INK’S CORNER: Zombie di Philippe Charlier e Richard Guérineau

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È il giorno più terrificante dell’anno e per l’occasione parliamo della nuova uscita di Edizioni Sonda, “Zombie. La vita oltre la morte” di Philippe Charlier e Richard Guérineau, nuovo tassello della collana Pensare a fumetti.

Data di uscita: 31 Ottobre

Acquistalo subito: Zombie

Editore: Sonda
Collana: Pensare a fumetti
Traduzione: Daniela Di Lisio

Prezzo: € 12,50
Pagine: 80

Al sentire la parola “Zombie”, la nostra mente si connette immediatamente a capolavori del cinema, delle serie tv e dei videogames. Ma qual è la loro origine? A questa e altre domande risponde questo fumetto, attraverso un viaggio che inizia ad Haiti, nel 1915. 

Dagli studi di Charlier (medico legale e antropologo) del culto zombie, verrà fuori che esistono tre tipi diversi di morti viventi, che possono vivere in mezzo a noi per lungo tempo e che, se fossero veri, avrebbero un aspetto molto diverso da quello che immaginiamo. 

Grazie all’introduzione di Chiara Poli – giornalista specializzata in cinema e serie tv – si scoprirà che pur essendo apparentemente crudeli, in tutte le produzioni artistiche gli zombie simboleggiano una società disfunzionale, in cui l’egoismo dell’essere umano distrugge i suoi simili e l’intero pianeta. Dopo aver letto questo fumetto, quindi, ci resterà solo una domanda a cui rispondere: gli zombie siamo noi? 

Fumetto giusto al momento giusto. Gli zombie mi hanno sempre inquietata. Il loro vagare senza alcuna meta a caccia di cibo per saziare una fame infinita che è destinata a logorarli fino alla loro decomposizione è straziante eppure per assurdo non riesco a fare a meno delle storie in cui sono protagonisti. Sarà come dice Philippe Charlier è l’idea di una morte violenta che non cessa con la sepoltura a terrorizzare o sarà semplicemente che uno scenario apocalittico risveglia in me un certo tipo sensazioni contrastanti a cercare sempre più informazioni mettendole insieme per soddisfare il mio bisogno di orrore.

Chiara Poli nella sua introduzione all’opera analizza gli aspetti che accomunano gli uomini e gli zombie con un occhio critico, passando da famose produzioni televisive e cinematografiche fino ad arrivare al nocciolo della questione: chi sono davvero gli zombie?, domanda affascinante che alla fine del viaggio diventa quasi un chiodo fisso perché quello di cui vi parlerò non è un fumetto come gli altri.

Non ci sono forti esplosioni o un gruppo di sopravvissuti alla ricerca di cibo, no. Non ci sono neanche i panorami in degrado o una luce in fondo al tunnel che diano un po’ di speranza. C’è soltanto orrore e una lunga scia di manipolazione e violenza che hanno reso i morti viventi qualcosa di reale, una piaga che danneggia sia loro che noi. Per poter parlare di zombie oggi bisogna ritornare alle origini, all’essenza del mito e al modo in cui questo ha contribuito nel nostro presente ad influenzare le serie di maggiore successo che tuttora vanno avanti. 

Philippe Charlier, patologo forense, e Richard Guérineau, fumettista, ci portano alla scoperta di una Haiti più oscura e selvaggia, dove gli zombie sono legati alla tradizione del vudù e sono differenti da ciò che immaginiamo. Le prime tracce del mito risalgono a quasi un secolo di distanza, ma proseguendo avanti con la lettura quello che emerge è che i morti viventi non sono soltanto una favola oscura da raccontare ai bambini per spaventarli, sono concreti, resi reali da una mente folle che non ha rispetto per la morte. 

Il momento che mette fine a un’esistenza diventa quindi un’arma per avere manodopera gratuita o in alcuni casi donne sottomesse e incapaci di intendere o di volere. Le persone venivano avvelenate e si avvicinavano il più possibile alla morte, ma una volta seppellite i loro corpi venivano trafugati e “risvegliati” in modo che potessero tornare a camminare ed è qui che ha inizio un viaggio tortuoso in un capitolo buio della storia umana.

Non ha quindi torto Chiara Poli a dire che l’uomo ha cannibalizzato il pianeta, che ha usato fino all’ultima risorsa spolpandolo e lasciandone i resti in bella vista cosicché chiunque verrà dopo sappia che non c’è più niente da depredare, non c’è nulla da trovare, non c’è niente da raccogliere perchè è già stato consumato tutto.

Charlier e Guérineau ripercorrono in maniera oggettiva la storia dello zombismo, fornendoci dati precisi e attendibili, frutto di innumerevoli ricerche e una forte dedizione nello studio di questo argomento. Se poi consideriamo che il tutto è stato trasposto in fumetto quello che si ottiene è un mix davvero unico e affascinante, che intriga e spinge a riflettere su quanto la nostra società poggi le sue fondamenta su quella vecchia, stravolgendola senza mai dar credito di niente.

Questo è uno dei miei volumi preferiti di “Pensare a fumetti” proprio perchè tratta un argomento che mi stimola e mi incuriosisce, così attuale e allo stesso tempo così misterioso, un modo per i più giovani di avvicinarsi alle fondamenta della nostra cultura, una cultura globale che si ingrandisce ogni giorno che passa, abbattendo i confini dei paesi per arrivare comodamente nelle case di tutti sotto forma di serie tv o qualsiasi altro tipo di media. 

Le tavole di Guérineau sono eccellenti, hanno la straordinaria capacità di trasmettere informazioni oggettive come i dati raccolti da Charlier rendendoli immediatamente fruibili e di facile comprensione, senza dimenticare che nella sua complessità il suo disegno presenta caratteristiche tecniche davvero interessanti, è come se fosse in grado di racchiudere l’essenza di un mistero in un disegno. 

“Zombie. La vita oltre la morte”, un viaggio fra il passato ed il presente che ci mostra quanto sia vasta la nostra cultura e quanto sia scarsa invece la nostra consapevolezza delle nostre origini e di tutto ciò che oggi crediamo di conoscere come intrattenimento, ma che un tempo era una realtà terrificante e misteriosa. 

«Nel nostro immaginario collettivo, la figura dello zombie incarna la paura del ritorno dei morti. La sola idea di essere sepolti vivi ci terrorizza. Abbiamo il terrore cieco e contagioso di una morte violenta. Lo zombie suscita terrore mostrando con crudezza il disfacimento a cui è soggetto un cadavere (e che di solito avviene nel chiuso della bara o cancellato tramite la cremazione).»

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Edizioni Sonda per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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