Un libro per due #6: L’Accalappiatore di bambini di Louise Voss e Mark Edwards

Rinchiuderli nelle tenebre per sempre. Piantargli una pallottola nel cranio. Fargliela pagare per il dolore che hanno causato.

IL ROMANZO

Acquistalo subito: L’Accalappiatore di bambini

Izzy è stata presa a casa sua.
Liam dall’auto della madre.
Frankie dalla sua cameretta…

L’ispettore Patrick Lennon sta indagando sulle misteriose sparizioni dei tre piccoli. Tutto è avvenuto in una tranquilla zona residenziale della periferia sudovest di Londra, e in pochissimi giorni. Il peggiore degli incubi per questi genitori, la paura più grande per ogni famiglia, una psicosi di massa ingigantita dalla spregiudicata voracità dei media.

La scoperta di un corpicino senza vita in un parco materializza l’orrore tanto temuto: Patrick sa che il tempo stringe, che in questa indagine nulla è come sembra, e che l’Accalappiatore di bambini non sarà una preda facile da catturare.

Let’s talk about “From the cradle”

All’inizio pensò che ci fosse una bambola distesa al posto nel lettino, una strana bambola, gonfia e violacea. Fece un passo in avanti e capì che la bambola era Bonnie.

Rieccoci io e Sara di Bookspedia con una nuova lettura. Il nostro sabato si tinge di rosso con il romanzo a quattro mani di Mark Edwards e Louisse Voss, “L’accalappiatore di bambini”, pubblicato da AmazonCrossing. Soltanto due geni del male come loro potevano partorire un romanzo del genere, magistralmente sviluppato e intrigante dall’inizio fino alla fine.

Il nostro sipario si apre con una scena alquanto insolita e allo stesso tempo agghiacciante. Gillian Lennon, moglie del detective Patrick Lennon, sembra aver perso il lume della ragione. Quando il marito torna a casa scopre che la loro bambina, Bonnie, è stata soffocata e l’unica persona responsabile sembrerebbe essere sua moglie. A malincuore, dopo aver tentato di rianimare la sua piccola, il detective comprende che non ci sia speranza e per questo motivo, è costretto a svolgere il suo lavoro e arrestare Gill. E così, senza dare il tempo materiale per reagire, comincia il mio nuovo viaggio tra le pieghe del brivido.

Vedeva bambini nelle sue allucinazioni. Lì, nello spazio tra i lampioni, un’ombra proiettata contro un muro dai fari di una macchina di passaggio.

Diciotto mesi più tardi una bambina di nome Frankie scompare dalla sua cameretta senza lasciare nessuna traccia o indizio che possa indicare di chi possa trattarsi. Il due giugno era già sparita Isabella Hartley, detta Izzy, nello stesso modo, ma in una città diversa, Richmond e due giorni dopo, un bambino, Liam McConnell, prelevato dalla macchina senza che sua madre se ne accorgesse. Qualcosa lega queste sparizioni e al detective Lennon spetta il compito di scoprirlo, insieme alla sua partner Carmela Marsielo. Città diverse, periodi differenti. È chiaro che si tratti di un predatore seriale, ma non è chiaro come scelga le sue vittime. 

Helen e Sean, i genitori di Frankie, erano usciti a cena fuori, lasciando la piccola con la babysitter, Alice, ma quando tornano trovano soltanto la ragazza priva di sensi e una cameretta vuota. Il predatore agisce secondo coscienza, in maniera meticolosa, osservando la sua preda per bene prima di agire.

“Era, si rese conto Patrick, il disegno di una faccia che guardava da dietro la finestra.”

Per un detective non è facile avere a che fare con questo tipo di casi, è facile superare la sottile linea che separa i sentimenti dal senso del dovere, ma per Patrick, uomo tutto d’un pezzo, questo problema non si pone e attraverso il suo occhio attento scopre qualcosa tra i disegni della piccola, un dettaglio che fa la differenza: la figura di un uomo fuori da una finestra disegnata.

È attraverso l’interrogatorio ai genitori di Frankie che Patrick scopre qualcosa in più sulla famiglia. Alice, la babystitter, è la figliastra di Helen, che non ha mai accettato la figura della matrigna, in quanto disgustata dal fatto che suo padre si sia risposato. Questo fastidio emerge anche dal suo interrogatorio, la ragazzina è sempre sulla difensiva e nella ricostruzione della serata pare nascondere qualcosa ed è quella sottile e tetra sfumatura che i due detective colgono. Qualche ora più tardi arriva la notizia che il cadavere di una bambina è stato ritrovato in un parco, la paura è tanto e i detective sanno bene che le prime quarantotto ore sono cruciali per un bambino rapito.

“Non avrebbe passatto tutta la vita come un mostro sfregiato che tutti compativano.”

A questo punto è doveroso dirvi che l’indagine sui due bambini ha dei risvolti decisamente inquietanti, “L’accalappiatore di bambini” non è altro che una personalità distrutta e psicologicamente instabile, a tal punto da dover rendere reale a tutti i costi la sua psicosi, ma in qualche modo la polizia londinese riesce a fare un passo in avanti e scoprire chi si celi dietro al famigerato nome affibbiato dai media. Quando sembrano essere sul punto di mettere fine al caso, nuove scoperte rivelano che il rapimento di Frankie non sia collegato ai due bambini precedenti rapiti ed è grazie a questo passo in avanti che la polizia prosegue le indagini, parallelamente a quella principale, scoprendo come i segreti possano rivelarsi letali e il passato torni sempre e comunque a chiedere il conto. Questo nuovo caso è intricato, talmente complesso, da richiedere un costante lavoro e impiego delle forze di tutti i loro detective. La verità sulla famiglia Philips mi ha colpita con ferocia, arrivando dritto allo stomaco e senza darmi il tempo per mettere i tasselli a posto. Devo essere onesta, questi due geni del male mi hanno spiazzata, proprio quando credevo di aver capito, mi sconvolgono con un nuovo espediente narrativo. La verità è che “L’accalappiatore di bambini” è solo un’ombra che nasconde la vera indagine, quella di cui il rapitore di Frankie si serve per poter avere per sé quella bambina, facendo capire quanto sia preziosa per sé.

“Crede che le persone possano essere maledette, detective?”

Louise Voss e Mark Edwards riescono a trovare un’armonia e fondere il loro talento per raccontare una storia che, per quanto inquietante, è allo stesso tempo ricco di fascino. Il loro modo di raccontare mi ha tenuta incollata alle pagine perchè la storia scorre fluida. Bisogna dirlo, hanno avuto fegato a mettere tanta carne al fuoco, ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine e ogni “conto in sospeso” viene risolto.

Posso finalmente dire di aver trovato un romanzo che senza “promettere troppo” è riuscito a mantenere alto il mio livello di interesse ed entrare sin da subito nel cuore della storia. Nonostante si dica che spesso il thriller sia sempre la stessa zolfa, io continuo a sceglierlo per autori di questo calibro, che riescono ad uscire fuori dal coro e raccontare storie che riescono a far rabbrividire, disgustare o semplicemente emozionare. Questo detective, Patrick Lennon, non è di certo uno che ha avuto una vita semplice. Le sue cicatrici non derivano soltanto dal lavoro, ma anche da una brutta situazione accaduta in famiglia, che ha rischiato di essere distrutta, a causa di un “male” che tuttora colpisce e che spesso viene trascurato. Promosso a pieni voti.

***
Non perdetevi la recensione di Sara di Bookspedia!

 

 

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