Nelle tue mani di Gabriel Katz | Recensione di Deborah

 

Con un colpo della mano sposto i vestiti che ricoprono il coperchio e ritrovo la tastiera, i cui tasti mi sembrano ancora più gialli dell’ultima volta che l’ho aperto. Un foglio cade ai miei piedi, mi chino in modo meccanico, ma non è un foglio, è una busta chiusa di cui avevo quasi dimenticato l’esistenza. Cazzo, da quanto tempo è che non aprivo il pianoforte? La raccolgo. La osservo. Sento una fitta al cuore.

 

Editore: Giunti Editore
Data di uscita: 14 dicembre 2018
Pagine: 366
Prezzo: 18.00 €
Acquistalo subito: Nelle tue mani

In mezzo al viavai di una stazione parigina, tra la folla che si affretta verso i treni e il metrò, riecheggiano all’improvviso le note di un pianoforte: c’è chi prosegue per la sua strada, e chi invece resta ammaliato da quel giovane pianista che suona a occhi chiusi. Pierre è il direttore del Conservatorio, e di musicisti ne ha conosciuti tanti: ma nessuno con un dono così straordinario. È lui il talento che cercava, quello che potrebbe risollevare la sua carriera in crisi. Quando però si avvicina, il ragazzo se ne va infastidito, pur accettando il suo biglietto da visita. Mathieu ha vent’anni e la musica è il suo segreto, di cui non parla mai con gli amici, tra un lavoro da magazziniere e qualche furto per arrotondare. Perché se vuoi sopravvivere in uno dei quartieri più malfamati di Parigi, devi essere un duro, e non c’è spazio per i sogni. Quando però viene arrestato durante una rapina, il timore di dare l’ennesima delusione a sua madre lo spinge a telefonare allo sconosciuto del biglietto. Pierre è disposto ad aiutarlo, a una condizione: dovrà scontare la pena facendo le pulizie al Conservatorio. E, soprattutto, dovrà prendere lezioni per partecipare al più importante concorso per giovani talenti. Mancano solo tre mesi e vincere sarebbe la salvezza per entrambi, ma per un ragazzo di strada è difficile liberarsi dall’ambiente violento in cui è cresciuto…

 

Finalmente è arrivato venerdì! Accarezzo l’idea di poter staccare la spina; ricordare l’atmosfera allegra e colorata della vacanze natalizie e soprattutto non vedo l’ora di rivedere le mie montagne, desidero immergermi in un romanzo, cullata dalle dolci note dei suoni della natura. A proposito di note, non vedevo l’ora di parlare di un romanzo in cui la musica è l’elemento protagonista, si tratta di Nelle tue mani di Gabriel Katz. La mia seconda lettura del nuovo anno si è rivelata una piacevole sorpresa, una storia coinvolgente dalle dolci e crude atmosfere parigine.

 

Le prime note arrivano per caso, come un sussurro nell’orecchio. Poi iniziano a formare un sentiero, una scia luminosa nel corridoio ancora buio e io le seguo d’istinto, con una sensazione di pienezza, o forse appagamento. Certo, potrei elencarle, annotarle, prevederne i movimenti e le esitazioni, ma ancora una volta non ne ho voglia.

 

Nelle tue mani è una storia di vita di difficoltà, inadeguatezza, coraggio e rivincita; ma anche di cambiamento, responsabilità e crescita. La narrazione è alternata e affidata ai due protagonisti del romanzo: da una parte abbiamo Pierre, un uomo raffinato e di classe, in altre parole il direttore del conservatorio di Parigi; nell’angolo opposto del ring lotta Mathieu, giovane ventenne che vive in un quartiere malfamato della capitale francese, ogni giorno combatte per cercare di non soffocare nella melma malavitosa in cui è immerso. Saliamo su un ascensore impazzito che, come una pallina da pin pong, ci rimbalza da un estremo all’altro; Katz rende perfettamente l’alternanza tra le modalità di espressione di un giovane dei quartieri bassi e un uomo istruito dei quartieri alti. Il suo stile di scrittura è molto coinvolgente e appassionante, uno strumento perfettamente accordato con la storia che ci racconta.

 

Per lei mi sono trascinato sul treno, poi sulla metro, mi sono sorbito l’umiliazione e questo odore di caramelle che mi dà ancora la nausea, perché ho pensato che fosse comunque meglio che non mettere nessun profumo. Mi ero sbagliato. Puzza di morto, questa roba. E soprattutto, non avrei dovuto muovermi da casa, avrei dovuto guardarmi un film, restarmene al mio posto, con i miei amici, con i poveri, in un quartiere dove non si vendono collari per cani da ventimila euro.

 

Lo scontro tra questi due mondi opposti avviene per caso, in una giornata qualunque all’interno di una stazione della metro di Parigi. Improvvisamente risuonano nell’aria le note di un pianoforte, Pierre fu subito stregato dalla musica, una musica suonata alla perfezione da una persona dotata di un immenso talento. Il talentuoso pianista si rivela essere Mathieu, un giovane cresciuto troppo in fretta in un brutto quartiere, costretto a fare a pugni con la vita e che ogni tanto riesce ad usare le sue mani per accarezzare la tastiera di un pianoforte. Pierre folgorato avvicina il ragazzo, prova a presentarsi ma viene respinto bruscamente, a stento riesce a consegnare all’artista misterioso il proprio biglietto da visita. Mathieu è stato costretto dalla vita a crescere in fretta, furono abbandonati presto dal padre e dovette assumersi doveri e responsabilità nei confronti di sua madre e del fratellino più piccolo. Andò a lavorare molto presto, tra un contratto precario e l’altro cercava di non farsi coinvolgere in truffe e rapine da parte dei suoi migliori amici, ma agli amici si sa è davvero difficile dire di no. La musica è da sempre stata la sua ancora di salvezza, il suo segreto da custodire.

 

Riaggancio. Il cuore batte, le mani tremano, non riesco a distinguere tra la vergogna, la paura, il disgusto, il rimorso che mi si mescolano in testa. E butto via il biglietto, con quella sua ridicola rosa dal gambo nero; che il vento se lo porti via, più lontano possibile. Volteggia, passa davanti alla luce, si posa sulla Senna e poi scompare nell’ombra, da dove non avrebbe mai dovuto uscire.

 

Quando ci si agita nel fango non importa quanto una persona provi a dimenarsi per uscire, l’unico risultato è affondare sempre più giù nella sua oscurità. È ciò che successe al ragazzo quando acconsentì di aiutare i suoi amici per un grosso e facile colpo; la rapina non andò secondo i piani e Mathieu fu arrestato. Impietrito dalla paura compose il numero sul biglietto da visita di quello sconosciuto, che non sapeva come mai avesse tenuto. L’aiuto di Pierre fu decisivo per evitare la galera e trasformare la pena in ore di servizi socialmente utili, in accordo con la giustizia il protagonista avrebbe fatto le pulizie al Conservatorio. Mathieu iniziò a frequentare il conservatorio, i quartieri alti di Parigi e le persone benestanti; era completamente disorientato da tutto quel lusso e benessere, si sentiva costantemente gli occhi puntati addosso perché lui era una pecora nera in quel mondo dorato. Grazie al suo talento la pena viene nuovamente commutata da Pierre: il ragazzo dovrà prendere lezioni di piano e partecipare al più importante concorso dedicato ai più talentuosi pianisti emergenti.

 

Quella di battere in ritirata è un’arte. Un’arte che padroneggio ormai da tempo sufficiente per non farmi incastrare in un secondo bicchiere di champagne, in una nuova sequela di domande che sarebbe difficile da eludere. Hanno visto abbastanza. Esattamente quanto basta.

 

Nonostante finalmente Mathieu ha la possibilità di dedicarsi alla sua passione, sembra che sia scocciato e restio ad applicarsi, quasi come se puzzasse la grande opportunità che gli viene offerta. Mantiene quasi fino alla fine questo atteggiamento ribelle e da “duro”, come se il resto delle persone fossero in ogni istante con il dito puntato su di lui, pronte a giudicarlo e bistrattarlo. Giorno per giorno il giovane si rende conto di essere davvero fortunato, si intravede altro tra i crepacci della sua corazza, si applica maggiormente, risulta più educato e fa un piccolo tentativo di integrarsi, fino a che la paura e l’inadeguatezza lo piegano, lo piegano ma non lo spezzano.
Oltre che costruire la storia di Mathieu ricostruiamo il passato di Pierre, il dolore e le difficoltà che sta attraversando perché come si sul dire, non è tutto oro ciò che luccica.

 

Le mani sfiorano la tastiera, i pedali cedono sotto i miei piedi. Questo pianoforte è la mia àncora. Non esiste altro. Solo lui e io, e le note che dormono, sospese al suo interno. Inspiro a fondo. Chiudo gli occhi. E poi, la libertà.

 

Il percorso di vita che unisce per caso i due protagonisti è emozionante, due antipodi che si scontrano e incontrano, un’amicizia reale che viene costruita giorno per giorno, risultando quasi surreale. E la musica. La musica come mezzo di unione, rinascita e rivincita è un’idea davvero meravigliosa, uno strumento potente che forse troppo spesso si sottovaluta. Nelle tue mani è un romanzo dolce e aspro, è il giorno e la notte, è il sole ed è il ghiaccio, ma soprattutto è una storia che fa sognare e regala buon umore.

 

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Giunti Editore per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
Precedente A caccia con Lea – Pancia in dentro e naso in fuori: Missione #57 Successivo Review Party: Un milione di volte buonanotte di Kristina McBride