Inku Stories #48: Mother Cosmos di Minoru Sugiyama (Star Comics)

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Il lunedì comincia con un viaggio insolito e allo stesso tempo terrificante: Mother Cosmos, lo scenario distopico dipinto da Minoru Sugiyama e nuovo tassello della collana Umami di Edizioni Star Comics, tradotto da Andrea Maniscalco.

Data di uscita: 2 Ottobre

Acquistalo subito: Mother Cosmos

Editore: Star Comics
Collana: Umami
Traduzione: Andrea Maniscalco
Categoria: Seinen
Genere: Fantascienza, Mecha

Prezzo: € 15,00
Pagine: 210

Satoru e Schop sono due “dig”, ovvero avventurieri, archeologi e cacciatori di tesori. Alla ricerca dell’amica e collega Paula giungono alla fantomatica Gargoyle City, un’antica città ormai abbandonata e caduta in rovina, protetta da tempo immemore da enormi golem meccanici. Per quale ragione le imponenti creature hanno ricevuto l’ordine di difendere quel luogo? Cosa si nasconde tra i palazzi distrutti e le strade deserte? Dalla matita di uno degli artisti contemporanei più eclettici e poliedrici del Giappone, in un’atmosfera distopica degna di George Orwell e in una commistione di estetica manga e richiami alla pop-art.

Dopo gli orrori, le esplosioni sono passata a qualcosa di completamente diverso, un mondo meccanico partorito dalla mente di Minoru Sugiyama, un mangaka che mi ha colpita per il suo universo misterioso fatto di una strana tecnologia e coloro che cercano di riscoprirla, gli scavatori o dig. Sono queste figure, in particolare Satoru e Schop, a permettere di muovere i primi passi in quest’ambiente desolato, popolato da enormi golem, birdmen, inumani ed esseri umani, tutti elementi che insieme vanno a comporre lo scenario di un pianeta terra in rovina, lasciato alla deriva dopo che l’umanità ha raggiunto l’apice della conoscenza.

Prima del Grande Cambiamento, parliamo di centinaia di anni fa, gli Angel erano in perenne lotta con gli esseri umani e il risultato è ciò che vediamo nel presente: macerie e antiche rovine ovunque. A Gargoyle City l’impianto energetico non ha mai smesso di funzionare, ma giganteschi golem meccanici hanno continuato a proteggerla nonostante non ci sia traccia di umanità. Satoru e Schop trovano Paula, la loro amica, che ha avuto la sfortuna di trovarsi faccia a faccia con questi possenti esseri rischiando di morire. 

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Una missione suicida, ovvero recuperare la loro collega, da i suoi frutti. I tre dig trovano qualcuno di importante, Key, una daughter di Cosmos, creata da Father P. e in grado di controllare i golem, l’unica che sembra sapere effettivamente dove si nasconda Mother Cosmos, una leggendaria macchina capace di crearne altre, il delirio di un folle divenuto realtà, una tecnologia che nelle mani sbagliate garantirebbe un potere immenso al suo possessore. L’impero di Intaglio è sulle sue tracce da anni e così anche Ichijiku, comandante delle forze speciali. 

Comincia così il lungo viaggio di Satoru, Schop, Paula Key verso quel mondo caduto in disgrazia che nasconde ancora così tanti misteri, questo mette in luce gli effetti del Grande Cambiamento, come la schiavitù dei Birdmen, una razza di schiavi creata solo per servire, gli Inumani e tutto il resto.

Il disegno crea contrasti molto netti, che evidenzia il distacco fra gli esseri umani e le macchine, due tipi di esseri totalmente diversi fra di loro che interagiscono gli uni con gli altri per necessità. Le macchine sono caratterizzate da un tratto ricco di segni, di incroci e con una linea molto scura, quasi a voler definire la materia sintetica di cui sono fatti questi macchinari mentre le persone hanno un disegno più semplice e chiaro, totalmente privo di qualsiasi ombreggiatura proprio a ribadire la natura organica di questi personaggi.

Il contrasto più forte però è dato dagli sfondi quasi totalmente bianchi contrapposti appunto alle macchine che sono quasi totalmente nere, una similitudine che forse vuole rappresentare una sorta di yin yang, due facce della stessa medaglia, una realtà che si sovrappone all’altra creando qualcosa che sembra quasi paradossale, un mondo folle e quasi senza raziocinio.

Le forme sono anatomicamente anomale, il disegno non è molto tecnico nè preciso, ma nel suo complesso raggiunge il suo scopo, trasformando questo desolato paesaggio in qualcosa di talmente tanto strano da risultare quasi credibile.

Sembra quasi che fino a questo momento l’umanità abbia vissuto la sua esistenza indossando il più terribile dei paraocchi, in una realtà dove la perdita può portare all’apocalisse e la riscoperta rischia di portarne un’altra. In questo frangente nulla è come sembra, pare quasi di muoversi nel mondo di Adventure Time, dove la Terra ha visto la sua fine ma solo nella testa di chi se l’è immaginata così.

Ci troviamo di  fronte a una magnifica e complessa distopia, che grazie ad una storia ben costruita riesce ad attirare l’attenzione incuriosendo il lettore con la sua carica misteriosa, anche se in alcuni momenti ricorda quasi le opere degli anni ’80, avventure ambientate in luoghi sconosciuti in cui lo scopo di tutto era ben chiaro e definito sin dall’inizio, in questo caso trovare Mother Cosmos e il padre di Satoru, con personaggi particolari, a volte dai toni infantili che però si scontrano con un mondo crudo e fin troppo reale, un mix di elementi che rende questa storia qualcosa di unico nel suo genere.

Mother Cosmos è una realtà piegata su un’altra, un ammasso di rottami che prende vita facendo allo stesso tempo sia da scenario che da antagonista a chi è alla ricerca della verità, la stessa che ha reso il mondo nemico dell’umanità.

⚜ Manga simili: Trigun
⚜ Reazione post lettura: 
Posso solo inchinarmi dinnanzi alla bravura di Sugiyama.

⚜ Pagine lette: 210
⚜ Da consumarsi preferibilmente: Con calma, gustandosi i dettagli e il contrasto fra ambientazione e personaggi, per non parlare della magnifica storia.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Star Comics per la copia omaggio.

 

 

 

 

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