Old But Gold: Acquee strette di Julien Gracq

 

Mentre la barca scivola lenta sull’acqua stagnante, del colore di un caffè assai diluito, i paesaggi paiono alternarsi e succedersi all velocità ben rodata dei fondali mobili durante un cambio di scena, o di quelle tele di diorama che si arrotolavano e srotolavano per sfilare davanti a un passeggero di un luna park seduto su un’imbarcazione inchiodata al pavimento.

 

Editore: L’orma editore
Data di uscita: 18 ottobre 2018
Pagine: 73
Prezzo: 13.00 €

Paesaggi, campi, scogliere, boschi, ginestre accompagnano un tragitto familiare, ripetuto nelle diverse stagioni della vita, che qui trascende in viaggio iniziatico nel cuore stesso della creazione letteraria. E a pelo d’acqua si attiva la memoria, si accendono fantasticherie associative che collegano in un’unica costellazione i diversi astri del personale firmamento artistico di Gracq: il profilo di un castello sulla riva richiama alcuni versi di Nerval, e su quelli si innerva un immaginario poetico in un magistrale mescolarsi di ricordo e percezione, esperienza e chimere. Sono pagine esigenti, che subito ripagano con l’ineffabile bellezza di un tramonto dopo un giorno di pioggia, di un odore terroso, di un vento d’aprile. La prosa vi scorre sinuosa, ora limpida ora più torbida, sempre incantatoria come le acque dell’amato Èvre. Forse mai quanto in questa densissima rêverie il grande scrittore francese si è rivelato così compattamente pervaso dalla sua caratteristica ispirazione, in grado di fermare il tempo con la limpida forza dello stile.

 

Paletta e scopino alla mano, è ora di tornare a rispolverare un grande classico riposto nella nostra libreria Old But Gold firmato dalla penna di Julien Gracq, Acque strette. Questo frammento di letteratura francese è stato portato in Italia nel 2018 grazie a L’orma editore; la casa editrice ha messo a disposizione gratuitamente l’ebook per allietare la nostra quarantena, mi sono imbattuta casualmente nella trama di questo scritto e mi ha molto incuriosita. Potevo forse resistere a una lettura dove l’ambiente agreste e selvatico è protagonista? Mi hanno completamente affascinata le atmosfere delicate, la quiete e l’immobilità dell’esperienza descritta da Gracq.

Acque strette non è un romanzo bensì il racconto di un’esperienza all’apparenza quasi insignificante vissuta dall’autore. Julien Gracq ci narra attraverso una prosa musicale e poetica il suo resoconto di un’escursione in barca sulle acquee dell’Evre, un piccolo fiume affluente della Loira.

 

 

Acque strette è un racconto breve che racchiude in sé tanta bellezza, la bellezza della natura selvaggia che affascina e commuove. Il territorio narrato da Julien Gracq non è un paesaggio mozzafiato, non si tratta di una sorta di paradiso terreste incastonato tra vette impervie o cullato da acquee cristalline. L’autore ci immerge in un panorama agreste verde brillante, costeggiato da intricati boschi e campi che seguono il corso umido e sinuoso dell’Evre, insomma, ci ritroviamo a navigare un modesto affluente della Loira. È quasi incredibile pensare che questo scenario possa suscitare grande ammirazione e grandi emozioni, Julien Gracq però ci dimostra il contrario. La voce dell’autore è dolce e avvolgente, le bellezza della natura sembra sospesa in uno tempo tutto suo immune dallo scorrere dello stesso, infatti non è la prima volta che Julien Gracq affronta questo piccolo viaggio esplorativo, forse non sarà neanche l’ultima, eppure riesce a cogliere ed esaltare tutto ciò che lo circonda. In questo percorso evocativo emergeranno nomi e opere illustri che hanno avuto un ruolo molto importante nella formazioni dell’autore, tra paesaggi, natura e letteratura compiremo un viaggio dalle sfumature quasi mistiche.

Acque strette è una lettura particolare e inusuale, perfetta per riflettere su quanta bellezza racchiude la natura che ci circonda, anche senza allontanarci troppo dalle nostre dimore.

 

Al prossimo classico!

 

 

 

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