Review Party: Svegliati di François-Xavier Dillard (Leone Editore)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

È tempo di parlare di un altro dei miei #proiettilidicarta, Svegliati di François-Xavier Dillard, esordio dell’autore francese in Italia con Leone Editore, tradotto da Gaia Giaccone.

Data di uscita: 18 Luglio

Acquistalo subito: Svegliati

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Traduzione: Gaia Giaccone
Genere: Thriller

Prezzo: € 14,90
Pagine: 304

Paul Vignaud, giovanissimo talento dell’informatica che lavora per la polizia scientifica, ha sviluppato un programma sorprendente che, incrociando i dati delle indagini, è in grado di individuare il colpevole di qualsiasi delitto. Il banco di prova per il nuovo software è una serie di brutali omicidi che sta scuotendo Parigi: i corpi di alcune ragazze, accomunate solo dalla loro bellezza, vengono ritrovati con i segni di orrende torture. Nella stessa città, nel frattempo, anche Basile Caplain ha perso la pace: da quando ha subito un trapianto di cuore, le sue notti sono agitate da incubi spaventosamente vividi. Ossessionato da queste esperienze che lo hanno ingabbiato nella disperazione, Basile è pronto a tutto per trovare una via di fuga. Così come è pronto a tutto Paul, che nei tormenti della propria storia familiare troverà l’orrore e l’espiazione.

Svegliati, un titolo che evoca un ordine, un comando che impone alla mente di agire quando attorno c’è confusione, le immagini si sovrastano e si trasformano in orrori assetati di paura e dubbi, che inseguono senza sosta la propria preda facendo razzia di ogni sensazione positiva per accentuare il terrore, dolce nettare dove si insedia anche la follia, porta un uomo a non distinguere il confine fra ciò che è vero e ciò che è falso. “Attenzione ai sogni che fai”, scritto un foglio di carta, non è altro che l’inizio della fine.

Per Basile Caplain il momento comincia quando il suo trapianto di cuore presenta delle anomalie, tormentandolo con incubi ed immagini che non riesce a decifrare, spaventose abbastanza da paralizzarlo, da privarlo di ogni cosa e lasciarlo con nient’altro che se stesso. Un uomo alla deriva diviso fra orrore e follia in una Francia cupa, assalita da una bestia feroce che miete vittime in maniera brutale, selvaggia, qualcosa di così primitivo che risulta impossibile da fermare, si può solo stare a guardare aspettando che commetta un errore.

A questo scopo Paul Vignaud ha creato Nostradamus, un software rivoluzionario per scovare l’omicida, ma la strada non è priva di ostacoli e il prezzo per riuscire nel suo intento è alto da pagare. Come un’immagine sbiadita, persa nel tempo, c’è Axelle, una delle vittime del temibile killer che assapora sulla propria pelle la furia e la perversione del suo carnefice, l’uomo più ricercato di Parigi, che come un brutto sogno ad occhi aperti la perseguita senza sosta.

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Come un traghettatore infernale François-Xavier Dillard ci conduce verso l’intricato mondo dei sogni, la realtà oltre la realtà, quella racchiusa nella nostra testa, un mondo fatto di fumo e di inchiostro, qualcosa di concreto quando lo si vive ma impossibile da afferrare quando si cerca di entrarci in contatto. Già in tanti hanno utilizzato i sogni come espediente narrativo ed espressivo, da Alice nel paese delle meraviglie a Freddy Krueger, da William Blake a Goya. Secondo i romantici i sogni erano un ricettacolo delle nostre paura, una cosa chiara nei dipinti di Füssli, per Goya il sonno della ragione genera i mostri che popolano gli incubi, per Freddy Krueger non erano altro che un mezzo per mietere le sue vittime, ma per la psicologia i sogni possono voler dire tante cose, desideri repressi, traumi travestiti da mostri o la chiave per risolvere il proprio enigma.

Dillard sceglie tutte queste interpretazioni mischiandole assieme per ottenerne una nuova, i sogni qui diventano ossessione, la necessità di aprire gli occhi per scacciare via i pensieri oscuri oppure la triste realtà che ci circonda. La sua penna è tagliente come un bisturi con la quale seziona minuziosamente la psicologia dei suoi personaggi e ne descrive gli orrori, accentua il contrasto fra luci ed ombre, bene e male, dando al suo romanzo quella sfumatura cupa capace di inghiottite anche il più temerario dei suoi lettori. 

All’interno di Svegliati infatti le vite dei diversi personaggi in qualche modo si intrecciano, mostrando la sofferenza, la perversione, la paura e la sete di giustizia, volti di un dado a più facce che a seconda di come ruota permette di scoprire una sfumatura diversa, un lato di questo romanzo che cattura chi legge per lo stile dell’autore e la sua storia cruda e travolgente, fatta di ossessioni e voglia di fermare tutto, aprire e gli occhi e rendersi conto che si è trattato soltanto di un sogno, la speranza che annienta la realtà dei fatti.

Svegliati è un incubo che non vuole finire, uno di quelli in cui ci si sente impotenti e senza vie d’uscita, claustrofobico, coinvolgente e allo stesso tempo disarmante.

«Cerco con tutte le mie forze di estraniare lo spirito dal corpo torturato, cerco di non reagire, di diventare nient’altro che una massa di carne inerte tra le mani di un macellaio.»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

 

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