusioni a renderla unica nel suo genere, il suo andare a fondo nell’introspezione dei personaggi a portarla ad un piano nettamente superiore. Il suo stile ormai è ben chiaro, la sua penna interessante è in grado di giostrarsi in qualsiasi situazione e riuscire ad uscirne a testa alta.
Senza dubbio “Era una moglie perfetta” mi ha colpita quanto “Un vicino di casa quasi perfetto”, non  vedo quindi l’ora di leggere un suo nuovo romanzo. Questa volta mi ha regalato un finale meno aperto, un sottile raggio di sole e speranza. Nnostante la nostra protagonista abbia vissuto l’inferno, ha ancora fiducia nel futuro. 

***
Non perdetevi la recensione di Sara di Bookspedia!

 

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