Music Monday: Le sette dinastie di Matteo Strukul (Newton Compton)

Si riparte con un nuovo music monday. Questa volta il protagonista è il nuovo romanzo di Matteo Strukul, “Le sette dinastie” ( pp. 544, 9,90€), edito da Newton Compton Editori e in uscita oggi.

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Devo dire che ricominciare mi sta risultando sempre più difficile, soprattutto ora che le temperature sembrano essersi stabilizzate e la coperta è diventata una seconda pelle. Se potessi, infatti, me la porterei ovunque. Ciò nonostante, se c’è una cosa che adoro nello svegliarmi presto è il profumo del caffè che si diffonde nell’aria mentre fuori è ancora buio. 

Un po’ intontita e leggermente infreddolita sento il caffè borbottare e insieme a lui timide note si diffondono nella stanza, una chitarra viene pizzicata chissà da chi mentre una playlist acustica viene riprodotta in lontananza e io mi preparo ad affrontare un lunedì diverso dal solito, uno dalle sfumature rinascimentali che sanciscono il ritorno di Matteo Strukul in libreria con la sua ultima fatica letteraria dal sapore dinastico: “Le sette dinastie. La lotta per il potere nel grande romanzo dell’Italia rinascimentale”.

Per il padre della quadrilogia de “I Medici” il Rinascimento sembra essere un completo su misura che continua a sfoggiare con un’incredibile confidenza, tornando a percorrere un terreno già battuto, ma essendo così vasto gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti, guardare la storia da un punto di vista differente e scegliere un progetto più ambizioso che, per quanto complesso, fosse in grado di esaltare le sue doti da narratore capace di mescolare abilmente realtà e fantasia al punto che non ci si rende conto dove comincia l’una e finisce l’altra. 

Il diavolo è nei dettagli. L’opera è composta da quattro grandi parti e racconta il XV secolo rinascimentale italiano, cinquant’anni di storia (1418-1476) in 500 pagine circa, mettendo sotto i riflettori le sette più importanti famiglie del paese, un viaggio da nord a sud che inquadra la più feroce lotta per il potere. Sarà pure invenzione la saga di Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco, ma in Italia questo tipo di guerre per ottenere la supremazia si sono svolte davvero durante il rinascimento, mettendo sul piatto il potere del Vaticano e quello di tutte le altre signorie, tutti lembi dello stesso grande paese spezzettato in tante piccole realtà.

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Parlando delle varie famiglie il panorama che ci si presenta davanti è più o meno questo: a Milano c’erano i Visconti e gli Sforza, i Condulmer a Venezia, a Ferrara gli Estensi, i Medici a Firenze, Borgia e Colonna a Roma, e infine nel Regno di Napoli dominava la scena la continua lotta fra gli Aragonesi e gli Angioini. Nonostante le lotte interne e i problemi a mantenere il controllo del potere, il piatto forte, quello più ambito era sicuramente il posto del papato, l’unico che con la sua influenza poteva definirsi in qualche modo superiore a tutti gli altri perchè la fede univa assieme tutti i regni. 

La cosa più interessante di questo romanzo è tutta la serie di intrighi e cospirazioni che si sono messe in moto per raggiungere determinati scopi, talvolta per deporre qualcuno, altre volte invece per far salire al potere qualcun altro, spietate manovre politiche messe in moto da altrettanti spietati burattinai. Tutto questo viene raccontato dall’autore con crudezza, perizia e con quella capacità di far diventare vere anche le parti immaginate da lui, proprio come ho detto prima, riuscendo a mischiare sia il falso che il vero senza però perdere il dettaglio truculento di un’epoca violenta, fatta di esecuzioni spietate, mutilazioni gratuite e lotte infinite, tutti gesti volti ad umiliare chi veniva sconfitto facendolo apparire ridicolo o indegno di rispetto.

Lo stile di Matteo Strukul difficilmente si dimentica, riesce ad evocare la storia rendendole giustizia, ma senza rallentarla con inutili digressioni, anzi facendo scorrere la letture in maniera fluida e permettendo così di godersi il rinascimento italiano visto con un’occhio nuovo, filtrato dalla lente di un vero appassionato che, opera dopo opera, riesce a far immergere i suoi lettori in testi dotati di un fascino senza tempo che nonostante il passare degli anni restano sempre interessanti e mai scontati.

Sette dinastie prendono vita e ripercorrono cinquant’anni di storia facendoci entrare nelle stanze dei palazzi dove si sussurrano complotti e si ordiscono piani, cambiando poco a poco il volto di una nazione a pezzi contesa da troppi lupi affamati.

Le note “timide” di questa mattina portano il titolo di Bare, canzone scoperta durante le mie colazioni quando una playlist è partita e non sapevo dove mi avrebbe portata. Un po’ come il romanzo di Strukul si tratta di partire, immaginare e godersi il viaggio.


Per questo appuntamento è tutto. Alla prossima!

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Newton per la copia omaggio

 

 

 

 

May the Force be with you!
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