BLOGTOUR: La donna che cancellava i ricordi di Brian Freeman – Recensione

Benvenuti alla terza tappa del blogtour dedicata al romanzo “La donna che cancellava i ricordi” di Brian Freeman, uscito il 4 aprile per Piemme.

IL ROMANZO

Prezzo: € 18,50

Acquistalo subito: La donna che cancellava i ricordi

Si chiama Frankie Stein. Lavora a San Francisco. Se credi ai miracoli, chiamala, e i brutti ricordi spariranno. Per alcuni è capace di pura magia. Per altri, si diverte un po’ troppo a giocare a essere Dio. In ogni caso, che se ne pensi bene o male, la dottoressa Frankie Stein fa parlare di sé a San Francisco: ha sviluppato un controverso metodo di ipnosi in grado di cancellare il ricordo di eventi traumatici, ricostruendoli in modo da “diminuire” il coinvolgimento del soggetto. Non tutti ci credono; tra i più scettici il detective della Omicidi Frost Easton – che spesso si ritrova a dover collaborare con Frankie in tribunale. Frost è un uomo con un passato ingombrante, che ha imparato a sue spese che non esistono i miracoli. E nemmeno le coincidenze. E infatti, quando una serie di donne ritrovate morte in zone diverse della città vengono identificate tutte come ex pazienti della dottoressa Stein, Frost sa che dovrà partire da lei per capire chi si nasconde dietro gli omicidi. Se vogliono fermare il serial killer che sta terrorizzando la città del Golden Gate, Frankie e Frost dovranno così navigare, insieme, le acque burrascose di un’indagine sempre più intricata, imparando ad apprezzarsi a vicenda. Mentre il killer continua a colpire: chi sarà la prossima vittima?

Let’s talk about “The Night Bird”

E se cancellare un ricordo spiacevole fosse possibile? Se con la guida di una terapista si potesse far scomparire fobie, paure e ansie?

Ingorgo stradale sul Bay Bridge di San Francisco. A bordo di una macchina Brynn e Lucy aspettano di proseguire. L’attesa è lunga e per distrare Lucy l’altra comincia ad intonare un pezzo in onda alla radio. La situazione comincia a degenerare quando un uomo mascherato sorride alla ragazza dal finestrino. È questione di un momento e Brynn comincia ad andare fuori di testa. Scende dalla macchina, urlando e graffiandosi il viso, come per scacciare chissà quale mostro dalla sua vista. Senza ulteriori indugi, la giovane e spensierata Brynn precipita giù dal ponte, lasciando incredula la sua amica.

“Nulla più la tratteneva. Era libera. Cadde agitando le braccia.”

 

La morte di Brynn Lansing non è la sola a risultare inspiegabile. Due mesi prima un’altra donna, Monica Farr, si era tolta la vita, sparandosi al matrimonio di una sua conoscente. Il filo sottile che lega gli omicidi è la dottoressa Francesca “Frankie” Stein, una psichiatra che si occupa di modellare i ricordi delle persone per aiutarli a superare le loro fobie.

“La definivano maestra della memoria. Aiuta le persone a dimenticare le brutte cose.”

La terapia a cui sottopone i suoi pazienti è complessa e delicata, non si tratta soltanto di aiutare a superare una fobia o un blocco bensì di plasmare un ricordo e farlo diventare qualcosa di diverso. Le persone che si rivolgono a lei sono coloro che non riescono più a tenere sotto controllo le proprie paure, soggetti spesso emarginati o impauriti dal loro passato.

“La terribile ironia, per Frankie, era che i suoi pazienti dimenticavano il passato, ma lei custodiva i loro segreti nella sua mente.”

La dottoressa Stein vive in bilico tra la sua carriera e il suo stato d’animo attuale, la morte di suo padre dovrebbe essere una brutta battosta ma invece si rivela quasi una liberazione e di questo si sente a disagio. L’unica soddisfazione della vita è essere brava nel suo lavoro. Dall’altra parte Jason, suo marito, è simile a lei. Contano più i successi che altro. 

“Tutti avevano una cosa in comune. Erano tormentati dai ricordi e volevano esorcizzare i propri fantasmi.”

Per Frost Easton non si tratta più di una coincidenza. Decide di interrogare Lucy Hagen, l’amica della vittima e ricostruire insieme gli eventi che hanno portato Brynn a prendere quella drastica decisione. Scavando a fondo si renderà conto che la chiave di tutto è la dottoressa Stein. Nel frattempo il serial killer, The Night Bird, prosegue con il suo piano, questa volta alzando la posta in gioco. Non gli basta indirizzare frasettine alla Stein, vuole spezzarla e piegarla a sua volontà. Per questo motivo sceglie Christie Park come vittima, mandando un ultimatum alla psichiatra afinchè capisca che fa sul serio. L’Uccello Notturno la tiene d’occhio e la prova evidente è il suicidio della terza vittima.

Todd Ferris, un suo ex paziente, riappare dal nulla confessando a Frankie di avere strani ricordi sulle vittime, farneticando di una stanza e di torture da parte di questo uomo mascherato con un sorriso grottesco e gli occhi simili a una mosca. Frost comprende che il vero bersaglio del killer è Stein; l’assassino attraverso l’uso dell’ipnosi plasma i pazienti della psichiatra, inducendoli a uno stato di confusione non appena parte una determinata canzone. Sarà solo l’inizio di una escalation di terrore e caos allo stato puro.

“Le persone credevano che i ricordi fossero fissi, ma nulla era più lontano dalla realtà. Ogni volta che un ricordo veniva tirato giù dallo scaffale della memoria e poi rimesso a posto, non era più quello di prima.”

Ricordi e fobie sono gli ingredienti chiave di questo thriller dal ritmo serrato con il quale Brian Freeman ritorna sulla scena, rimembrandoci che con la memoria non si scherza. Ogni indizio è un vicolo cieco e il killer fa del suo anonimato il suo punto di forza, sbeffeggiando Frost di non riuscire a stare al suo passo e dimostrando alla psichiatra di sapere il fatto suo quando si tratta di giocare con la mente delle persone. Ha dalla sua non solo l’abilità di riuscire nella stessa impresa di Frankie ma di passare al livello successivo, ovvero dimostrare di poter scatenare un’ondata di crimine senza sporcarsi le mani, restando comodamente ad osservare la psiche di una mente che si spezza, un corpo che barcolla e una vita che si interrompe. Il tempio della memoria di cui si serve la dottoressa Stein diventerà la sua stessa prigione. Riuscirà ad avere la meglio?
I personaggi sono tratteggiati a regola d’arte, come soltanto Freeman avrebbe potuto fare, regalando un thriller ad alta tensione, dove non tutto risulta scontato. Nonostante avesse ben piazzato molti indizi lungo le pagine, ho cominciato ad incastrare solo in un secondo momento tutti i tasselli del puzzle. Il caso è indubbiamente intrigante, ricco di fascino e suggestioni e rende “La donna che cancellava i ricordi” uno dei migliori thriller che ho letto quest’anno.

 

Siete curiosi, eh? Vi lascio il calendario con le prossime tappe del blogtour e vi consiglio di non lasciarvi sfuggire il libro.

18 APRILE: Presentazione del romanzo – Bookspedia

19 APRILE: Focus on – Illustrazione – The room tales

20 APRILE: Recensione – La stamberga d’Inchiostro

21 APRILE: L’autore e Intervista – Chiara in bookland

22 APRILE: Tema e Approfondimento – Un libro, mille emozioni

23 APRILE: 5 motivi per leggere il romanzo – Vivere tra le righe

 

 

 

Note sull’autore – Brian Freeman:

È tra i maggiori autori di thriller americani e i suoi romanzi sono pubblicati in quarantasei paesi. Ha esordito con Immoral (Piemme, 2006), che ha vinto il Macavity Award come migliore opera prima. Con Il veleno nel sangue (Piemme, 2013) ha vinto gli International Thriller Awards per il miglior romanzo dell’anno. Tra i suoi più recenti thriller Io sono tornato (Piemme, 2015) e La ragazza di pietra, preceduto dalla short story Polvere alla polvere (Piemme, 2014) – questi ultimi con protagonista il suo personaggio più amato, il detective Jonathan Stride. In Italia, Freeman è stato molto apprezzato da Giorgio Faletti. Vive in Minnesota con la moglie.

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Lascia un commento
Precedente Recensione: Benvenuti di Barroux (Edizioni Clichy) Successivo Tempo di Libri: Edward. Il mistero del Re di Auramala di Ivan Fowler (Piemme Edizioni)