Tutta colpa di Mr Darcy di Shannon Hale | Recensione di Sandy

“Orgoglio e pregiudizio era la storia d’amore più bella e struggente che avesse mai letto, che la trafiggeva e la faceva rabbrividire.”

IL ROMANZO

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Perché nessun uomo è e sarà mai Fitzwilliam Darcy – tranne Colin Firth nella migliore interpretazione della sua carriera, si capisce. Così, anche se Jane è una single trentenne che potrebbe godersi la vita a New York, le sue chance in amore sono regolarmente sabotate dalla sua fissazione platonica. Finché un viaggio la porta dove ha sempre sognato di andare: complice l’eredità di una prozia, Jane parte per Pembrook Park, Inghilterra. L’unico posto dove, tra costumi d’epoca, carrozze, balli di gala e rigida etichetta, per una modica cifra anche tu puoi vivere il tuo sogno austeniano. E magari innamorarti¿ Nella villa fuori dal tempo che la accoglie, piena di stanze e servitù, tra personaggi bizzarri che non si fanno problemi a vivere per qualche giorno nel passato, Jane conoscerà un giardiniere belloccio, ma si scontrerà anche con un gentiluomo che si crede un po’ troppo affascinante. E forse vivrà finalmente il sogno più bello. Quello da vivere nella realtà. Un romanzo delizioso, per le appassionate di Jane Austen, ma soprattutto per chi ha voglia di concedersi una storia semplicemente e meravigliosamente romantica.

Let’s talk about “Austenland”

 

“Chi può dire quale sarà la tua storia? Quindi vai a prenderti il tuo e vissero felici e contenti.”

Oggi parliamo di un romanzo leggero, perfetto per una lettura sotto l’ombrellone. In quest’estate rovente c’è bisogno di qualcosa che riesca a distrarre e in questo senso Shannon Hale riesce a trovare un terreno fertile in questa commedia in cui la protagonista è ossessionata da Jane Austen.

Jane Hayes è la classica donna alle prese con un’ossessione, per lei è Mr Darcy. Sin da quando era ragazzina ha sempre sognato di trovare un Darcy e di avere il suo lieto fine, col tempo però il sogno da ragazzina non è mai sfumato. Ogni storiella, per quanto breve, per lei era qualcosa di importante e nel giro di pochissimo tempo affibbiava al ragazzo di turno con il quale usciva l’epiteto di “fidanzato”, facendo fuggire ogni ragazzo a gambe levate. A trentatrè anni è disperata e non sa che cosa fare e tanto meno dove sbattere la testa, questo fino a quando la sua prozia Carolyn non le lascia in eredità una vacanza di tre settimane a Pembrook, in Inghilterra. Per lei quella vacanza potrebbe rappresentare la svolta decisiva, ora che ha deciso di chiudere ufficialmente con la ricerca di un Darcy perfetto da sposare.

“La completa immersione nel periodo della Reggenza è l’unico modo per sperimentare davvero l’Inghilterra di Jane Austen.”

 Pembrook Park non è un posto come gli altri, si tratta di un parco a tema nel quale bisogna immedesimarsi nei panni degli abitanti del 1800, gli anni della grandiosa Jane Austen.

Per Jane rappresenta la sua chance di poter vivere qualcosa di unico, ma Mrs. Wattlesbrook non sembra gradire la presenza della sua nuova ospite, questo perché la sua vacanza consiste in un regalo e dopo aver indagato sulla storia finanziaria della famiglia Hayes si è resa conto che lei non potrà essere di alcun aiuto per diffondere la voce. Da vera snob la proprietaria spiega a Jane come dovrà comportarsi, ma prima occorre darle un cognome più consono alla situazione, perciò da quel momento si chiamerà Jane Erstwhile. Per godersi l’esperienza bisogna calarsi completamente nel ruolo, questo comporta imparare gli usi e costumi dell’epoca. Niente discorsi fuori luogo, nessuno potrà toccarsi a meno che l’occasione non lo richieda e cosa più importante, uomini e donne non potranno stare nella stessa stanza senza che ci sia un supervisore.

“In quel momento era all’inizio di qualcosa. Sul bordo del trampolino, pronta a tuffarsi. Era deciso: quella vacanza, a differenza delle sue storie, avrebbe avuto un finale bellissimo.”

 Jane viene catapultata nel 1800 tra carrozze e sedute pomeridiane a parlare davanti a una tazza di thè o di lunghe passeggiate, è in questo ambiente che donne influenti fanno di tutto pur di partecipare all’esperienza, solo per provare il brio di essere corteggiate da attori calati perfettamente nella parte. Chiunque decida di andare ad Austeland sa già cosa l’aspetta, ma per Jane si tratta di un’esperienza unica, nella quale non ha mai recitato, come altri partecipanti, pur essendo mal vista dalla proprietaria, ha mantenuto la sua integrità come persona. Questo genere di avventura ha portato con sè qualcosa, le ha permesso di crescere e di vedere che c’è altro oltre la sua ossessione per Darcy e così, parallelamente alla sua storia, leggiamo anche dei diversi fallimenti della sua vita amorosa, uomini che sono entrati e usciti dalla sua vita, lasciando dietro un vuoto che tenta di colmare cercando a tutti gli effetti un suo Mr Darcy. Quelle tre settimane un cambiamento lo portano, da che era immatura e sempre pronta a buttarsi alla prima storia che le capitasse, ora è più riflessiva. Il lupo perde il pelo ma non il vizio e la nostra Jane non è da meno, pur non avendo Darcy nella testa troverà il suo lieto fine.

“Era a Pembrook Park, un posto dove le donne sborsano un sacco di soldi per rimorchiare uomini pagati per adorarle.”

“Tutta colpa di Mr Darcy” o “Austenland” è il viaggio di Jane, che involontariamente la porta a riscoprire sè stessa. Chi avrebbe mai potuto immaginare che un parco a tema potesse permetterle di portarsi a casa qualcosa di unico?

È ironico che il suo nome sia lo stessa della scrittrice omonimo dalla quale Shannon Hale ha preso spunto. Senza dubbio questo è un libro che lascia il tempo che trova, una di quelle commedie fatte per essere lette in quel momento e che non hanno bisogno di essere rilette, almeno per me, che in questo romanzo ho solo trovato un pretesto di distrazione in questa giornata calda e che non è più di questo.

Ho trovato Jane decisamente troppo esagerata, credo che il suo problema principale sia la mancanza di amore verso sè stessa, che la spinge sempre e comunque a voler trovare per forza l’amore anche nei posti più disparati. L’amore non è qualcosa che bisogna creare in maniera forzata, ma è un sentimento che si sviluppa nel tempo e come tale è imprevedibile, arrivare a 33 anni e non averlo trovato non deve essere fonte di disperazione. Prima di trovare un partner bisogna amare sè stessi e se lei lo avesse fatto, forse ora non avrebbe vissuto tutti quei fallimenti o forse si, chi può dirlo, ma voler controllare tutto, persino l’amore, questo no.

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