Araldi del vuoto: Le dispettose creature di Follettiana (ABEditore)

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Draculea era soltanto l’inizio. Da oggi il Piccolo Popolo invade tutte le nostre librerie con Follettiana, il secondo volume della collana Ombre e Creature di ABEditore che questa volta è curato e tradotto da Pietro Guarriello.

Data di uscita: 21 Ottobre

Acquistalo subito: Follettiana

Editore: ABEditore
Collana: Ombre e Creature
A cura di: Pietro Guarriello
Traduzione: Pietro Guarriello
Racconti di: Grierson, Bowker, Crofton Croker, Esenwein e Stockard, Blackwood, Hogg, Molesworth, Saki, Lang, Ozaki, Im Bang e Yi Ryuk, Rouse, Roggero, Serao
Prezzo: € 15,00
Pagine: 236

“Con questa antologia di racconti classici, scelti tra quelli meno noti e inediti, riportiamo i folletti in una dimensione adulta, restituendo loro la patina di mistero che hanno perso strada facendo; sono storie per lo più inquietanti, che attingono dalla tradizione orale del folklore o che rimandano alla matrice soprannaturale che ne circondava la figura nei tempi passati. E per questo sono storie capaci di far provare un brivido anche nella magia. Troviamo quindi folletti oscuri e folletti bizzarri, pericolosi o semplicemente dispettosi, tra brownie, goblin e monacelli. Tornano “in vita” in 14 racconti che attingono al ricco patrimonio di tutto il mondo, soprattutto britannico, e svelano anche nella narrativa l’intricato rapporto tra la produzione culturale, i miti, e le credenze di ogni popolo e paese.” (dalla prefazione di Pietro Guarriello)

Tra tutte le creature fantastiche le più dispettose, misteriose e probabilmente le più pericolose sono i folletti, il cosiddetto Piccolo Popolo o Popolo Gentile, una razza di piccoli ometti deformi dotati di poteri fatati fra i più svariati. Pietro Guarriello ci introduce nel mondo di queste creature folcloristiche attraverso i racconti che ci descrivono vicende assurde, in alcuni casi al limite dell’orrore, accadimenti inspiegabili alimentati dalla superstizione e dalla paura, tutto questo magistralmente introdotto da un esaustivo incipit dell’autore stesso.

Molti confondono i folletti con altre creature simili, ritenendoli sempre gentili e graziosi, e in alcuni casi è così, ma secondo i canoni della superstizione questi piccoli esseri sanno essere molto dispettosi, da sempre a disposizione per i lavori più umili e faticosi, ma allo stesso tempo avvezzi alle maledizioni più assurde. È nel cuore della Britannia che il piccolo popolo trova le sue origini, fra le rovine dei castelli e i boschi più impervi, nel cuore pulsante dell’Antica Inghilterra le cui storie vanno di pari passo con famose leggende come quella di Re Artù e William Wallace. 

È curioso come col passare del tempo questa figura abbia trovato una forma sempre più tangibile, più precisa, sia nei modi di fare che nel suo aspetto fisico, fino al punto da arrivare ad avere un proprio canone corporeo, che identificava questi piccoli esseri come creature maledette, dei veri e propri demonietti, a volte definiti imp, piccoli mostri in grado di trasferire le proprie maledizioni agli altri, non tanto per un motivo specifico quanto perché in grado di farlo. 

Instagram: @brivididicarta | Illustrazione di @carlo.salvato

Considerato tutto questo, potremmo dire che fin dai tempi antichi l’uomo ha sempre sperato di risolvere i propri problemi con la magia e in qualche modo i folletti rappresentano la punizione per tutti coloro che cercavano la via più facile, infatti incrociare un folletto equivaleva a dire di essere stati maledetti, uno di loro poteva arare il campo, ma se non avesse trovato cibo a sufficienza una volta finito il lavoro le conseguenze sarebbero state tragiche.

Esistono numerosi racconti e documenti che cercano di mettere a fuoco le origini dei folletti, qualcuno pensava si trattasse di anime intrappolate sulla terra incapaci di liberarsi dei propri tormenti. Una teoria che ho trovato molto affascinante è quella secondo cui i folletti non sarebbero altro che le anime dei bambini non battezzati reincarnati in questi esseri maledetti e storpi e condannati a tormentare gli esseri umani. Secondo il cristianesimo invece si trattava di angeli caduti, ma per molti altri la loro origine è da ricercarsi negli elementi in quanto rappresentavano le briciole di quello che era stato il paganesimo, distrutto definitivamente dall’avvento del cristianesimo. 

È importante quindi prestare attenzione anche all’origine del nome, folletus, coniato da Gervasio di Tilbury nella sua opera del 1214, Otia Imperalia, nella quale fa risalire questo sostantivo alla parola fols, che vuol dire folle, facendo così intendere che tutto ciò che riguarda i folletti è da ritenersi imprevedibile ma soprattutto folle. Lo dimostrano anche i 14 racconti presenti in questo volume, un viaggio intrigante alla scoperta dei folletti in tutte le loro varianti.

Voce dopo voce vediamo come il folclore influenza le penne degli autori che si sono cimentati nel descrivere situazioni bizzarre, per la maggior parte tetre e di forte impatto, tutte storie che hanno in comune la follia legata a queste creature e anche alla loro misteriosa natura che si fatica ad identificare in maniera concreta. Sebbene però il loro carattere resta imprevedibile i folletti ci sono stati minuziosamente descritti dallo stesso Gervasio di Tilbury che nei suoi scritti ne parla quasi come se li avesse avuti davanti.

Curato nei minimi dettagli secondo l’arte dei mastri di ABEditore, Follettiana non è altro che un portale verso il mondo fatato, ma non quello che si racconta nelle favole dei bambini, questo è un reame fatto di piccoli mostriciattoli oscuri e dispettosi nascosti fra le fronde, pronti ad assalire gli esseri umani con le loro maledizioni. E se dopo averlo letto vi accorgete che casa vostra è sottosopra, vi sentite tirare i capelli o qualcuno vicino a voi comincia a comportarsi in maniera assai bizzarra è molto probabile che ci sia un folletto nascosto da qualche parte.

«Nelle loro varie manifestazioni, questi spiritelli del mondo naturale diventano quindi elementi fondamentali del pensiero esoterico vittoriano, che provvede a sistematizzarli, a classificarli e a renderli in qualche modo credibili».

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di ABEditore per la copia omaggio.

 

 

 

 

 

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