BLOGTOUR: Ascolta i fiori dimenticati di Holly Ringland – Recensione

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Comincia il blogtour dedicato al romanzo di Holly Ringland,Ascolta i fiori dimenticati“, pubblicato da Garzanti e tradotto da Stefano Beretta. Ad aprire le danze sono proprio io, condividendo con voi le mie impressioni riguardo a quest’esordio.

Pagine: 360

Acquistalo subito: Ascolta i fiori dimenticati

Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Traduzione: Stefano Beretta
Genere: Narrativa

Data di uscita: 31 Maggio
Prezzo: € 17,90

Alice ha nove anni quando la sua vita cambia per sempre. Tutto quello che conosce sparisce in pochi istanti, lasciandola sola. È per questo che sceglie di non parlare più. Ora a prendersi cura di lei c’è nonna June, di cui non sospettava nemmeno l’esistenza. Con la sua passione e il suo entusiasmo, questa donna amorevole insegna ad Alice a coltivare i fiori. Ad ascoltarli e a imparare i loro significati nascosti. Col tempo, quei fiori diventano le sue parole. Il giglio per l’amore che accoglie e protegge. Le campanule gialle per lo stupore che accompagna le novità. L’orchidea nera per i desideri che bruciano in fondo al cuore. Perché solo qui, nel giardino della nonna, Alice si sente davvero al sicuro. Cullata dalla voce dei fiori, con i quali intreccia meravigliose ghirlande per coloro che desiderano fare un regalo capace di curare l’anima. Ma nel cuore di Alice ci sono ancora ferite che chiedono a gran voce di essere ricucite. Nessun fiore è stato in grado di lenirle. E quando il passato ritorna nella sua vita, Alice non può più far finta di niente. Deve tornare là dove tutto è cominciato per portare alla luce la verità e scoprire che, forse, non è sola come ha sempre creduto ma c’è qualcuno ad aspettarla. Solo così potrà rinascere davvero. Solo così potrà finalmente decidere in quale luogo mettere radici, proprio come un fiore che cresce vigoroso dopo la tempesta…

“Avrebbe voluto indossare quel linguaggio segreto dei fiori perchè dicessero tutte le cose che la sua voce non riusciva a esprimere.”

Source: Pinterest

Anche i fiori hanno un loro linguaggio. Laddove le parole muoiono è con i fiori che si riesce a esprimere un concetto. Dopo aver letto il romanzo di Holly Ringland mi sono resa conto che i fiori australiani, per quanto peculiari, hanno un significato profondo e che nel caso della protagonista, Alice Hart, segnano i vari periodi della sua vita, accompagnando il lettore attraverso una dolorosa narrazione dal profumo selvatico di questi particolari boccioli.

In inglese si intitola “The lost flowers of Alice Hart” e sembra quasi un suggerimento per prepararci al viaggio; i fiori protagonisti fanno da sfondo alla sua storia, la sua vita, ed è per questa ragione che lo trovo quasi poetico come titolo.

Lo stile dell’autrice è semplice, alle volte poetico, riesce a sottolineare quanto sia difficile la vita della sua protagonista dopo aver vissuto un’infanzia traumatica ed è questo il punto, quando qualcuno subisce un trauma rimane impresso e questo è evidente dalle sue scelte e dallo stile di vita che conduce, spesso caotico oppure fin troppo chiuso al mondo. Nel caso di Alice è altalenante, ma ritorna puntualmente al punto di partenza, ovvero al chiudersi dentro sé stessa per lasciarsi vivere.

Devo dire che la prima parte del romanzo, quella che riguarda la sua infanzia è stata intensa, si percepiva lo stato d’animo di Alice, così come le sue paure e la rabbia di fronte all’impotenza di non poter fare nulla per fuggire dal suo incubo. Almeno questo è ciò che crede, noi esseri umani sappiamo essere tenaci, anche quando si ha a che fare con un argomento scottante e doloroso come la violenza domestica. Ciò che accade in casa Hart è ciò che spesso si nasconde dietro quattro mura: dolore, violenza e sottomissione, qualcuno che rinuncia alla propria libertà e quella di sua figlia pur di non avere problemi, ma che continua ad alimentare con il suo comportamento un’utopia di avere una vita “normale”.

È stato doloroso vedere una bambina rinunciare alla propria innocenza e curiosità solo per paura di essere maltrattata o che sua madre potesse esserlo al posto suo, ciò nonostante quando suo padre non è nei paraggi l’atmosfera che si respira a casa sua è quasi surreale, per un momento, almeno per uno soltanto, sembra quasi che Alice Hart possa avere un futuro, fatto di fiori e dei libri che tanto la incuriosiscono, ma tutto sfuma non appena il suo incubo varca quella soglia.

“Dalle descrizioni di Agnes pensava a una biblioteca come a un giardino silenzioso fatto di libri, dove le storie crescevano come fiori.”

Source: Pinterest

La vita di Alice subisce una svolta quando viene affidata a sua nonna, June, una donna che si porta dietro anni e anni di sofferenza e rimpianti, ma che ora che ha sua nipote fra le mani spera di poterla aiutare a superare il suo trauma, insegnandole il linguaggio segreto dei fiori, quello che lei e altre sue colleghe conoscono e tramandano alle nuove generazioni.

Thornfield è un luogo importante per la protagonista, si trasforma nel suo riscatto, la sua chance per poter finalmente vivere e aiutare sua nonna con l’impresa di famiglia.

Per superare un trauma occorre tempo o meglio un suo tempo specifico, per Alice si tratta di compiere piccoli passi incerti un poco per volta prima di poter camminare nuovamente sulle proprie gambe.

Altre donne coltivano e curano fiori insieme a June, le stesse che giorno dopo giorno diventano una famiglia per Alice e di conseguenza un supporto nei momenti difficili. June però nasconde un segreto che la attanaglia e si rende conto che più il tempo passa e tanto più quello che nasconde potrebbe finire per ferire sua nipote. In questo ciclo continuo di angoscia con piccoli assaggi di momenti felici Alice cresce e si trasforma in una giovane donna circondata da ciò che ha appreso, ma è come se la storia a lei tramandata fosse solo questo: qualcosa da raccontare davanti a un falò e per questo motivo non riesce mai a sentirsi a suo agio con la pelle che abita e non sente di avere un suo posto nel mondo.

Il suo viaggio quindi è una continua ricerca di sé stessa e di ciò che le manca, un’indagine profonda che la porta a spingersi fino a Parksville, dai ranger. Ma anche allontanarsi da quella che era la sua nuova casa comporta che il trauma che credeva superato ritorni in qualche modo a tormentarla.

È chiaro che ciò che la protagonista ha vissuto l’abbia marchiata a fuoco perché un trauma del genere, anche se finge di poterlo superare, resta lì, come un’ombra che la perseguita, spingendola a ricordare momenti spiacevoli della sua infanzia ma anche a rendersi conto che non può scappare più di tanto, affrontare il vuoto che ha dentro sé significa andare avanti, ma la strada non è liscia bensì piena di ostacoli da superare.

Source: Pinterest

I fiori potranno anche esprimere un concetto, ma quando qualcosa è radicato in fondo all’anima è difficile liberarsene e di conseguenza trovare un simbolo che riesca ad esprimerlo, si può soltanto aggirare l’ostacolo e sperare che il messaggio arrivi.

Un po’ come succede in questo genere di romanzi in cui una tematica spinosa è la protagonista si tende a mirare all’emotività del lettore, che viene spesso suscitata attraverso situazioni estreme e anche attraverso le conseguenze di quelle situazioni che si sviluppano in maniera del tutto imprevedibile, a seconda delle caratteristiche di un personaggio.

Nel caso di Alice Hart l’ha portata ad allontanarsi sempre di più da un luogo familiare, passando da un posto confortevole a uno che si rivela distruttivo per lei e i progressi che finora aveva raggiunto.

Onestamente avevo altissime aspettative per questo esordio. La trama mi aveva colpita subito per la sua intensità, ma nel suo sviluppo mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, quasi come se il viaggio che credevo di intraprendere avesse del potenziale ma abbia perso del tutto la sua potenza durante il percorso della protagonista.

Nonostante si sia rivelato un esordio “imperfetto” ha lasciato comunque una traccia positiva, sicuramente ripensando a tutti i romanzi letti a maggio, questo trova un suo posto negli autori da tenere sott’occhio.

Ascolta i fiori dimenticati, perché sono proprio quelli che con il loro muto linguaggio sono depositari della verità che tanto a lungo si è cercata.

Giorni e giorni d’ombra passavano senza la madre. Alice percorreva i confini del suo mondo. Era solo questione di tempo prima che imparasse che anche lei poteva scomparire.

Non perdetevi tutte le tappe del blogtour!

 

 

 

May the Force be with you!
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