Recensione: Brina e la banda del sole felino di Giorgio Salati e Christian Cornia (Tunué)

“A dirla tutta, questo umano non mi pare poi così male.”

Titolo originale: Brina e la banda del sole felino

Autori: Giorgio Salati – Christian Cornia

Genere: Graphic Novel

Editore: Tunué

Pagine: 96 – A colori

Collana: TipiTondi

Prezzo: 14,90 €

Il Fumetto  Trama:

Brina, gatta di città, si trasferisce in montagna con i padroni per una vacanza estiva. Qui fa la conoscenza di alcuni randagi che si fanno chiamare “La Banda del Sole Felino”. I nuovi amici la convincono a scappare e diventare una gatta libera. Ma se le scorribande nel bosco renderanno Brina consapevole di uno stile di vita e un’emancipazione che non conosceva, dall’altra parte getteranno nel panico i due giovani padroni, che non accettano di perdere quella che per loro è una componente fondamentale della famiglia. Dedicando una sofisticata attenzione ai sentimenti umani e felini, Salati e Cornia riescono a inquadrare il tema del difficile equilibrio tra proteggere quelli che amiamo e lasciar loro la libertà di fare errori, e cavarsela con le proprie risorse.

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Recensione:

Tunué arricchisce la sua collana TipiTondi (con i bordi “stondati”) con una nuova uscita del 23 Marzo, ovvero Brina e la banda del sole felino. I personaggi principali sono i quattro gatti Brina, Vespucci, Gabriella, Atomino e i due padroni della protagonista.

Brina è una gatta di città che si trasferisce per qualche giorno in montagna con i suoi padroni, Margherita e Samuele, che decidono di cambiare aria per trascorrere le vacanze in un posto fresco e salutare.

Brina, però, non è un gatto abituato ai grandi spazi aperti essendo cresciuta in un piccolo appartamento, quindi il fatto di ritrovarsi immersa nella natura sconfinata riaccende nel suo animo la scintilla dell’avventura, l’istinto animale rimasto a lungo sopito dentro di lei.

Proprio durante la sua prima esplorazione del giardinetto vicino casa si imbatte in un vecchio condotto delle fogne, nel quale fa la conoscenza di un gatto randagio che prova un forte risentimento nei confronti degli umani, Vespucci.

Questo randagio le parla di come i gatti dovrebbero essere liberi e vivere senza vincoli, lontano dai terribili esseri umani. Sebbene inizialmente Brina sia titubante, Vespucci la convince ad abbandonare i suoi padroni e ad unirsi alla sua “banda del sole felino” di cui è il capo. Così Brina conosce gli altri membri della banda, la gatta Gabriella e il piccolo Atomino.

Nel frattempo Samuele e Margherita, i padroni della gattina iniziano una interminabile e disperata ricerca che purtroppo non porta a nulla.

Da qui iniziano le (dis)avventure della simpatica Brina che dopo aver lasciato i suoi padroni e sperimentato la vita da randagia si pente amaramente di essere scappata di casa. Infatti Vespucci si rivela un vero e proprio despota che comanda a bacchetta i suoi amici.
Dopo alcuni spiacevoli avvenimenti che mettono a repentaglio la vita di Atomino, il piccolo gattino e Brina decidono di lasciare la banda e tornare dai rispettivi padroni.

Così Brina si ritrova all’addiaccio, sotto le impetuose raffiche della pioggia, senza un rifugio, inzuppata fino alle ossa e sperduta, senza alcun riferimento utile a ritrovare la strada di casa.Solo la scia dei suoi ricordi, i bei momenti vissuti con i suoi padroni, le marachelle in casa e i giochi le danno la forza di continuare a provare e riesce infine a trovare la sua casetta.

Questa è a grandi linee la trama di questa graphic novel che affonda i denti in una tematica abbastanza importante, ovvero l’abbandono. Questa volta però non sono i padroni ad abbandonare la loro gattina per non portarla in vacanza, bensì il contrario. Infatti questa storia ci mostra cosa si prova ad essere abbandonati da qualcuno di cui ci fidiamo, spesso per un motivo molto sciocco. Brina infatti decide di lasciare i suoi padroni per puro spirito d’avventura, lasciandosi alle spalle il loro dolore. Samuele e Margherita soffrono moltissimo nei giorni in cui Brina resta lontana da loro e si danno la colpa della sua fuga, pensando di averla trattata troppo male, mentre in realtà la piccola gatta è sempre stata trattata e accudita come una figlia.

L’abbandono quindi è traumatico, doloroso e lascia addosso una preoccupazione disumana trasformando ogni pensiero in senso di colpa. Brina se ne rende conto presto, a partire dal momento in cui Vespucci racconta di essere stato gettato nel fiume da piccolo solo perchè il suo padrone aveva deciso che in casa c’era un cucciolo di troppo. L’odio maturato da Vespucci lo trascina in una spirale di dolore che finisce per sfogare sulle pellicce dei suoi amici. Vespucci millanta un ideale di libertà felina che purtroppo non è altro che una tremenda e castrante dittatura che lo vede padrone di tutti i suoi “adepti”. Lui è il primo a mangiare e l’ultimo a faticare, il più grosso e il più forte, ma non per questo risparmia al piccolo Atomino una severa punizione che gli è quasi costata la vita.

Solo nel momento in cui Brina si rende conto di quante cose ha perso, di quanti ricordi e bei momenti ha buttato via andandosene ritrova la sua lucidità e cerca la strada di casa.
Quel particolare momento mi ha spinto a riflettere e nella mia testa ha iniziato a frullare una domanda: Quando un essere umano abbandona un animale per andare in vacanza prova lo stesso? Si pente di ciò che ha fatto ad un certo punto? Io spero di si, ma nel mondo reale bisogna fare i conti con la cupidigia umana.

Purtroppo avendo letto la versione digitale della graphic novel non posso dare un parere sulla versione cartacea non avendola potuta esaminare, ma se è come gli altri volumi della collana TipiTondi di Tunué sono certo che sia perfetta come al solito!

Detto questo non posso fare altro se non consigliare a tutti l’acquisto di questa bellissima storia sperando che riesca a catturare i lettori così come ha fatto con me.

Buona lettura!

Note sugli autori:

Giorgio Salati
Nato a Milano nel 1978 è sceneggiatore e scrittore. Ha collaborato con le riviste La settimana enigmistica, Huntik Magazine e Mono, e lavorato alla sceneggiatura delle serie Le straordinarie avventure di Jules Verne (LuxVide/Rai Fiction), L’albero azzurro (Rai 2) e per lo Zelig Club. Attualmente è anche scrittore e sceneggiatore per Topolino.

Christian Cornia
Nato a Modena nel 1975 è illustratore e colorista. Ha lavorato per Piemme, DeAgostini, Unipol, Mirabilandia, e in Francia con Soleil e Delcourt. È stato inchiostratore per la Marvel USA, e dal 2011 insegna presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia.

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  • Ma che dolce la piccola Brina, mi ha fatto tenerezza leggere di come si sia trovata in difficoltà e di come povera cucciola abbia sofferto.
    Sono sempre più convinta di voler cominciare anche io ad addentrarmi nell’universo delle graphic novel!
    Carlo, esperto del settore, con cosa una profana come me dovrebbe cominciare?
    Aiutami nella scelta della Graphic novel perfetta!