Boulevard…ossements di Léo Malet | a cura di Sandy

Il boulevard delle ossa di Léo Malet

“Esistono diamanti malefici, non lo dimentichi. Come potrebbe essere quello di cui parliamo.”

Dettagli:

  •     Acquistalo subito: Il boulevard delle ossa
  •     Titolo originale: Boulevard… ossement
  •     Genere: Giallo
  •     Editore: Fazi Editore
  •     Collana: Darkside
  •     Pagine: 170
  •     Prezzo: 15,00

Il Libro – Trama:

È primavera, e all’agenzia d’investigazione Fiat Lux è un gran giorno: Nestor Burma e la sua assistente Hélène hanno appena vinto due milioni alla lotteria. Bisogna festeggiare, pipa in bocca e bicchiere in mano. Ma non si può mai stare tranquilli. Suona il campanello e i festeggiamenti vengono interrotti da un uomo trafelato: è Goldy, un mercante di diamanti ebreo, e ha bisogno del loro aiuto. Le informazioni che fornisce sul caso sono piuttosto fumose, ma a quanto pare ci sono di mezzo la malavita cinese e un giro di prostituzione russa d’alto bordo. Abbastanza per incuriosire Burma, che si mette subito all’opera. Questa volta l’indagine si svolgerà su strade del tutto nuove: da un bordello di Shanghai, a una Casa d’aste di rue Drouot, fino al tesoro della Corona imperiale russa, mentre si apriranno scenari sempre più inquietanti e spunteranno elementi sempre più strani, come uno scheletro con una gamba sola che sembra appartenere a un generale scomparso nel 1939 e un cadavere che forse non è tale fino in fondo.
L’investigatore privato sciupafemmine dalla lingua tagliente è tornato, in questa nuova avventura inedita confezionata con maestria da uno dei padri del noir francese.

Let’s talk about “Boulevard…ossements“:

Oggi vorrei condividere con voi un libro che ho scoperto grazie a Nico, per il quale ho analizzato i personaggi per il blogtour su 50/50 Thriller, Il boulevard delle ossa di Léo Malet.
I diamanti sono i migliori amici di una ragazza, cantava Marilyn Monroe nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”, per Malet invece racchiudono segreti, i quali possono rivelarsi letali. Omer Goldy, mercante di diamanti, ha per le mani qualcosa di scottante. Quello che apparentemente doveva essere la stima di un brillante si trasforma in un caso per Nestor Burma. Titubante e terrorizzato, il mercante, si presenta all’agenzia investigativa Fiat Lux per assoldare il detective affinché indaghi sul proprietario di un ristorante cinese, senza fornire alcuna spiegazione valida.

Indagando su Chang-Pu, è questo il nome del suo obiettivo, scopre che quest’ultimo fa parte della malavita cinese e che ricatta una giovane russa alla quale ancora non riesce a dare un volto o tanto meno un nome. È solo scavando che verrà a scoprire come un oggetto così di prestigio possa intrecciare diverse realtà, provocando soltanto panico e scatenando violenza. Il vero motivo per il quale il cinese si era rivolto a Goldy era per stimare il diamante, consegnatogli da una russa spaventata, continuamente ricattata dal malavitoso e che ha dovuto rubare il gioiello per poterlo pagare, così da zittirlo su ciò di cui era a conoscenza. La malasorte vuole che il mercante muoia in circostanze misteriose. Da questo momento il caso prenderà una piega decisamente peculiare, intrecciandosi con la storia di questa giovane russa, ex protistuta di un bordello e del suo capo, l’arrogante Natascia.

Il boulevard delle ossa per me è una novità, è stato questo volume ad avvicinarmi all’autore e mi ha spinta a voler leggere anche le altre avventure di questo insolito protagonista. Il suo personaggio non rispecchia i modelli di detective ai quali sono abituata, ma se posso essere onesta, è proprio questo a piacermi.

Malet si serve di ironia e sarcasmo per portare sulla scena il suo investigatore e lo fa con una cura dei dettagli pazzesca. La bellezza di questo capitolo sta difatti nel suo stile di scrittura, nei quartieri parigini rievocati attraverso la sua prosa. È attorno a questo stile definito “asciutto”, da molti, che Malet ha costruito la sua identità, ma è davvero così? Da quello che si dice, è sempre stato uno scrittore dalle diverse sfaccettature, sfumature che ancora non sono riuscita del tutto a cogliere perchè sono solo all’inizio di una lunga avventura che mi porterà a conoscere meglio l’autore.

Una nota la voglio dedicare alla copertina. La bellissima illustrazione di Jacques Tardi che rappresenta il protagonista, Nestor Burma e il suo vizio di fumare la pipa. Dovete sapere che sono state pubblicate anche una serie di graphic novel sul detective e una serie televisiva, dove il personaggio è interpretato da Guy Marchand.
Presto la mia recensione su 50/50 Thriller!

 

Nestor Burma disegnato da Jacques Tardi

 

 

 

 

Note sull’autore – Léo Malet:

Léo Malet, l’anarchico conservatore, come amava definirsi, è uno dei padri del romanzo noir francese. Nato al numero cinque di Rue du Bassin, a Montpellier, figlio di una sarta e di un impiegato, rimane prestissimo orfano. Quando Léo ha due anni muoiono prima il padre e il fratellino e, a distanza di un anno, la madre. Tutti e tre di tubercolosi. Così, è il nonno bottaio e grande lettore che si prende cura del nipote e lo inizia, in modo non certo canonico, alla letteratura. A sedici anni Léo Malet si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna. Determinante è l’incontro con André Colomer, disertore e pacifista: Colomer gli dà una famiglia e soprattutto lo introduce in ambienti anarchici. In questo periodo Malet collabora anche a vari giornali e riviste (En dehors, Journal de l’Homme aux Sandales, Revue Anarchiste). A Parigi abita in molti posti, anche sotto il ponte Sully, vive alla giornata, fa l’impiegato, il manovale, il vagabondo, il gestore di un negozio d’abbigliamento, il magazziniere, il giornalista, la comparsa cinematografica, lo strillone, il telefonista.

Nel 1931 l’incontro con André Breton gli dà accesso al mondo delle case editrici e degli scrittori; Malet entra a far parte del Gruppo dei Surrealisti. Per qualche tempo il suo vicino di casa è Prévert, uno dei suoi migliori amici Aragon. Si sposa con Paulette Doucet e insieme fondano il Cabaret du Poète Pendu. Dopo una dura esperienza in un campo di concentramento nazista, nel 1941 inizia a scrivere polizieschi firmandosi con svariati pseudonimi: Frank Harding, Leo Latimer, Louis Refreger, Omer Refreger, Lionel Doucet, Jean de Selneuves, John Silver Lee. Con lo pseudonimo di Frank Harding crea il personaggio del reporter Johnny Métal, protagonista di una decina di romanzi gialli. Nel 1943 pubblica 120 Rue de la Gare con cui esordisce la sua creazione narrativa più celebre, l’investigatore privato Nestor Burma. Burma sarà protagonista di una trentina di avventure, inclusa una “serie nella serie” intitolata I nuovi misteri di Parigi, che comprende quindici racconti, ognuno dei quali dedicato a un diverso “arrondissment” di Parigi. Con Nestor Burma, Malet da un lato riscuote i primi consensi di pubblico, anche attraverso successive trasposizioni cinematografiche, una serie televisiva (1991-1995) di 85 episodi e l’adattamento a fumetti. Ma d’altro canto si allontana dal movimento anarchico: nel 1949 il gruppo dei Surrealisti lo espelle con l’accusa di essere diventato “seguace di una pedagogia poliziesca”. In realtà Malet è uno scrittore dai mille volti: accanto al poliziesco, si cimenta nei romanzi di cappa e spada e, soprattutto, nel noir. La critica gli concede proprio in questo filone i maggiori riconoscimenti: la Trilogie noir, di cui fanno parte Nodo alle budella, La vita è uno schifo e Il sole non è per noi, viene considerato il suo capolavoro. Malet muore nel 1996. Chi vuole andare a visitare la sua tomba, la trova al cimitero di Chatillon-sous-Bagneux.

Fonte: Fazi Editore

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