INK’S CORNER: Pelle di mille bestie di Stéphane Fert

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Dopo Morgana” è arrivato il momento di parlare del nuovo lavoro di Stéphane Fert “Pelle di mille bestie”, un Prospero’s books tradotto da Stefano Andrea Cresti.

Data di uscita: 27 Agosto

Acquistalo subito: Pelle di mille bestie

Editore: Tunué
Collana: Prospero’s books
Genere: Graphic novel
Traduzione: Stefano Andrea Cresti

Prezzo: € 19,90
Pagine: 120

Dopo Morgana, il ritorno di Stéphane Fert con un’altra storia con protagonista una donna forte, che lotta per non essere imprigionata nel suo ruolo. I ruoli possono ingabbiarci, ma da cui si può anche fuggire. Ce lo insegna la principessa Ronces che pur di evitare un matrimonio non desiderato, è disposta a fuggire.
Aiutata dagli spiriti animali e dalla dedizione della bella Lou, riuscirà a far prevalere la libertà e la forza dell’amore sulla brama di potere e la morte.
Un sapiente e riuscito adattamento della fiaba Dognipelo dei fratelli Grimm, un graphic novel in i cui i disegni sono puro piacere per gli occhi.

Immaginate un libro che cade dal nulla e comincia a sfogliarsi da solo in attesa che un lettore curioso si avvicini. Solo quando succede le pagine si fermano all’inizio di una storia, o meglio la storia, quella che il lettore stava cercando e non sapeva di farlo. Ecco come immagino io Stéphane Fert quando ho tra le mani i suoi volumi, come qualcosa di cui avevo bisogno senza neanche rendermene conto. Il modo in cui lui e Simon Kansara avevano caratterizzato il personaggio di “Morgana” mi aveva colpita e ora, a distanza di un anno rieccolo, da solo, a proporci una nuova e sofferta storia.

Anche questa volta la protagonista è una donna molto forte, Ronces, figlia di Bella e Re Lucanus , una donna umana assieme al re della foresta, un unione che ha dato vita a una ragazza bellissima ma dal temperamento selvaggio, una vera e propria forza della natura. Così come Morgana neanche Ronces ama essere ingabbiata, vuole la sua libertà e lotta per essa, ma alla morte di sua madre qualcosa cambia e si ritrova suo malgrado a vivere una situazione difficile, a sottostare al volere di suo padre perché è talmente somigliante alla sua sposa da farlo impazzire letteralmente, al punto che una volta cresciuta decide di spingersi oltre, obbligando sua figlia a prendere il posto di sua madre.

Ovviamente Ronces non vuole saperne nulla, da quando era bambina è stata costretta a vivere nel bosco lontano dall’affetto di suo padre, ha dovuto costruirsi una nuova famiglia con gli animali della foresta, diventando in tutto e per tutto una bestia come il resto della sua nuova famiglia. Ma è proprio vivendo nel bosco che la principessa della foresta incontra Lou, un essere umano del quale si innamora follemente, così è proprio quel sentimento a spingere suo padre a maledirla, trasformandola non solo nel carattere ma anche nell’aspetto in una vera e propria bestia.

Le pelli dei suoi cari diventano la sua corazza, la sua famiglia non esiste più se non come il ricordo doloroso di ciò che ha fatto suo padre, la crudeltà e la morte diventano la nuova pelle di Ronces, un vestito che la allontana sempre di più dalla tanto agognata libertà e da Lou. Ma questo non basta a sedare i sentimenti del giovane che si mette in marcia sacrificando qualunque cosa pur di ritrovare il suo amore perduto ed è qui che entra in gioco la fata Margot che racconta la vera storia della ragazza al suo amato.

Questa però non è una storia come le altre, una fiaba senza lieto fine, dove il bisogno sostituisce la felicità, la necessità e la sopravvivenza prendono il posto della gioia e dell’amore, rendendo questo un racconto amaro, un viaggio fatto di sofferenza, sacrificio e dolore.

Sebbene il Codice dei Grimm sia chiaro, Lou tenta il tutto per tutto pur di riavere indietro la sua Ronces, anche se sfortunatamente finisce per allontanarsi di più ed è proprio qui che la fantasia incontra la realtà, a volte non si può ottenere tutto, bisogna scegliere ciò per cui lottare anche se spesso vuol dire rinunciare a tutto il resto.

Fert è stato capace di riadattare l’essenza delle fiabe di un tempo in una storia che colpisce al cuore, con i suoi disegni soffici e allo stesso tempo ricchi di oscurità è riuscito a rendere il bosco il luogo della paura, il posto di cui le persone hanno sempre avuto terrore, il cuore dell’ignoto che con le sue tinte oscure non fa passare nemmeno la luce del sole, un mistero e un’incognita tanto grandi da allontanare chiunque facendogli smarrire il sentiero giusto. Il suo stile è semplice nelle forme ma ricercato nel colore, con la sua pittura riesce a comunicare il conflitto interiore dei suoi personaggi e con il suo stile unico riesce ad incorniciarli nello sfondo perfetto, quello che è capace di tirare fuori da essi ogni cosa, nel bene e nel male.

Pelle di mille bestie non è un vestito né una corazza, è solo la consapevolezza che per lottare per la propria libertà è necessario sacrificare tutto il resto, voltare le spalle al mondo e diventare tutt’uno con il cuore della foresta.

«Mille bestie furono incantante per accompagnare Ronces fino alla maturità. Mille animali a farle da regno e a sostituire una famiglia».

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Tunué per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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