Al di là dello zenith di Stefano Saccinto | Recensione di Deborah

 

Nell’oscurità erano sospese delle forme appena visibili, curve come pance di donne incinte attraversate da vene nere.

 

Editore: Self Publishing
Pagine: 177
Prezzo: 0.99 €
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Sico non si è mai sentito così vivo come la notte in cui è morto.
È successo in condizioni particolari, in una notte magica e dopo aver presentito la morte arrivare. In un certo modo Sico è riuscito a ingannarla, passando dall’altra parte del buio senza chiudere la porta tra le due dimensioni, tra la realtà e l’oscurità. Sono due ragazze a spiegarglielo. Ragazze che diventano donne e poi anziane e poi tornano adolescenti. Due ragazze piuttosto strane che Sico ha incontrato dopo essere morto, aver attraversato il buio e gli scenari deliranti del suo inconscio. Le ragazze sono venute fuori da due pugni di rampicanti risaliti dal terreno di una valle buia e desolata sotto una collina spettrale. Una ha la pelle bianca come il latte, l’altra nera come inchiostro. E sono nude, quasi completamente. Hanno solo una veste di filamenti che non le copre granché. Bianca, la ragazza dalla pelle nera e nera l’altra. Sono due opposti esatti e il motivo è abbastanza ovvio: una è la Dolce Illusione, l’altra la Pura Verità. Sono spiriti della morte, guide al di là della vita che accolgono Sico e gli spiegano quello che è successo. La porta va richiusa, ma non subito. Va fatto l’indomani mattina, alla fine esatta delle nove ore della notte. Nel frattempo, per ognuna delle nove ore, arriverà un’anima, morta quella notte stessa. Sico dovrà tornare ai minuti finali della vita di quell’anima e tentare di salvarla. Dovrà salvarne più di quante possa perderne perché il loro è un destino comune. E dovrà farlo nel tempo stabilito perché rischia di non chiudere in tempo la porta dopo l’ultima anima e quindi di restare morto. Stavolta per sempre. Sico ha solo sedici anni e da un po’ di tempo non ha più tanta voglia di vivere. Ha perso quello che ha avuto di più bello. Per questo non ha nessuna intenzione di scegliere tra pure verità e dolci illusioni, tra vita e morte e tra bene e male. Ma poco per volta comincia a esserne costretto. A scegliere, a lottare, a tornare alla vita e a morire ancora e a spingere lo sguardo fin dove nessun vivente ha mai pensato che si potesse spingere: al di là dello zenith.

 

 

Benvenuti lettori,

oggi parleremo di un romanzo molto particolare, il nostro viaggio di oggi sarà molto mistico, infatti saremo immersi nella dimensione reale della vita e nella dimensione surreale della morte. Al di là dello zenith è un libro fantasy scritto da Stefano Saccinto, un’opera dalle tinte cupe e oscure, un inno alla vita che sa di morte. Siete pronti a scoprirne di più?

 

Nonostante fossero due sconosciuti, per lei adesso quell’uomo era la cosa più importante al mondo. Avrei voluto sentirmi così anch’io, una sola volta, per qualcuno.

 

In una strana notte a Colleterno, conosciamo Sico, il protagonista del romanzo. Sico è un giovane ragazzo di sedici anni, che ha perso la voglia di vivere e si trascina nella quotidianità.
Qualcosa di strano e tremendo accade quella precisa notte, Sico muore, e grazie ad alcune fortuite coincidenze il suo incidente fatale può avere una via di uscita. Al momento della morte Sico viene catapultato in una strana dimensione dalle tinte psichedeliche.
Il viaggio credo simboleggi la sua risalita verso la possibilità di tornare a vivere, proprio perché gli verrà riservata questa opportunità dal destino.
Il protagonista all’apparenza è un ragazzo apatico e vuoto, insensibile di fronte alle tragedie proprie e degli altri. Il suo viaggio lo condurrà a scoprire o a riscoprire le emozioni e sé stesso. In ogni caso, a prescindere da ciò che gli riserverà il futuro, si tratta di un percorsi di evoluzione e crescita.

 

Le sue pupille sembrarono dilatarsi come se volessero inghiottire ogni distanza e ogni filtro tra me e lei, come se volessero inghiottire la nebbia e l’oscurità della notte.

 

Nonostante abbia tinte tetre e oscure è molto interessante la strana realtà in cui Sico cade, sembra quasi di essere approdati ad Oz o nel Mondo delle Meraviglie appartenente al lato oscuro (Always  dark side of the Force! u.u).
Piombato in questa sorta di realtà trascendentale , il protagonista giungerà ad una valle oscura dominata da due strani pugni di rampicanti, da questo particolare agglomerato di piante emergeranno due figure. Si tratta di due giovani e bellissime ragazze, una dalla pelle chiarissima e una scura come l’ebano, sono due spiriti mistici che incarnano la  Dolce Illusione e la Pura Verità.
Sico verrà a conoscenza dalle due entità della propria condizione, ovvero che ad una persona in ogni generazione viene concesso il privilegio di poter giungere in quella realtà esclusiva e di poter salvare sé stesso, se riuscirà a farlo.

 

L’intensità dei colpi diminuì gradualmente, insieme al dolore, finché attorno a me sembrò non esserci più nulla.

 

Per salvarsi e tornare a vivere dovrà a sua volta salvare alcune anime, avrà a disposizione nove ore in cui incontrerà nove anime differenti e dovrà avere successo con la maggior parte di esse.
Sico inizia così il suo viaggio di una lunga, lunghissima notte. Inizialmente il protagonista non prova particolare empatica con le povere vittime che dovrebbe impegnarsi a salvare. È ancora ancorato al proprio essere spento, indifferente, come se vita e morte fossero la stessa cosa.
Trovo che la prima parte del romanzo sia un pò confusionaria, ho fatto fatica inizialmente a procedere con la lettura perché non mi era chiara la situazione in cui inquadrare il tutto. Comunque bisogna considerare la particolarità e stranezza della storia, credo sia questo che generi lo smarrimento iniziale del lettore..che sia voluto dall’autore per avvicinarci più a Sico?

 

Anche lui ha dimenticato che questa notte prima o poi sarebbe arrivata. Crede di essere ancora vivo.

 

La situazione diventa più chiara e lineare quando Sico inizia gli incontri con le varie anime; essi porteranno in protagonista a fare dei profondi cambiamenti che potrebbero portarlo verso la propria rinascita e il proprio riscatto.
Le varie storie delle anime mi hanno colpita in modi differenti, alcune mi sono piaciute altre invece meno. Ad esempio non mi è piaciuta la storia di Federica, ed essendo la prima è stato un pò ostico avanzare…non sono riuscita ad apprezzarla perché tratta di un argomento troppo delicato, lo stupro. Leggere di come il protagonista sia indifferente e apatico quando assiste alla vicenda mi ha lasciata di stucco, Sico rimane semplicemente a guardare…è vero che si tratta di un romanzo dalle tinte noir ma su certe problematiche credo ci si dovrebbe riflettere un pò di più in rapporto con la nostra realtà.
Invece ho apprezzato molto la quinta storia, quella di Emanuele. Mi è piaciuto tantissimo il discorso tra lui e Sico riguardo al tempo, e l’affetto che il giovane prova nei confronti del nonno e di come la sua figura sia stata importante per la sua crescita. Emanuele subisce una morte orribile e ingiusta per aver provato ad uscire dal proprio seminato, riuscirà Sico a salvarlo?

 

Al di là dello zenith, l’essenza di ogni vivente può diventare coscienza e trasformarsi in un universo.

 

In generale il romanzo non mi è dispiaciuto, è molto crudo e violento, personalmente questo non mi disturba particolarmente, tranne in determinati casi particolari. Lo stile di scrittura dell’autore, sicuramente aggiunge molto valore alla sua opera, fluido e coerente con il mondo che ha creato.
È un libro molto particole, sicuramente non commerciale e se vi piacciono le cose non convenzionali sono certa che vi piacerà!

 

 

 

May the Force be with you!
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