INK’S CORNER: Ar-Men. L’inferno degli inferni di Emmanuel Lepage

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Arriva oggi nelle nostre librerie un nuovo graphic novel per Tunué, si tratta di “Ar-Men. L’inferno degli inferni” di Emmanuel Lepage, tradotto da Stefano Andrea Cresti.

Data di uscita: 6 Giugno

Acquistalo subito: Ar-Men

Editore: Tunué
Collana: Prospero’s Books Extra
Traduzione: Stefano Andrea Cresti

Prezzo: € 27,00
Pagine: 96

Germain, uno dei guardiani di Ar-Men, solitario e temerario, nell’Inferno degli inferni ha trovato il suo posto fra la furia delle onde e le lunghe guardie notturne; qui può convivere con i suoi fantasmi tra ricordi, storie e leggende. E quando la porta del faro cede durante una tempesta che allaga la torre, sotto l’intonaco scrostato dai muri Germain trova un tesoro: delle scritte lasciate lì da qualcuno: frasi, una storia, la storia di Moïzez, un ragazzo sopravvissuto a un naufragio sull’Île de Sein che prese poi parte ai lavori di costruzione del faro. Emmanuel Lepage combina finzione e documentario, epico quanto intimo.

Suggestivo e travolgente come lo sanno essere soltanto i Prospero, anche questa volta una ventata d’aria fresca è accompagnata dalla brezza marina che ci sussurra l’incredibile storia del faro di Ar-Men, costruito tra 1867 e 1881, ai confini della Chaussée de Sein, in Bretagna. Ci sono voluti 14 anni per costruirlo e altri 17 per consolidarlo, non a caso viene chiamato “L’Enfer des Enfers” per le diverse tragedie che si sono consumate tra i suoi scogli. 

Emmanuel Lepage riesce ad incantarci con una storia unica che riesce a scavare nei meandri dell’animo umano, suscitando emozioni così forti da lasciare senza parole chi legge. I suoi disegni sono espressivi e davvero realistici, ma allo stesso tempo riescono ad evocare sensazioni e situazioni quasi fantastiche, ed è proprio questo che spinge i lettori ad inoltrarsi nella sua storia, o meglio nella storia del faro, raccontata da chi ha vissuto al suo interno e ha avuto la possibilità di scorgere nel passato, tramando come se si faceva un tempo storie ai posteri, mantenendo così in vita il vero spirito di coloro che hanno solcato i mari e di quegli altri che sono rimasti a vegliare su di loro.

Tunué quindi questa volta alza ancora di più l’asticella, mettendo in campo un fumetto che senza bisogno di troppe spiegazioni documenta in maniera precisa, quasi chirurgica, le storie che circondano questo famigerato faro, una costruzione possente pensata per resistere alle intemperie e allo scorrere del tempo, un’imponente struttura capace di sorvegliare i mari e guidare i pellegrini dell’oceano verso coste sicure, tenendoli lontani dal pericolo di quelle indomabili, e condurli in salvo da qualche altra parte, ma nonostante tutto questo scoglio sembra essere maledetto.

È come se attirasse a sè la vita dei marinai che lo sfiorano, Ar-Men sembra non saziarsi mai di sacrifici in suo onore e persino dopo la sua costruzione ha continuato a mietere vittime per un motivo o per un altro. Un po’ come se avesse vita propria questo scoglio si nasconde fra le onde quando il mare si fa grosso e tende un agguato a tutti coloro che sono troppo ingenui per pensare che dove c’è acqua non si nasconde niente sotto la superficie. 

Per i guardiani poi è un vero incubo, una sfida diretta fra uomo e mare, divisa da un faro, le cui mura sono robuste abbastanza per resistere agli attacchi delle onde, ma non per questo indistruttibili, eppure Germain, uno dei guardiani di Ar-Men si trova a suo agio in quella zona infernale dove il mare cerca di avere sempre la meglio, colpendo da più fronti, senza sosta, ruggendo per farsi udire da lui e da coloro che vivono all’interno del faro. 

Una costruzione titanica diventa un simbolo in cui la storia si scontra tra gli scogli, riporta alla luce dall’intonaco scrostato ciò che è stato, la vita di chi ha vissuto ad Ar-Men, come ad esempio il giovane Moïzez, naufragato sull’Île de Sein, uno di coloro che ha partecipato alla costruzione del faro, uno dei primi ad aver capito la sua importanza. Attraverso le storie di Germain la figura di  Moïzez prende di nuovo vita, ci porta a scoprire le origini e allo stesso tempo la storia stessa, quasi come se non fossero soltanto i fatti cronologici ad essere importanti, ma anche ciò che c’è tra le pieghe del tempo, quei piccoli particolari che arricchiscono un fumetto come questo, donandogli quello spessore che lo rende una storia davvero unico e senza pari.

La prima cosa che mi ha colpito leggendo “Ar-Men” sono stati i disegni, la vastità dei luoghi in cui è possibile perdersi e la espressività con la quale la storia umana è stata raccontata, quasi come se fosse un documentario su carta che testimonia gli eventi non solo dal punto di vista storico, ma anche da quello emotivo di chi ha vissuto questi avvenimenti.

Ar-Men è un luogo in cui le storie si infrangono come onde sugli scogli, dando vita a tanti piccoli aneddoti che una volta calmata la burrasca diventano la leggenda di un luogo circondato dalla tragedia e dello sforzo degli uomini che lottano per impedire che questo accada. 

«Il mare è gonfio. Il vento fischia sotto le porte. Il faro russa come un’immensa canna d’organo.»

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Tunué per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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