Let’s talk about: Quando le balene di Judy Blume (DeA)

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Oggi parliamo di “Quando le balene”, il romanzo di Judy Blume che racconta – tra le altre cose- il bullismo e i tutti quei disturbi che possono rendere impossibile la vita di una persona.

Data di uscita: 28 Gennaio

Acquistalo subito: Quando le balene

Editore: DeA
Collana: Le fenici
Traduzione: Mara Pace
Età: Da 9 anni
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi

Prezzo: € 10,90
Pagine: 190

È tutta la mattina che Jill ascolta le ricerche dei suoi compagni di classe sui mammiferi, ed è sul punto di scoppiare. Non ne può più di cani, gatti e cavalli! E come se non bastasse ora è il turno di Linda che, tra tutti gli animali, ha scelto di parlare proprio delle noiose balene. Ma in un attimo l’intera aula si riscuote dal torpore e fra i banchi inizia a serpeggiare un soprannome. Per Jill si tratta solo di un gioco. Del resto, Linda è così goffa, così strana, così grassa, che si merita di essere chiamata Balena e di subire ogni genere di scherzo che il gruppo architetta ai suoi danni. Linda non sa che il segreto per farsi rispettare è prenderla sul ridere e Jill non ha nessuna intenzione di rivelarglielo, soprattutto dopo che la Balena ha fatto la spia accusandola di aver imbrattato la cassetta della posta di quel matto del signor Machinist. Jill e Linda non potrebbero essere più distanti di così. Non potrebbero odiarsi più di così. Finché qualcosa non ribalta la situazione… e le due ragazze scoprono che in fondo non sono così diverse.

Quando le balene è un romanzo che colpisce per le sue tematiche, la scelta di Judy Blume di raccontare il bullismo attraverso la sua piccola protagonista, Jill, che senza rendersene conto da bullo si trasforma in vittima, essendo lei stessa ad alimentare l’assurda spirale di odio nella sua classe. La stessa Jill è una bambina problematica, si caccia sempre nei guai e non guarda in faccia nessuno, a meno che non debba criticare e pur conoscendo la sua indole non fa niente per frenarsi, quando la bambina più popolare prende di mira Linda non si fa scrupoli a gettare benzina sul fuoco.

Prima i nomignoli, poi gli insulti e infine le “torture”, queste sono tutte le traversie che Linda si trova a fronteggiare ogni giorno, assillata per ogni suo difetto e derisa per il suo aspetto fisico e per le sue reazioni. Chi è vittima di bullismo non sogna altro che essere lasciato in pace, ma nella sua classe è impossibile per lei passare inosservata, è sempre al centro delle maldicenze di Jill e le sue amiche, ogni pettegolezzo inizia con lei e finisce con un insulto.

Come ho detto, questo è un romanzo che parla di bullismo, da un punto di vista differente. Judy Blume mette al centro della storia non tanto la vittima quanto la “carnefice”, ci mostra la vita di chi ha scelto di sopravvivere alla scuola infastidendo gli altri senza preoccuparsi del fatto che un giorno può ritrovarsi a vivere la stessa situazione. Si sa, a scuola le cose mutano in fretta, di solito chi è bullo lo diventa soltanto per distogliere l’attenzione da se, trova a tutti i costi qualcuno più vulnerabile di lui per riversargli addosso gli sguardi di tutti, ben sapendo che è lui stesso un possibile bersaglio.

Quando qualcuno decide di prendere di mira un’altra persona lo fa sempre perché teme di essere la prossima vittima, non a caso Jill segue Wendy, qualunque cosa dica o faccia si ritrova puntualmente a seguirla, quasi senza ascoltare e dare peso a ciò che dice, proprio perché stare dalla parte di chi è più popolare allontana gli sguardi dai propri difetti.

Jill però si sente a disagio con se stessa e con il suo corpo e pur di non affrontare quella spiacevole sensazione o permettere a qualcuno di criticarla cerca sempre di mettere al centro dell’attenzione Linda. Eppure Jill non ha mai dato un’opportunità alla sua compagna di classe, non ha mai provato a conoscerla per davvero ed è per questo motivo che quando si ritrova dall’altra parte a vivere un po’ ciò che affrontava Linda si rende conto della situazione, ma cerca di non darlo a vedere, fa dei piccoli passi in avanti ma senza guardarsi indietro.

Personalmente ho trovato il romanzo di Judy Blume efficace nel trattare una tematica ancora oggi attuale proprio perchè sceglie Jill come voce narrante, un personaggio con il quale non si riesce ad empatizzare del tutto, ma che è in grado di raccontare una storia già sentita ma da un punto di vista differente, insolito, che dovrebbe far riflettere non soltanto sul suo cambiamento ma anche sul suo modo di rapportarsi con il suo passato, che però nonostante la dura lezione subita lei sembra quasi voler dimenticare, senza chiedere scusa a nessuno e senza fare ammenda per tutto ciò che ha fatto.

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di De Agostini per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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