Il lupo e l’equilibrista di Max Solinas | Recensione di Deborah

Passò un minuto, o forse passarono cinque ore. Chris perse la cognizione del tempo, era il sole crescente a scandire il ritmo di quell’avvenimento sorprendente. Poteva sentire il respiro leggero, eppure potente del lupo. L’aria arrivava dai polmoni e, passando attraverso le narici, generava un fischio sordo, ritmico e ipnotico che gli conferiva calma e forza, sicurezza e protezione. E allora Chris, a sua volta, cominciò a seguire il ritmo del lupo, rilassandosi e tentando di diminuire i battiti del cuore emozionato.

 

Editore: Garzanti
Data di uscita: 11 aprile 2019
Pagine: 176
Prezzo: 16.90 €
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Il sole inonda di luce il crinale della montagna esaltando la sua muta bellezza. Vette per molti inaccessibili, ma non per Chris, che è cresciuto scalando quelle pareti rocciose di cui conosce ogni angolo, ogni singola increspatura. Per lui la montagna è sinonimo di un equilibrio che nasce dall’accordo perfetto tra sé stesso e ciò che lo circonda. Un equilibrio che, da tempo, sente di aver perduto. Da quando sono venuti meno i suoi punti di riferimento e ha accettato un lavoro che lo costringe a tradire la sua vera natura. Eppure, qualcosa sta per cambiare. Perché Francesca, sua compagna da sempre, ha in serbo una sorpresa per lui: un lupo grigio che ha conosciuto la meschinità dell’uomo e deve ritrovare una dimensione di vita più autentica, proprio come Chris. Non appena incrocia lo sguardo del re dei boschi, nel recinto dietro casa, Chris si perde negli occhi color ambra dell’animale e si rende conto che Francesca ha ragione: forse, accomunati dallo stesso destino ancor prima di conoscersi, lui e il lupo potrebbero aiutarsi a vicenda e diventare uno la salvezza dell’altro. Così, un passo dopo l’altro, Chris insegna al lupo a fidarsi di nuovo della mano che gli offre il cibo e gli accarezza, non senza timore, il dorso peloso. A sua volta, il lupo, con movenze precise che derivano dalla legge del branco, guida il suo nuovo compagno alla riscoperta del mondo naturale, dei profumi, dei suoni e dei colori che cambiano al mutare delle stagioni. Ma c’è ancora una cosa che Chris e il lupo devono fare insieme: un viaggio lungo il sentiero che porta alla montagna.

 

Un nuovo weekend è alle porte, la fine di questa settimana per me coincide con la fine della lettura di Il lupo e l’equilibrista di Max Solinas. Il romanzo è un viaggio attraverso le montagne alla (ri)scoperta delle bellezze della natura e di noi stessi, conquistare la vetta per rialzarsi e ricominciare gustandosi la meraviglia del cammino.

 

E poi arrivava la notte che Chris amava tantissimo, i rumori che cambiavano dal giorno e accompagnavano la comparsa di forme nuove, e le stelle sempre in movimento, le costellazioni e la Via Lattea che lo affascinava più di ogni altra cosa. In altre parole, Angelo aveva insegnato al ragazzo a essere naturale. Era stata una scuola semplice, ma persistente, ogni cosa si era sedimentata nella fibra selvatica di Chris e ora non doveva far altro che rispolverarla per tornare a
essere quello che era veramente: naturale.

 

Appena ho letto la trama di Il lupo e l’equilibrista sono rimasta subito incuriosita, trattandosi di un romanzo ambientato nella natura e specialmente in montagna non potevo proprio resistere. Personalmente amo la montagna, ogni volta non vedo l’ora di poter fuggire dalla città per rifugiarmi nella natura, nonostante, per fortuna, abito in campagna comunque i colori e i profumi non sono vividi e accesi come nel cuore delle Alpi, lì trovo che la natura raggiunga la sua massima espressione. Ogni volta mi emoziona guardare verso le vette aguzze, aspettare il sole che lentamente si fa strada tra le rocce innondare di riflessi rossi e dorati la neve, e nell’attesa sognare un giorno di riscire a conquistarne una che mi affascina in modo particolare. Amo arrivare in questo paesino e sentire l’odore di legna e il prfumo della neve, in questo momento sento molto la mancanza delle emozioni, della libertà e dell’ebrezza che provavo sulle piste da sci, ma aspetto con ansia di iniziare a fare qualche camminata nel verde. La montagna mi fa sentire protetta, mi ha aiutato a fronteggiare in passato un momento molto difficile dell’adolescenza, mi ha regalato sicurezza e divertimento quando ero fragile e persa; chissà se prima o poi sarà veramente casa, ma in un certo senso lo è già.
Questa è una piccolissima parte di quello che provo nei confronti di questo ambiente, sento che condividere questo amore con il protagonista del romanzo, Chris, mi abbia fatto vivere la sua vicenda in modo più approfondito, sicuramente con un’ottima empatia.

 

Quindi si versò un’ultima tazza di tè freddo dal contenitore d’alluminio e volò fuori verso il recinto del lupo. Quest’ultimo lo aspettava più della ciotola del cibo. Gli infilò l’imbragatura, schivando leccate e agitamenti di coda forti come scudi-
sciate, dolci morsi di felicità e impennate che miravano a stropicciare il naso contro il suo, e uscirono. Finalmente erano fuori, o forse dentro, pensava
Chris, d’altronde era solo questione di punti di vista. Passeggiavano insieme per quei boschi e quelle radure che circondavano la casa, in una natura che Chris conosceva a menadito, ma che ora, con il lupo accanto, vedeva con occhi nuovi. L’aria frizzante inebriava cuore e mente.

 

Chris è nato e cresciuto tra le rocce delle dolomiti, ha imparato a scalare e conquistare le vette più alte e aguzze, diventando uno dei migliori scalatori. Chirs esprime un amore reverenziale verso la montagna, il modo in cui l’autore attraverso di lui descrive questo ambiente meraviglioso è pura poesia, è passione e rispetto verso la grandezza della natura, è un invito a guardare oltre e (ri)scoprire bellezze a cui purtroppo troppo spesso non facciamo più caso. Chirs vive nel paesino di montagna dove è nato insieme all’amore della sua vita Francesca, una donna forte, coraggiosa e caparbia che condivide il suo grande amore per la natura ed in particolare per gli animali. Francesca è un’ottima veterinaria, si occupa con sentimento anche di specie particolari che possono essere etichettate come esotiche e feroci. Chirs da tempo non è più lo stesso, si sente perso e frustrato, il lavoro ormai non lo soddisfa più, anzi è un fardello gravoso che lo aliena e ferisce; l’unica certezza che lo ancora alla vita è Francesca, la sua positività però sta per essere sbranata dagli ingordi demoni che affollano la mente del protagonista. Chris ha subito un forte trauma, è stato tradito da qualcuno di cui si fidava ciecamente, da qualcuno che ha amato da sempre: la montagna. Durante un escursione con il suo compagno di cordata, ottimo scalarote e caro amico accadde la tragedia, i due decisero di affrontare una parete inesplorata e l’amico ad un certo punto commise un errore che gli costò la vita. Chirs assistette impotente, da quel momento non è più riuscito a guardare le vette con il solito amore e passione bruciante, si sentì tradito dalle sue montagne per aver permesso all’amico di morire tra le loro braccia di roccia.

 

Il sentiero per la montagna era riservato a loro. Niente e nessuno avrebbe dovuto e potuto ostacolare quel viaggio. Il gesto di Francesca era chiaro e inequivocabile: “Parti, Chris, prendi per mano il tuo lupo e avventuratevi lungo il sentiero. È tutto vostro e vi aspetta, pronto ad accogliervi e insegnarvi, a mostrarvi cose che vi aiuteranno per il futuro. Bada bene, dovrete sempre essere attenti e avveduti, guardare oltre il visibile con occhi e cuore puri”.

 

Dopo la tragedia Chirs continuò ad accettare di scalare le montagne di tutto il mondo per lavoro, pubblicizzando i prodotti e le attrezzature dei brand che gli proponevano incarichi. Personalmente non ho condiviso il sentimento di risentimento del protagonista nei confronti della montagna, non sono riuscita a capire come possa Chirs incolpare la montagna di quello che è successo; è vero, fortunatamnte non ho vissuto nessun evento drammatico sui monti, per me e per i miei cari hanno solo dispensato protezione e divertimento. Immaginandomi nei panni del protagonista non credo che avrei incolpato la natura, quando succedono questi incidenti sono frutto di inesperienza, avventatezza oppure un errore umano che purtroppo va sempre messo in conto in ogno situazione, ma capisco anche l’esigenza di dare un volto o una forma a chi ci ha privato di una persona amata.
Francesca ha un’ultima arma per cercare di sconfiggere i demoni che affliggono Chirs e restituirgli il suo amore e la sua passione verso le montagne che li circondano, si tratta un un lupo grigio che le è stato affidato per essere salvato. Il lupo era segregato in un circo, costretto ad esibirsi ed essere addomesticato fino a che non si ribellò al proprio domatore, perdendo ogni fiducia verso il genere umano iniziò a rifiutare il cibo e le cure. Rientrato da un viaggio di lavoro Chris scoprì la sopresa di Francesca, quando incontrò gli occhi del lupo si affollarono in lui milioni di emozioni e sensazioni, sentì subito di avere una particolare connessione con l’animale e più di una cosa in comune, entrambi avrebbero dovuto affrontare un tortuoso percorso di riabilitazione alla vita.

 

Adesso finalmente era tutto chiaro, la risposta era scritta in quel buco scavato nella terra. Il legame tra i due si era rafforzato ancora di più durante quella giornata trascorsa a parlare e a vivere insieme e saldato durante la notte passata in tenda. Ormai era così forte che si era creata una dipendenza naturale, come fossero un branco animale. Il lupo, non sopportando la distanza tra loro, aveva disperatamente provato a raggiungere Chris per stargli vicino, per stare vicino al branco. Tutto stava a indicare che era pronto, che entrambi lo erano.

 

L’incontro tra il lupo e Chirs è un momento unico, mi ha molto emozionanto leggere di come è possibile costuire una profonda relazione con il re dei boschi, un rapporto che va oltre all’appartenenza ad una specie, una connessione stabilita sulla fiducia, sul rispetto e sull’amore, nel loro significato più puro e primordiale. Assistere al percorso emotivo di Chirs e del lupo è stato un viaggio da lettrice fantastico ed emozionante, il fascino della natura selvaggia dell’animle che si rispecchia nel protagonista mi ha trasmesso una forte sensazione di eguaglianza. Purtroppo l’uomo crede di essere più furbo, più forte e più intelligente rispetto alle altre creature del pianeta, ma io sono fermamente convinta che non è proprio così, ed in Il lupo e l’equilibrista ho ritrovato questa idea espressa sotto forma di una storia meravigliosa, un viaggio e un’avventura che trasuda bellezza in ogni frase.

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Garzanti Libri per la copia omaggio

 

 

May the Force be with you!
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