After (saga) di Anna Todd | Recensione di Deborah

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AFTER

 

Titolo originale: After

Genere: rosa, new adult

Editore: Speriling & Kupfer

Pagine: 425

Prezzo: 14,90 € cad.

 

Trama:

Ambiziosa, riservata e con un ragazzo perfetto che l’aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato: una laurea, un buon lavoro, un matrimonio felice… Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s’imbatte in Hardin. E da allora niente è più come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui nella sua stanza, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo che fa verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c’è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l’inizio di un amore infinito? Che sia davvero questo l’amore?

 

Recensione:

Mi sono imbattuta in questa saga per gioco. L’ho sentita nominare in giro per il web più e più volte, non mi sono soffermata su di essa più di tanto inizialmente sapendo che alla fine ero di fronte ad una fanfiction, il cui protagonista è il cantante Harry Styles che non conosco e non seguo. Tempo dopo sul tubo ho visionato una recensione che criticava molto romanzo e scrittrice, mi sono incuriosita vedendone parlare in modo così controverso. Ho messo gi ebook nel reader prima di partire per il mare dicendomi che se avessi avuto voglia di una lettura senza impegno avrebbe potuto rivelarsi l’occasione per guarda da vicino il mondo di After; così ho fatto. Premetto che ho idee davvero contrastanti tra loro riguardo il romanzo. Innanzitutto sono rimasta piacevolmente sorpresa dallo stile di scrittura dell’autrice, credevo fosse arrangiato e invece è molto fluido, scorrevole ed appassionante, ha saputo caratterizzare i suoi personaggi anche attraverso l’uso del loro linguaggio proprio differente, certo in diversi punti il lessico lascia un pό il tempo che trova ma per essere una fanfiction non è male. La storia inizialmente mi ha presa tantissimo, vi giuro che avrei letto ore ed ore fino a completarla per intero dovevo staccarmi a forza dalle pagine digitali per dedicarmi ad altre faccende; arrivati al terzo libro (credo) già tutto questo interessa in me era scemato e procedendo trascinavo la lettura. Forse saranno stati i continui tira e molla a scocciarmi e comportamenti assurdi dei due protagonisti alla lunga. Innanzitutto so che ha avuto un grande successo soprattutto fra gli adolescenti, ecco io non sarei molto propensa a far leggere un libro del genere a quell’età in parte per l’enorme quantità di scene spinte che vengono descritte nei minimi dettagli, ma soprattutto per diversi messaggi abominevoli che passano come normalità, soprattutto per quanto riguarda la concezione delle ragazze e il rapporto con esse. Parliamo dei personaggi, come potete sapere di solito i personaggi femminili non fanno presa su di me anzi alcuni, se non la maggior parte, li trovo davvero insopportabili. Inizialmente Tessa, la protagonista, mi era piaciuta, insomma è vero che ci troviamo davanti  alla solita ragazza timida, carina ma che si sottovaluta, impacciata, inesperta e secchiona che compie scelte molto discutibili ma non sono riuscita a detestarla. Lei appare molto devota allo studio ma allo stesso tempo immersa nel nuovo mondo universitario cerca di uscire dai suoi propri schemi quasi maniacali e cerca di integrarsi e fare nuove esperienze: inizia ad interagire con Steph, la sua compagnia di stanza, e i suoi amici. Ho notato che proseguendo con i libri anche lei si omologa alla tipica protagonista di questo genere, diventa intraprendente, inizia ad approcciare diverse persone perché si creino triangoli e problemi alla ship principale. Andando avanti la trovo più sciocca, immatura; mi ricorda molto la protagonista di “Uno splendido disastro” che fugge a prescindere dai problemi, (ma cos’è!?!) per quasi cinque libri si comporta come uno zerbino accecata dall’amore e poi all’improvviso tira fuori un orgoglio da leone: soffre e fa soffrire per anni addirittura! Comunque, subito incontreremo Hardin, bello, dannato e tatuato, cosa vogliamo di più? Mi è davvero impossibile concepire che questo personaggio tormentato e psicotico sia ispirato al cantante degli 1D, pur non conoscendolo. Che dire Hardin mi ha stregata, fino ad un certo punto però perché alcuni comportamenti che mostra sono davvero oltre i limiti dell’umana concezione. Il ragazzo britannico ha un passato oscuro, molto difficile in cui troviamo l’abbandono, la povertà, droga, sesso e violenza, una realtà, che ho appreso dai media, essere davvero esistente in molti luoghi della Gran Bretagna. Trasferitosi in America il ragazzo continua la sia vita di eccessi senza però perdere di vista l’impegno scolastico. Questo ragazzo apparentemente non prova sentimenti ed emozioni, e a causa del suo passato è sopraffatto sempre dalla rabbia che non riesce a gestire. Il rapporto con gli altri è sempre deleterio, l’unico modo di relazionarsi è attraverso la sofferenza altrui: non fa entrare nessuno nella sua vita solo una quantità impressionante di ragazze per usarle e buttarle via, si sforza di non mostrare emozioni. Compie delle azioni davvero incommentabili che esprimono troppa violenza e una concezione sbagliatissima della donna, una mi ha indignata particolarmente e la scoprirete alla fine del primo volume. Non vi riporto queste problematiche perché se siete interessati a leggere la serie costituiscono il motore della vicenda e sarebbe quindi spoiler. Una cosa che mi è piaciuta è il fatto che il protagonista sia un ragazzo con grossi problemi comportamentali perché ho notato che ultimamente vengono diagnosticati sempre più problemi di questo tipo ai ragazzini, adolescenti e ragazzi, questo credo per il progresso della conoscenza o magari ci sono più cause scatenanti degli stessi. Credo sia importante mostrare come essi, anche se con le loro enormi difficoltà, possono arrivare a rapportarsi e relazionarsi con le persone in generale, e come non dovremmo limitarci ad escludere ed evitare. È molto complicato e difficile interrese un qualsiasi tipo di rapporto con una persona che è afflitta da questi problemi, vengono spesso visti come bombe ad orologeria da cui tenersi lontani per colpa della loro improvvisa esplosione, ed è in questo modo che spesso viene trattato Hrdin. Tornando al libro, anche il resto dei personaggi non mi è dispiaciuto, hanno il loro ruolo satellite rispetto a quello dei protagonisti ma si intarsiano bene. La storia è molto schematica, una ripetizione continua: piccolo periodo di tranquillità e felicità; dopo poco si abbatta una tempesta su i protagonisti, quasi sempre causata dal passato del ragazzo, lei piange disperata e lui chiede perdono e un ultima possibilità. Non entro nei dettagli delle problematiche perché come vi accennavo sono il vero motore della vicenda perché si susseguono ad intervalli regolari. Il finale è un pό prevedibile però tutto sommato è carino, avrei preferito fosse dedicato più spazio alla loro riconciliazione e al futuro, dopo tutte le peripezie che abbiamo letto!

 

Nota sull’autrice:

Anna Renee Todd è una scrittrice statunitense nota per la serie After , nata come una fanfiction dedicata agli One Direction postata sul sito web per la condivisione di storie Wattpad.

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