Old but gold: La banda maculata di Arthur Conan Doyle

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È sempre tempo di Sherlock Holmes, non credete? Proseguiamo la settimana con La banda maculata di Arthur Conan Doyle, pubblicato da Leone Editore con la traduzione di Andrea Cariello.

Pagine: 102

Acquistalo subito: La banda maculata

Editore: Leone Editore
Collana: I leoncini
Traduzione: Andrea Cariello

Prezzo: € 6,00
Data di uscita: 10 Marzo 2017

Sherlock Holmes e Watson indagano sul caso di una giovane donna che teme di essere assassinata. Helen Stoner, la figliastra del dottor Grimesby Roylott, ha buoni motivi per sospettare che il patrigno abbia ucciso sua sorella, anche se lei non sa come, e che ora voglia sbarazzarsi anche di lei.

 

Sono veramente felice di proseguire la settimana così, con il genere che preferisco e dal quale faccio sempre ritorno, il giallo, e non c’è volto migliore da analizzare che quello dello scrittore e drammaturgo scozzese, Arthur Conan Doyle, per perdersi in un genere che a secoli di distanza continua ad affascinare.

In questo terzo appuntamento con i cortoromanzi con testo a fronte editi da Leone Editore vi parlerò de “La banda maculatao “L’avventura della banda maculata“, racconto pubblicato per la prima volta nel 1892 sul The Strand Magazine e successivamente inserito nell’antologia “Le avventure di Sherlock Holmes“.

Prima di parlare in sè della storia, aprirò una piccola parentesi per riportarvi qualche curiosità sul racconto. In primo luogo sono rimasta colpita dal fatto che lo stesso autore ha rielaborato la storia trasformandola in un’opera teatrale, la quale ha debuttato al teatro Adelphi di Londra, e non era la prima volta che rappresentava i casi del suo detective più famoso sul palco.

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Durante gli anni gli adattamenti sono stati innumerevoli. Al cinema questo racconto è stato adattato per il lungometraggio “Le ruban moucheté“, poi ne abbiamo un altro nel 1923, successivamente negli anni 30 l’attore canadese Raymond Massey veste i panni dell’investigatore privato inglese, mentre nel 1944 fra le storie rappresentate in The Spider Woman c’è anche “La banda maculata“.

Stesso discorso vale per la radio, sono tantissimi gli adattamenti radiofonici. Partiamo con quello del 1945 dove Basil Rathbone e Nigel Bruce hanno trasmesso l’episodio dedicato al racconto nella serie “The New Adventures of Sherlock Holmes”, nel 1947 è invece il turno di Tom Conway e Nigel Brucel’anno successivo raccolgono il testimone John Stanley e Ian Martin, nel 1977 invece viene trasmesso come episodio della serie CBS Radio Mystery Theater e infine nel 1991 vengono trasmesse tutte le avventure di Sherlock insieme a Clive Merrison e Michael Williams.

Anche la televisione ha avuto il suo ruolo chiave nelle trasposizioni di Sherlock. Nel 1949 fu trasmesso come decimo episodio della serie “Your Show Time” con Alan Napier e Melville Cooper, nel 1979 il racconto è stato adatto nell’Unione Sovietica e i ruoli dei due protagonisti erano interpretati da Vasilij Borisovič Livanov e Vitalij Solomin e il sesto episodio della serie “Le avventure di Sherlock Holmes” del 1984 aveva come interprete Jeremy Brett. Potrei continuare all’infinito, ma mi servirò di questi esempi per farvi capire che nonostante siano passati secoli Sherlock Holmes resta ancora un personaggio appetitoso.

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Per quanto riguarda il racconto, lasciatemelo dire, questa è una delle più belle e intricate indagini di Sherlock Holmes, entra a far parte delle mie preferite in assoluto, dopo “Uno studio in rosso” e “Il mastino dei Baskerville”. 

Il nostro sipario si apre con l’arrivo di Helen Stoner nel cuore della notte, interrompendo così la quiete della signora Hudson, Sherlock e Watson. Dal linguaggio del corpo l’investigatore capisce che c’è qualcosa che non quadra, ma non è la semplice sensazione di avere un caso fra le mani, qualcosa di più e solitamente il suo istinto non sbaglia. Nessuno dei tre avrebbe mai immaginato che nel cominciare il suo racconto miss Stoner li avrebbe catapultati all’interno di un mistero così fitto da sembrare musica per le orecchie di Sherlock.

La povera signorina Stoner introduce così due fatti assai curiosi. Il primo riguarda il suo patrigno, Grimesby Roylott, un uomo dal carattere difficile e terribilmente violento, che ha quasi rischiato di essere condannato alla pena capitale dopo aver brutalmente ucciso il suo maggiordomo di origini indiane. Altro fatto curioso è la perdita della sorella gemella della nobildonna e le ultime parole da lei pronunciate: “È stata la banda! La banda maculata!”. 

Questi due fatti curiosi portano però al motivo della sua visita, ovvero il sentire un fischio nel cuore della notte che porta con sè agghiaccianti rumori, i quali la tengono sveglia. Da quando si è fidanzata la sua vita non è più stata la stessa e il timore verso il suo patrigno, anche se lo cela, per Sherlock è un forte indizio sul dove partire con le indagini.

Arthur Conan Doyle ci apre le porte di Stoke Moran, la tenuta dove miss Stoner vive con il patrigno, luogo in cui l’uomo ha come animali domestici un babbuino e un ghepardo, ma non solo. Il signor Roylott è un uomo che non si ferma mai, trasforma la sua dimora e costringe la figliastra a vivere nella stanza della gemella morta. 

Sherlock parte insieme a Watson verso la dimora di miss Stoner per inoltrarsi fra le mura Stoke Moran e captarne i misteri, quel fischio e il rumore metallico che la signorina afferma di sentire ogni sera, ma non si sarebbe mai aspettato di ritrovarsi con una sorpresa del genere: il riuscire a scoprire la vera natura della banda maculata. 

Come vi ho detto, questa è entrata a far parte delle mie indagini preferite, non solo per il curioso caso ma per il modo in cui l’autore ha scelto di servirsi di un particolare elemento come arma per una serie di delitti e non solo, questo pretesto alimenta la trama e la arricchisce di fascino e mistero, due ingredienti ai quali il detective non sa resistere e lo ammetto, neanche io.

La banda maculata” è un racconto perfettamente riuscito, l’ennesima prova che Arthur Conan Doyle non delude mai. 

“D’altronde, nel suo modo di lavorare più per l’amore della sua arte che per accumulare ricchezza, rifiutò di occuparsi di qualsiasi indagine che non avesse risvolti insoliti o persino eccezionali.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

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