Let’s talk about: La tesi dell’ippocampo di Luca Starita (bookabook)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

La settimana prosegue con un brevissimo romanzo, “La tesi dell’ippocampo” di Luca Starita, pubblicato da bookabook.

Data di uscita: 10 gennaio

Acquistalo subito: La tesi dell’ippocampo

Editore: bookabook
Prezzo: € 15,00
Pagine: 88

L’adolescenza di Damien è soffocata dalla depressione del padre e dal collasso della famiglia, che lo ostacolano nella sua ricerca di un posto nel mondo. Per sfuggire all’incapacità di creare rapporti sinceri e di costruirsi un’identità solida, il ragazzo decide di annullarsi, svuotarsi di personalità indossando maschere, cambiando identità e luoghi, costruendo e spezzando legami. Unico obiettivo, individuare e soddisfare i bisogni di persone sconosciute e poi sparire tra le alghe come il solitario ippocampo. Il metodo funziona finché Damien non si identifica con il figlio di una coppia di anziani. Il ragazzo allora sente risvegliarsi le proprie radici e capisce di non poter più fuggire.

Oggi sono distrutta, spossata. Dicono che si riesca a percepire l’arrivo di una tempesta eppure per me è stato l’opposto, in un certo senso mi ci sono ritrovata avvolta dalle folate di vento e sferzata dai fulmini, forse perchè questa volta non sono riuscita a scansarmi abbastanza in fretta o forse perchè questa tempesta è stata più violenta di quel che pensavo.

Una tempesta simile è quella che alberga nell’animo del protagonista del lungo racconto di oggi, “La tesi dell’ippocampo” di Luca Starita, la dimostrazione che a volte un parassita come la depressione può compromettere gli affetti e costringere un ragazzo a crescere fin troppo in fretta, ignaro del fatto che quella sorta di virus ha affondato le sue radici fin troppo in profondità arrivando a marchiare anche lui e allora l’unica soluzione che rimane è fuggire, tagliare il cordone ombelicale alla radice e cercare di costruirsi una corazza spessa abbastanza da poter resistere agli urti.

La vita di Damien ha subito un crollo nel momento in cui sua madre si è annullata per accudire il padre depresso, lasciandolo da parte in balia della marea e con un vuoto interiore che si allarga, ingloba quella che avrebbe dovuto essere la sua adolescenza, ma che sfuma in occasioni mancate e possibilità sulle quali aleggia una nuvola oscura, quella della depressione del genitore. Fuggire gli permette di evolversi, di inciampare su un percorso ad ostacoli che altro non è che la vita, ma questo comporta che per adattarsi e sopravvivere impari a far della sua corazza una maschera, a mimetizzarsi tra gli occhi delle persone e non capire chi sia in realtà.

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La fuga però non è mai la soluzione e questo Damien lo impara quando si vede da fuori, capisce che le maschere per quanto siano comode da indossare alla lunga rischiano di incollarsi addosso per sempre, diventando quasi una seconda pelle di cui è difficile sbarazzarsi e in un mondo popolato da maschere con crepe evidenti diventa comprensibile che a volte l’unico modo per andare avanti è quello di affrontare ciò che si è lasciato alle spalle.

Con uno stile evocativo Luca Starita si fa largo tra le pubblicazioni odierne con “La tesi dell’ippocampo”, un breve romanzo che ci porta alla scoperta del mondo di chi ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle senza ripensamenti, una triste landa desolata che ci ricorda che siamo soli unicamente quando lo decidiamo noi e che una volta in prossimità del punto di non ritorno dobbiamo fare i conti con ciò che ci stiamo lasciando alle spalle questa è un’incognita della vita di ciascuno di noi in quanto non possiamo sapere esattamente cosa ci riserverà la vita e come affrontarlo.

La tesi dell’ippocampo viene elaborata e confutata allo stesso tempo, è qualcosa di così chiaro all’inizio da sembrare l’unica verità possibile e così oscuro alla fine da diventare l’unica cosa da escludere.

“La vita è vissuta bene quando si è pronti ad accettare quello che te ne viene, è vissuta male quando non si è più disponibili ad accettare. L’intera esistenza può essere vissuta soltanto quando si è consapevoli di accettare anche ciò che non si può veder, né illusoriamente scegliere. Quando l’incognita fa paura, allora sì che non si è più capaci di vivere. Tutto sta nel rimanere neutro. Tu vivi in un posto e in un momento storico che ti permettono di non rinchiuderti in nessun margine, di non dover prendere il mestiere di tuo padre e farne il tuo. Sfrutta questo…”

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di bookabook per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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