Showtime: The Good Doctor (stagione 2)

 

Un’altra mia grandissima passione sono le Serie Tv, ne sono dipendente fin da quando ero ragazzina, quando ancora bisognava aspettare con ansia l’ora della puntata giornaliera…e se a causa di qualche impegno si perdeva l’appuntamento? Il trucco era armarsi di tanta fortuna per riuscire nella missione, di un videoregistratore e una cassetta per non perdere la puntata! Ora fortunatamente è più facile avere accesso a tantissimi intriganti telefilm, giusto per alimentare sempre di più la dipendenza!

 

 

In questo clima particolare reso teso e denso dalla preoccupante presenza del Covid-19 ho trovato abbastanza terapeutica e rassicurante la visione di The Good Doctor. Io sono una persona davvero germofobica, sto vivendo con parecchia ansia queste ore di caos e incertezza nella mia città, anche se sono abbasta sorpresa dal mio livello momentaneo di self-control. L’atmosfera che si respira è davvero pesante e surreale, sembra di vivere a tratti in un film post apocalittico in cui i supermercati vengono presi d’assalto, le corsie prima colorate ora sono vuote e desolate, così come le strade. Seguire la seconda stagione di The Good Doctor si sta rivelando terapeutico per me, conoscere le storie gestite da questo team di esperti mi fa dormire un po’ più sicura e mi aiuta a non cedere completamente alla psicosi.

La situazione è grave e la preoccupazione è tanta, credo sia fondamentale in questi casi trovare nel caos il proprio angolo di tranquillità che ci faccia rimanere lucidi e ancorati alla realtà. Non so bene per quale motivo ma per me The Good Doctor ha funzionato, mi ha caricata di energia positiva specialmente la doppia puntata dedicata ad un pericoloso virus importato da un paese tropicale, nonostante la pericolosità e le perdite la situazione è stata gestita e risolta al meglio.

 

 

Le puntate di The Good Doctor rimangono per lo più autoconclusive, abbiamo una serie di casi medici che i protagonisti affrontano con impegno e passione, fortunatamente per rispettare la veridicità della vita non tutte le storie sono a lieto fine. In questa tipologia di telefilm la parte emotiva ed empatica è davvero importante per essere coinvolti al meglio dalla storia, io mi sono emozionata molto a seguire gli sviluppi delle vicende al St. Bonaventure Hospital. La componente particolare di questa serie tv è la patologia che caratterizza Shaun, il protagonista è sicuramente una fonte di ispirazione perché nonostante le proprie difficoltà arriva ad essere un ottimo chirurgo. In questa particolare stagione Shaun fa degli importanti piccoli cambiamenti, i cambiamenti per lui sono eventi destabilizzanti perché ci fa capire che è il resto del mondo che dovrebbe plasmarsi intorno a lui e mai il contrario. Shaun con l’aiuto del suo mentore Glassman, dei chirurghi, dottoressa Lim e dottor Melendez, che guidano lui e gli altri specializzandi nel loro percorso di formazione e della sua cara amica Lia compie passi da gigante nell’intessere le relazioni personali.

Questa stagione sarà davvero dura e complessa per il protagonista, dovrà affrontare la malattia di un caro amico e cercare di capire il modo migliore per stargli accanto durante questa battaglia, mettendo da parte le proprie convinzioni scientifiche. Si riterrà necessario inserire al St. Bonaventure Hospital un primario di chirurgia sul campo, la scelta del presidente cadrà su un dottore fino a quel momento esterno all’ospedale che porterà molto scompiglio tra le righe del St. Bonaventure, regalando un finale davvero scioccante che invoglia lo spettatore a tuffarsi immediatamente nella terza stagione.

 

 

The Good Doctor è un telefilm che è riuscito a regalarmi molte emozioni, mi auguro vivamente che questa serie tv prosegui oltre la nuova stagione che è attualmente in trasmissione. Personalmente ho trovato che la seconda stagione sia più complessa a livello di trama rispetto alla prima, inoltre il finale è riuscito a lasciarmi di sasso; ok, risulta poco innovativa ma infondo quanto si può spaziare in un telefilm medico? Viene posto molto l’accento sulla patologia che affligge il protagonista ma infondo credo sia giusto così, è la caratteristica che rende particolare The Good Doctor: mostrare chiaramente tutte le difficoltà che una persona con l’autismo è costretta ad affrontare, anche il cambiamento più banale si può trasformare per loro in uno scoglio insormontabile.
Bello, bello, bello! Mi sono affezionata molto ai protagonisti di The Good Doctor, non vedo l’ora sia venerdì anche per questo motivo!

 

 

 

 

May the Force be with you!
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Informazioni su Deborah

Io sono Deborah, una ragazza sognatrice e fantasiosa; con una grande passione per i libri, i film e la scrittura. Sono una ragazza dinamica e attiva, ma quando sento nominare la parola “maratona” mi vedo sul divano con coperta e popcorn a guardare puntate su puntate di serie tv, o la saga completa dei film di Harry Potter!

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