Terreno di sepoltura di Davide Camparsi | Recensione di Sandy

“Poi però c’era stata la frana. Non si trattava di gente del paese in questo caso, ma ne erano morti sette sotto la roccia che si era staccata da un costone del Corno Nero, senza alcun preavviso.”

IL ROMANZO

Acquistalo subito: Terreno di sepoltura

Editore: Nero Press
Formato: EPUB
Prezzo: € 0,99

Una terra maledetta, un segreto che affonda le radici in un orrore antico come il mondo.
Harold lo sa bene e suo è il compito di proteggere questo segreto. Ma fino a che punto è lecito compiere il male a favore di un bene più grande? O sacrificare degli innocenti per salvare i propri cari?
Sono queste le domande che affliggono Harold mentre impugna la vanga contro il profilo tenebroso del Corno Nero. Interrogativi che ben presto tormenteranno anche suo figlio, Piccolo Jack, perché quello sotto la montagna è un dio volubile, primordiale e soprattutto affamato.
E qualcuno lo deve nutrire.

Let’s talk about “Terreno di sepoltura”

 

“Harold guardava, ma non sentiva nulla. Solo la stanchezza. E la cosa famelica al di sotto del terreno di sepoltura.”

Oggi vi propongo “Terreno di sepoltura” di Davide Camparsi, pubblicato da Nero Press. Questo è un racconto vincitore della terza edizione dell’Horror Polidori e leggendolo si capisce il motivo della vittoria. Davide Camparsi per me è una piacevole rivelazione, in grado di catturare la mia attenzione e saziare il mio appetito, sempre alla costante ricerca di una lettura interessante, che oltre ad affascinare riesca a mantenere vivo il mio interesse fino alla fine.
Per l’autore la terra ha una fame insaziabile e per quanto venga nutrita, curata, non è mai abbastanza, vuole sempre di più. In questo scenario cruento si muovono i personaggi abilmente descritti da Camparsi, soggetti i quali svolgono il loro compito, smettendo (almeno in apparenza) di chiedersi il motivo per il quale debbano adempiere a tale compito. Ormai è una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, da padre a figlio e così via. Quello che avrebbe dovuto essere un luogo dove svagarsi o un punto qualsiasi dove vivere un’esistenza pacifica diviene un luogo di “sepoltura”, come il titolo stesso dell’opera suggerisce. La terra cela qualcosa di orribile sempre pronta a scagliarsi contro chi non colmerà il vuoto lasciato dalla fame.

“Non ci sono innocenti. C’è solo la fame, e quel che deve essere fatto per saziarla.”

Su questo terreno si muovono i tre personaggi che popolano il romanzo, uno a uno sempre più afflitti da incertezze e rimorsi con i quali convivono, ciò nonostante le loro esistenze continuano a svilupparsi attorno al mistero che si cela sottoterra.

Il racconto si legge tutto d’un fiato, senza accorgersi del tempo che passa, è come se si fosse sospesi dentro a un limbo dal quale è difficile uscire, anche grazie alla storia ben costruita dentro la quale si muovono i protagonisti della storia. Per Camparsi sembra quasi che l’uomo, nonostante tenti di andare contro al suo destino, non è mai abbastanza. Resta un piccolo granello di sabbia nella sabbia, spazzato via dall’immensità del pianeta nel quale abita.

Resta senza dubbio uno dei racconti più interessanti che abbia mai letto, sicuramente approfondirò l’autore. Lo stile non è elaborato eppure riesce ad evocare immagini, situazioni e suoni, attraverso una prosa intrigante che scandisce il ritmo del racconto.

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