Review Party: La fortezza del castigo di Pierpaolo Brunoldi e Antonio Santoro

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“Il passato sembrò riacciuffarlo, per trascinarlo a fondo nei gorghi gelidi dei suoi ricordi. Gli anni non avevano cancellato l’immagine dei polsi sanguinanti sotto le corde che li stringevano e sollevavano verso l’alto.”

15 Marzo

Acquistalo subito: La fortezza del castigo

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Thriller

Data di uscita: 15 Marzo
Prezzo: € 9,90
Pagine: 384

1266. Francia, convento di Mantes. L’inquisitore Marcus attende nell’ombra l’arrivo di un frate. È deciso a strappargli a ogni costo la verità su un libro segreto che minaccia di scuotere le fondamenta della Chiesa…
1214. Italia, Altopascio, dimora dei Cavalieri del Tau. Il francescano Bonaventura da Iseo, esperto nelle arti alchemiche, apprende con sgomento la notizia della scomparsa del suo mentore, Francesco d’Assisi, e riceve, dalle mani grondanti sangue di un confratello, un misterioso manoscritto che dovrà custodire anche a costo della propria vita. Determinato a trovare e liberare Francesco, Bonaventura decide di mettersi in viaggio: tra bui conventi e infidi manieri, scoprirà che il maestro aveva con sé l’unica reliquia in grado di sconfiggere le forze del male e impedire l’avvento dell’Anticristo. Sulle tracce del frate d’Assisi, il monaco e i suoi compagni di avventura arriveranno fino alla rocca maledetta di Montségur, fortezza inespugnabile degli eretici catari…
 

Bonaventura d’Iseo pensò a quando, per la prima volta, aveva seguito quel tratto di fiume per raggiungere Parigi. Era pieno di speranze allora e desideroso di incamminarsi per le vie del mondo.”

Source: Pinterest

Apriamo il nostro giovedì con il review party dedicato al romanzo di Pierpaolo Brunoldi e Antonio Santoro, “La fortezza del castigo”, in uscita proprio oggi per Newton Compton Editori.

Ci sto prendendo gusto con i romanzi a quattro mani, lo so. Personalmente adoro vedere due mondi entrare a contatto e scoprire cosa uscirà fuori dal loro “scontro” creativo.  Nel caso del team Brunoldi – Santoro è nato un romanzo compatto, curato nei minimi dettagli, a livello storico, religioso e culturale.

Il Medioevo raccontato dai due autori è intinto di falsi miti, miscredenze e paura di ciò che non si conosce ed è qui che le tenebre affondano le radici e il sottile ed invisibile equilibrio fra bene e male dipende essenzialmente da che parte pende l’ago della bilancia, maggiore è l’influenza di una per soffocare l’altra. È anche un secolo dove il potere significava tutto per entrambi i poli che regnavano: Stato e Chiesa. In particolare per quest’ultima che usava la fede come un’arma vera e propria per dominare chiunque, nascondendosi dietro la minaccia della dannazione eterna.

In questo le due penne sono state abili a riportare a galla l’atmosfera che si respirava all’epoca, mettendo in scena realtà e finzione mescolata a regola d’arte, dove i personaggi si muovono in maniera fluida fra le pieghe della storia, portando a loro modo una nuova prospettiva a un’era dominata dalla devastazione, dalla guerra e dall’imprudente abuso di potere.

“Devi essere più saggia, Fleur. A volte la realtà non è esattamente quella che appare, ma sei giovane e imparerai.”

Source: Pinterest

Il romanzo racconta del viaggio di Bonaventura d’Iseo nella ricerca del suo mentore, Francesco d’Assisi, scomparso all’improvviso, e allo stesso tempo del suo tentativo di contrastare l’avvento dell’Anticristo.

Dietro questa affannata ricerca il vero nemico del francescano è la verità che si nasconde all’ombra dei fatti. Come accade spesso in questo genere di storie ciò che conta non è la meta da raggiungere, il nemico da abbattere o il mistero da svelare, bensì ciò che tiene le redini di tutta la storia è il viaggio che ci condurrà fino al monastero francese, lo stesso che vediamo all’inizio della storia e che soltanto dopo riusciamo ad inquadrare per quello che è.

La storia sembra un Ouroboros, un immenso serpente che mangia la sua stessa coda, infatti lì dove inizia tutto avrà fine. Come ho già detto, ciò che conta durante la narrazione non è la meta ma il viaggio, infatti nel suo peregrinare Bonaventura d’Iseo entrerà in contatto, ancora una volta, con l’occulto.

Tutto sembra ricondurre ad un medaglione che René Annecy ha regalato a Fleur, figlia di Duccio da Cortona, il capo delle guardie di Assisi, affinchè lo custodisse anche a costo della sua stessa vita. Quello che nessuno dei due, Bonaventura e la stessa ragazza, avrebbero mai pensato è di ritrovarsi l’uno sulla strada dell’altro ed è da quel incontro che la storia comincia a prendere una ancora più oscura dell’era nella quale è ambientata.

“Il male affonda le sue radici solo ed esclusivamente nella volontà umana.”

Source: Pinterest

Personalmente Fleur è uno dei personaggi che ho più amato in questo romanzo. Parliamo di una giovane ragazza additata dalla società in quanto diversa nel suo modo di pensare e agire, non ha mai fatto dei suoi limiti la sua debolezza ma il suo punto di forza e questo l’ha spinta a cacciarsi nei guai. È un personaggio che nessuno riesce a piegare e spezzare, questo perché dentro di lei arde la fiamma di una vera guerriera.

Dall’altra parte abbiamo il frate “mago” o “alchimista” che al contrario di Fleur è più saggio e paziente. Non si butta impulsivamente in una situazione, interviene solo se è necessario. Sono due personaggi che si completano fra di loro. Quello che manca a uno ce l’ha l’altro e questo rende la loro unione equilibrata.

Questo thriller storico ha tutti gli ingredienti per tenere in pugno il più scettico dei lettori. I due autori si compensano a vicenda, riempiendo l’uno le mancanze dell’altro e viceversa, rendendo la lettura un piacere per gli occhi e per la mente.

“La fortezza del castigo” è un viaggio colmo d’insidie, dove dietro ogni angolo si nascondono le tenebre più oscure, pronte ad inghiottire qualsiasi luce.

May the Force be with you!
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