Recensione: Il cuore dell’ombra di M. D’Amico, L. Iorio, R. Ricci (Tunué)

Il Fumetto  Trama:

Luc è un bambino occhialuto, ha origini italo francesi, una madre iperprotettiva e un grosso problema: vive da sempre nella paura a causa dell’Uomo Nero, un tizio smilzo e dal volto affilato che lo assale nel cuore della notte. Luc cerca di scacciarlo in tutti i modi, finché viene risucchiato nel suo mondo, dove le cose sono grigie, sghembe e ritorte, e i mostri temono lui quanto lui teme loro.
Questo è l’inizio di un viaggio durante il quale l’Uomo Nero farà da guida al bambino che, catapultato in luoghi esotici e pregni di folclore, imparerà ad affrontare l’ignoto e, con esso, ognuna delle sue paure. A venirne fuori è una storia pirotecnica sulla commistione tra il bene e il male, in cui la tensione si sposa alla leggerezza in un continuo rimpallo tra tinte scure, linee forti e colori cangianti.

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Recensione:

Bentornati nella nostra Stamberga, oggi vi parlerò di una bellissima Graphic Novel della collana TipiTondi di Tunuè, “Il cuore dell’ombra” di Marco D’Amico, Laura Iorio e Roberto Ricci.

Luc è un bambino pieno di paure e viene terrorizzato praticamente da ogni cosa, che sia una folata di vento o il cane dei vicini.
Il piccolo Luc è cresciuto alimentato dalla stessa paura provata dai suoi genitori i quali, dopo che la loro prima figlia è misteriosamente sparita nel nulla, hanno iniziato a fare di tutto perchè non accadesse lo stesso al loro secondo figlio, iniziando ad accudirlo in modo soffocante e proibitivo.
L’unica a trattare il bambino come tale sembra essere sua nonna che invece gli racconta di mostri e disgrazie, alimentando da un lato la sua paura di ogni cosa e spronandolo ad affrontare la vita dall’altra.

Un giorno però il bambino sembra più spaventato del solito e comincia a guardarsi attorno come se stesse aspettando che qualcosa lo colga alle spalle per fargli del male. Infatti la notte prima l’uomo nero è uscito dal suo armadio e gli ha dato una testata. Forse le storie di sua nonna non erano solo frottole come sostenevano i genitori di Luc, forse le ombre vivono accanto a noi senza che noi ce ne accorgiamo e un bambino pauroso può diventare il fulcro di un’antica battaglia fra luce ed oscurità.

Così una notte Luc viene risucchiato nel mondo delle ombre, un luogo oscuro e tetro dal quale inizierà il viaggio del nostro protagonista alla ricerca del suo coraggio.

Devo dire che questa graphic novel mi ha tenuto con il fiato sospeso fin dalla prima pagina, catapultandomi in un mondo onirico dove il confine con la realtà è sottile come un foglio di carta.
La storia parte subito con la nascita di Luc, quando veniamo a sapere della scomparsa della sorella, e continua a sorprenderci con un colpo di scena dietro l’altro. Durante le prime pagine ho provato quasi un senso di oppressione quando l’Uomo Nero seguiva Luc ovunque andasse, apparendo e scomparendo come uno spettro affamato.

Sembra quasi di vivere in un film Horror, uno di quelli in cui nella calma della vita quotidiana si viene perseguitati da qualcosa di cui non ci si riesce a liberare, inseguiti dallo sguardo di qualcuno che sta aspettando soltanto il momento giusto per colpire.

Luc è debole di carattere e ha paura praticamente di tutto, quindi una situazione del genere lo fa precipitare nel terrore più assoluto. Solo quando conosce effettivamente l’Uomo Nero e capisce che in realtà non ha nessuna intenzione di fargli del male, qualcosa scatta in Lui e capisce che forse la sua paura deriva solo dal suo pregiudizio, da un’idea sbagliata che si è fatto del mondo.
In effetti ci si aspetterebbe di essere divorati vivi da un branco di mostri orrendi, ma per fortuna quei mostri non hanno alcun interesse nello sbranare le persone, anzi, cercano di evitarle come la peste.

Una volta superato il suo pregiudizio nei confronti dei mostri infatti anche il bambino capisce che il mondo non è un ammasso di pericoli pronti ad ucciderci, bensì un’avventura da vivere giorno dopo giorno. La storia ci catapulta in un vero e proprio giro del mondo, dal Tibet al Messico, dall’Australia alla Germania e di nuovo in Francia, dandoci un assaggio di tante culture diverse fra loro, ognuna legata ai propri mostri, alle proprie tradizioni e alle proprie paure.

Un aspetto che ho amato particolarmente è stato il sogno dello sciamano australiano che mi ha riportato alla mente le storie a fumetti di Don Rosa riguardanti Paperon De Paperoni, in cui lui stesso diventa parte di un antico “sogno” o premonizione che lo guiderà verso la sua fortuna. Non so se è una citazione implicita nascosta fra le vignette, ma personalmente l’ho apprezzata moltissimo.
Da sempre amo tutto ciò che viene immerso in una sorta di dimensione onirica e questa storia sembra proprio una di quelle che spinge a riflettere il lettore, sondando la sua anima pagina dopo pagina, mostrando la realtà che si cela nei meandri del nostro subconscio, ovvero la dimensione onirica del nostro pensiero, quella più pura e creativa.

A rendere ancora più vivida questa esperienza ci sono le bellissime illustrazioni che popolano le vignette, dai colori contrastanti e decisi, che accentuano in maniera perfetta il passaggio dalla luce all’ombra. A rendere questa “dimensione onirica” ancora più credibile ci sono anche le vignette stesse che sembrano quasi liberare le immagini dai bordi, facendole svanire nel bianco della pagina.

Come sempre la qualità dei prodotti di Tunuè è eccellente, e TipiTondi, la collana con i bordi stondati, non fa certo eccezione.

Personalmente penso che questo sia un piccolo capolavoro, infatti Tunué ha fatto centro ancora una volta! In caso vi abbia convinti a leggerlo, vi lascio il link diretto all’acquisto.

Buona lettura a tutti!

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Note sugli autori:

Marco Cosimo D’Amico
(Roma, 1976). Si forma presso la Scuola Internazionale di Comics, dove conosce Roberto Ricci. Parallelamente comincia la sua carriera di sceneggiatore nel mercato francese con Moksha (editozioni R. Laffont).

Roberto Ricci
(Roma, 1976). Pubblica le prime storie brevi per Heavy Metal (USA). Nel 2001 approda in Francia con la serie Les ames d’Helios (Delcourt) e inizia la carriera da storyboardista (Break Point, Delta, L’Ombra del Tempo). Nel 2008 lavora alla serie Moksha (Robert Laffont) sia come disegnatore che come sceneggiatore (al fianco di Marco D’Amico). Con Laura Iorio realizza l’albo June Christy. Tra il 2013 e il 2014 lavora come copertinista per la rivista Splatter. Attualmente è impegnato nella serie a fumetti Urban (Futuropolis).

Laura Iorio
(Frosinone, 1982). Nel 2009, dopo aver frequentato la scuola internazionale di Comics a Roma, pubblica il suo primo albo a fumetti, June Christy, in collaborazione con Roberto Ricci e Giancarlo Di Maggio. Parallelamente al lavoro di fumettista intraprende anche la carriera da illustratrice e partecipa a varie esposizioni collettive sia in Francia che negli Stati Uniti.

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