Let’s talk about: Young Poe di Philip Osbourne

“Era dura resistere ogni giorno al pensiero che era solo in un mondo complicato.”

Pagine: 160

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Un romanzo che fonde il fantasy con uno dei misteri più intriganti della letteratura europea: la scomparsa del grande Edgar Allan Poe, nell’autunno del 1849, spentosi in un ospedale di Baltimora per cause mai chiarite.

È proprio a Baltimora che vive Vincent, il protagonista della storia, “Il blogger degli incubi” seguito da migliaia di teenager nel mondo, ma anche profondamente legato allo scrittore più visionario di tutti i tempi, che possiede, suo malgrado, il dono di percepire e rivivere, involontariamente, alcuni momenti decisivi dell’esistenza di Edgar Allan. Cosa hanno in comune? Chi vuole controllare il giovane Vincent?

 

 

Il blogger rimase di nuovo solo senza sapere cosa dire e fare. Rimase semplicemente solo.

Bentornati sul blog, lettori! Oggi parliamo di un romanzo particolare di cui vi ho accennato tempo fa in una segnalazione, si tratta di “Young Poe” di Philip Osbourne, pubblicato in Italia da Armando Curcio Editore.

È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ho fatto una maratona del terrore in compagnia di Edgar Allan Poe e Howard Lovecraft, visto che si avvicina Halloween potrei anche decidere di ributtarmi nella letteratura del grottesco, vedremo.

Non ho mai nascosto il mio amore per Poe, che con le sue parole è sempre riuscito ad affascinarmi. È il suo modo di vedere le cose, scavare dentro l’animo umano che ho sempre ammirato. Un ticchettio può portare alla follia un uomo in maniera imprevedibile, spingendolo a far emergere il lato più oscuro di sé e una paranoia costante può trasformare una persona tranquilla in un mostro.

Philip Osbourne sceglie di far rivivere Edgar Allan Poe nelle nuove generazioni, scegliendo un giovane ragazzo di quindici anni come portatore di quello stesso fardello che ha dovuto portare sulle spalle l’autore stesso.

Nessuno avrebbe mai potuto comprendere i suoi poteri. […] Il ragazzo lasciò i pensieri andare oltre lo steccato delle proprie convinzioni.

Torniamo per un momento al romanzo. Vincent è un giovane blogger appassionato di Edgar Allan Poe e autori simili, scrive per il suo blog dove racconta spesso i suoi incubi, ma è la maniera in cui li narra a renderli avvincenti tanto da guadagnarsi il titolo di “Nightmare Blogger”.

Quello che nessuno sa è che Vincent è maledetto e non parliamo di una maledizione qualsiasi, ma qualcosa di incontrollabile che finisce per avvicinarlo un po’ di più alla follia stessa di Poe.

Vincent è in grado di vedere i fantasmi di alcune persone, ma il suo potere si estende anche a premonizioni di cui è tavolta a conoscenza di dettagli specifici, quali data e ora, le visioni sono così reali da traumatizzarlo.

Questa sua capacità e il suo talento per la scrittura lo portano a diventare il fiore all’occhiello delle sorelle Clemmy, interessate al dono di Vincent per poterlo controllare, ignorando il fatto che il ragazzo sia diverso da tutti malcapitati sui quali sono riuscite a mettere le loro mani.

Essendo giovane, il ragazzo è ancora vittima degli impulsi di tutti i ragazzi della sua età, ha quindi una cotta per la sua migliore amica, Mary con la quale si sente al sicuro e non deve nascondere ciò che è. Questo non significa che non abbia paura di ferirla, le visioni che si innescano al tocco di una persona sono imprevedibili, di conseguenza ha il timore di ciò che potrebbe vedere se toccasse Mary.

I brividi lo tormentarono e un formicolare delle mebra gli si diffuse per tutto l’essere. Poi gli tornò la coscienza d’esistere nuovamente, ma in maniera diversa.

Si percepisce la cura nelle parole e la passione per Poe e anche per altri autori a cui si accenna, rendendo loro omaggio attraverso un nome o un gesto, come Stephen King in “Carrie”, anche qui assistiamo a una scena simile. Per chi non conoscesse il romanzo, mi riferisco al ballo scolastico e ho detto tutto. Ma c’è anche qualcosa di più, il nome delle parche, Agatha e Virginia, che mi hanno portato a pensare alla grande scrittrice di gialli e Virginia Woolf.

Come potete capire c’è una serie di riferimenti ai grandi classici della letteratura, ma anche all’arte, un quadro di Magritte diventa la chiave per avvicinarsi alla soluzione di un enigma a cui Vincent credeva di non riuscire a trovare risposta.

Questo è un romanzo per ragazzi da non sottovalutare in quanto è in grado di coinvolgere il lettore e portarlo a riscoprire la bellezza dei classici, in particolar modo degli autori che sono stati la scintilla che ha acceso la divampante fiamma di un genere letterario che è tuttora uno dei più amati e richiesti di sempre.

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